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RAGUSA - 13/12/2015
Politica - A poco è servita la venuta "in gran segreto" del leader nazionale M5S Di Maio

Sindaco decisionista non piace ai grillini

Per l’opposizione l’amministrazione è arrivata al capolinea Foto Corrierediragusa.it

Per l’opposizione la giunta del sindaco Federico Piccitto (foto) è arrivata al capolinea per i forti dissidi con il gruppo consiliare. La drastica considerazione è data dalle ultime due sedute del consiglio comunale, di fatto andate a vuoto per i «mal di pancia» interni all’amministrazione penta stellata. Per l’opposizione quindi la maggioranza implode proprio perchè i consiglieri grillini non si presentano in massa accusando, ufficialmente, malori vari, e la seduta del consiglio comunale salta ancora. Accadimento che può rientrare nella normale attività politica quando è episodico ma che ripetuto nel giro di pochi giorni mette in evidenza il malessere profondo del M5S. Tra giunta e gruppo consiliare ci sono modi diversi di vedere le cose, quasi un distacco, e a nulla è valsa, a questo punto le cose, la visita "in gran segreto" a Ragusa di uno dei leader nazionali del M5S, Luigi Di Maio, accorso in città nell´ultimo settimana per cercare di capire e per ricucire lo strappo tra il sindaco e i consiglieri che dovrebbero supportare l´azione amministrativa. Sul piatto della bilancia ci sono malesseri profondi a cominciare dal ruolo e dall´interpretazione che ne ha dato e dà l´assessore Stefano Martorana, ormai entrato nel mirino delle critiche per un dirigismo mal digerito. A Martorana viene rimproverata la gestione dei bandi sulla nettezza urbana e sul servizio idrico che hanno creato una frattura con i lavoratori. L´assessore è un fedelissimo di Piccitto che sa che su Martorana può contare ad occhi chiusi e finora ha chiuso le porte alle richieste che da più parti sono venute. Ci sono poi i riverberi del caso Campo e la gestione che di esso ha fatto il sindaco. L´ex assessore alla cultura ha fatto un passo indietro, è uscita con dignità ed eleganza dalla polemica che l´ha coinvolta, rassegnando le dimissioni. Alla fine, viste anche le risultanze della Commissione Trasparenza, nulla, se non una piccola dose di ingenuità, è emerso a suo carico.

I consiglieri pentastellati hanno poi dovuto prendere atto nelle ultime ore del rinnovo di alcune consulenze a palazzo dell´Aquila, nonostante la linea concordata fosse quella del confronto prima di procedere in questo senso. Insomma un sindaco decisionista che non piace ai suoi stessi consiglieri, che viene avvertito sempre più distante e chiuso nel suo cerchio magico di assessori che lo seguono a prescindere. Il risultato è una sorta di insubordinazione, che va oltre i blog del movimento, e si concretizza nell´abbandono o nella mancata presenza in aula come forma di pressione. Segnali di fumo o di fuoco? Per Sonia Migliore non ci sono dubbi perchè Piccitto è ormai "ostaggio dei suoi consiglieri con una amministrazione impantanata in ogni questione. Non c´è più tempo da perdere. Piccitto fa ordine in casa sua e inizia finalmente ad occuparsi della città o ammette candidamente il suo fallimento, cosicché la parola possa ritornare ai cittadini". Per la Migliore si tratta di "Un sonoro schiaffo politico e morale che i consiglieri pentastellati hanno dato al sindaco Piccitto e al suo assessore all´Ambiente Zanotto". Ed un messaggio chiaro perchè qualcosa in giunta cambi. Almeno due assessori nuovi per cambiare aria e soprattutto metodo.

«L’utopia grillina della rivoluzione sembra essere giunta già al capolinea. Per due volte di seguito, in Consiglio comunale, è venuto a mancare il numero legale, a causa dell’assenza dei consiglieri di maggioranza. Questo significa che, pur nella delicatezza del momento, visto che dovevano essere trattati punti di fondamentale importanza per il futuro della città, qualcosa si è rotto nell’ingranaggio pentastellato». E’ la valutazione che arriva dai consiglieri comunali di opposizione Elisa Marino, Gianluca Morando e Angelo Laporta i quali esprimono preoccupazioni per le ripercussioni che questo braccio di ferro tra la maggioranza, che un tempo approvava senza fiatare tutti gli atti provenienti dall’esecutivo, e la Giunta potrà avere per la città.

«Lo scontro interno alla maggioranza di governo ha oramai raggiunto proporzioni non più tollerabili»: lo affermano i consiglieri di Forza Italia Maurizio Tumino, Peppe Lo Destro e Giorgio Mirabella, riferendosi alla seduta di venerdì saltata per assenza dei consiglieri pentastellati. "Una decisione politica, presa a tavolino e a mente fredda, contro Piccitto e le sue politiche. Ragusa, è evidente, è ostaggio dei mal di pancia della maggioranza. Piccitto - spiegano i consiglieri- è un uomo solo. Non può più contare sull´appoggio della sua base né tanto meno sull´appoggio dei suoi consiglieri. Se ciò che è accaduto non è un atto di sfiducia, sinceramente non sappiamo come definirlo". Per i tre forzisti dunque "Fare politica, governare, significa scegliere, prendere, delle decisioni, ma Piccitto manca di coraggio ed è per questo che chiediamo, con forza, che rimetta il suo mandato".