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RAGUSA - 22/11/2015
Politica - Le dimissioni dell’assessore dopo l’assunzione del marito

Tempi lunghi sul "Caso Campo". Marino: "Avanti"

La commissione trasparenza lavorerà alacremente Foto Corrierediragusa.it

Il presidente della commissione Trasparenza Elisa Marino (foto), dopo la prima seduta sulla vicenda riguardante la disamina delle carte concernenti l’attività svolta al comune di Ragusa per il servizio di lettura dei contatori idrici, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «L’importanza del caso impone un grande senso di responsabilità da parte di tutti, maggioranza e opposizione. Anche se le sedute dell’organismo potranno risultare più lunghe del previsto e a prima vista senza un riscontro fruttuoso, ciò si rende necessario per mettere nella condizione tutti i commissari di avere gli strumenti necessari per la valutazione di un caso che, non dimentichiamolo, ha spinto l´assessore Stefania Campo a rassegnare le dimissioni dopo l´assunzione del marito nella cooperativa che si occupa della lettura dei contatori idrici. Il nostro primario obiettivo, dunque, anche dinanzi alla città, dovrà essere quello di ricercare la verità sostanziale dei fatti. E non ha importanza se occorrerà impiegare più tempo del previsto. E’ però indispensabile concretizzare il traguardo finale per capire che cosa è realmente accaduto.

Dispiace se, a fronte di ciò, si possano registrare defaillance - prosegue la Marino - con la convocazione di una persona informata sui fatti che non ha avuto la possibilità di rendere dichiarazioni per il dilatarsi dei tempi tecnici. L’auspicio è che, naturalmente, questi problemi possano essere attenuati per arrivare a ciò che interessa di più a tutti i cittadini, capire che cosa è effettivamente accaduto in relazione alla vicenda in oggetto. Mi preme, altresì, sottolineare che il mio ruolo super partes impone la massima attenzione e ribadisco che non mi presterò a qualsivoglia strumentalizzazione. E ciò s- conclude la Marino - per garantire la massima tutela della cittadinanza».

L´ARRINGA DIFENSIVA DEL SINDACO PICCITTO
"Nessun complotto, nessun siluramento, è stata una scelta lineare, semplice trasparente, una scelta di grande responsabilità": parole testuali del sindaco Federico Piccitto. Il "caso Campo" ha occupato buona parte dei lavori del consiglio comunale ed è finito quasi in baruffa tra il presidente della commissione trasparenza, Elisa Marino, e Zaara Federico del M5S. Il sindaco ha difeso a spada tratta il suo ex assessore e le ha reso gli onori delle armi. "Non mi sarei mai sognato di dimissionare un assessore alla Cultura sotto Natale. Noi non siamo attaccati alle poltrone, siamo al servizio della comunità, non facciamo deroghe neppure a noi stessi. In altre epoche e con altre amministrazioni sarebbe stato inconcepibile che per un articolo ci si potesse dimettere. Noi siamo continuamente sottoposti ad attacchi, e questo non ci preoccupa. Non mi pare ci siano stati scossoni, anzi abbiamo avuto riscontro ufficiale da parte degli organi competenti sull´inesistenza delle accuse".

Piccitto si è ben guardato, tuttavia, dall´entrare nel merito delle accuse, delle denunce sul comportamento poco "istituzionale" di Stefania Campo ed ha preferito metterla sul politico e per il resto ha rinviato alla commissione Trasparenza. E proprio sulle modalità di convocazione e svolgimento della commissione maggioranza ed opposizione sono entrati in collisione. Elisa Marino, presidente della Commissione, non ha previsto la richiesta trasmissione in streaming dei lavori nè ha convocato tutti gli attori della vicenda così come richiesto dal M55S.

Zaara Federico ha attaccato a testa basa proprio per questo ed ha chiesto senza mezzi termini le dimissioni della presidente. La Marino, a sua volta, non ha accettato processi. "La seduta - ha detto non sarà uno show nè un processo all´americana. Se la collega della maggioranza vuole fare un pò di cabaret lo faccia fuori da quest´aula". Scambi incandescenti e anche personali ed il presidente Giovanni Iacono è dovuto intervenire per riportare serenità chiarendo peraltro che le l´ufficio di Presidenza non può permettersi di attrezzare una sala per la diretta streaming nè è auspicabile dar vita ad un maxi processo.