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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 861
RAGUSA - 05/10/2015
Politica - La visita iblea del ministro dell’interno

Da Ragusa un Alfano a tutto campo

Sulle voci di un flirt con Crocetta, gela senza titubanze le aspettative dell’altro siciliano di Gela Foto Corrierediragusa.it

Protocollo di legalità, strade, migranti, politica regionale e nazionale, il ministro dell´interno Angelino Alfano parla di tutto e a tutti risponde in prefettura a Ragusa (foto). Dell’idillio scoppiato tra Denis Verdini e Matteo Renzi, snobba e accosta la vicenda alle gelosie nella sinistra. Del possibile ingresso nella giunta Crocetta, che aveva messo in fibrillazione alcuni pezzi della politica siciliana, si mette di traverso e smentisce categoricamente. Sui migranti affibbia bordate a Matteo Salvini perché la legge appena votata consente di rimpatriare gli irregolari. Sulla gestione dei beni confiscati ai mafiosi, chiama in causa il Consiglio superiore della Magistratura. Si sente un siciliano vero, Alfano, e rivendica gli stessi servizi che hanno al nord, soprattutto per quanto riguarda l’alta velocità. «Che colpe hanno la Sicilia e la Calabria in tema di infrastrutture? Sentirò il ministro Delrio per fare il punto in Sicilia, perché ci metta al passo con il resto del Paese. Non è giusto che l’alta velocità si fermi a un certo punto del Paese». Sui migranti rivendica l’approvazione della legge che permette agli stranieri di lasciare l’Italia per andare in altri stati europei. «E’ un evento senza precedenti- dice- Siamo stati determinanti e decisivi in Parlamento. Abbiamo fatto un nuovo partito per le riforme, dopo due anni i fatti ci danno ragione. Andiamo avanti come forza autonoma, indipendente dal Pd né sotto Salvini. Quando rimpatrieremo i migranti illegali e manderemo gli altri in stati europei avremo avuto un grande successo. Salvini ha votato contro questa legge. Era a favore della permanenza in Italia dei profughi che siamo riusciti a ridistribuire nel resto dell’Europa».

E sulle voci di un flirt con Crocetta, gela senza titubanze le aspettative dell’altro siciliano di Gela. «I tempi non sono maturi e non lo saranno mai. Per la Sicilia abbiamo una posizione chiara. Fuori dal governo Crocetta, non entreremo né con nostri uomini e neanche sotto mentite spoglie. Noi non ci facciamo accusare di omissione di soccorso, da siciliano faccio le cose per la Sicilia. Pronti a dare una mano d’aiuto legislativo, ma non entriamo nella giunta Crocetta. Si tengano gli altri questo governo di successo se sono così affezionati». Renzi e Verdini sono sempre più stretti, tanto stretti che i rapporti di maggioranza potrebbero alterarsi. «Ma lasci fare- replica stizzito Alfano- quella è una questione di equilibri interni alla sinistra, gelosie della minoranza Pd nei confronti di Verdini. La maggioranza ha retto, nonostante le mille cornacchie contro di noi la frana non c’è stata».

E anche sul caso Saguto, Alfano chiede conto al Csm. «Il Csm deve avere parole chiare e il governo deve fare una seria indagine su come sono stati utilizzati gli incarichi nella gestione dei beni confiscati».