Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 687
RAGUSA - 02/10/2015
Politica - Interrogazione dei consiglieri D’Asta, Chiavola e Francone

Pd: "Il comune di Ragusa piange miseria ma"...

Il dirigente di settore ha risposto alla nota dei consiglieri Foto Corrierediragusa.it

Il comune di Ragusa piange miseria eppure non può fare a meno di nuovi consulenti. La circostanza è evidenziata dai consiglieri comunali del Partito Democratico Mario D’Asta e Mario Chiavola (da dx nella foto), insieme a Tony Francone, segretario del circolo Rinascita Democratica. Il Comune di Ragusa ha pubblicato, in questi giorni, una serie di bandi per individuare delle figure professionali specifiche. «Ormai siamo al paradosso – dicono i due esponenti democratici con il segretario di circolo – perché mentre l’assessore al Bilancio Stefano Martorana piange miseria in qualsiasi circostanza, perché le casse dell’ente di palazzo dell’Aquila sarebbero malmesse, la Giunta Piccitto si contraddistingue sempre di più per la disperata ricerca di consulenti o, come in questo caso, di figure professionali da aggregare, anche se solo in via temporanea, all’organico dell’ente. Ma non stavamo messi male dal punto di vista economico? Ora, se può risultare in qualche modo comprensibile, nonostante il quadro delineato, la ricerca di un funzionario direttivo tecnico della categoria D3, proprio non si riesce a capire che senso abbia aver predisposto un bando del genere, con scadenza il 6 ottobre, per un istruttore amministrativo.

Il motivo? E’ presto detto. Sono 189 gli istruttori amministrativi allo stato attuale in forza all’ente di palazzo dell’Aquila. E quindi non si capisce bene la ragione per cui ce ne voglia ancora uno. Ma perché tale necessità? Non è ammissibile una cosa del genere. E chiediamo all’amministrazione comunale di revocare i bandi in autotutela anche perché non è più possibile che la giunta, per spese legate all’organico, continui ad incidere in maniera così forte sulle tasche dei cittadini. Per quanto ci riguarda - concludono - presenteremo una interrogazione per formalizzare il nostro dissenso e per ottenere dichiarazioni formali sullo scottante argomento».

LA NOTA DEL DIRIGENTE DI SETTORE IN REPLICA AI CONSIGLIERI
Riceviamo e pubblichiamo la nota del dirigente del Settore II Organizzazione e gestione delle risorse umane Rosario Spata in riferimento al comunicato stampa dei consiglieri comunicali del Partito Democratico riguardante le procedure di comando predisposte dall’Ente.
«Occorre sottolineare preliminarmente che la necessità di impinguare gli organici è dettata da specifiche esigenze tecnico/organizzative, che rivestono sovente il carattere dell´urgenza, evidenziate dai dirigenti di settore nelle conferenze di servizio propedeutiche alla stesura del programma di assunzioni. Sono acquisite agli atti, da tempo, numerose e reiterate sollecitazioni dei settori in cui si articola la struttura organizzativa con le quali si sollecita il potenziamento dell´organico, tanto nei ruoli amministrativi quanto nei ruoli tecnici. E´ un dato ineludibile che a fronte del pensionamento nell´ultimo triennio (2012-13-14) di 70 unità ( altre 10 sono state poste in quiescenza nell´anno 2015), per ragioni riconducibili, da una parte, ai divieti di assunzioni scaturenti dall´applicazione delle sanzioni conseguenti alla violazione del patto di stabilità del 2012 e dall´altra alle politiche del governo particolarmente rigorose in materia di turn-over, non è stata avviata (né poteva essere avviata) alcuna procedura tendente al riassorbimento totale di tale carenza. Nonostante le modifiche del regime di turn-over introdotte con il D.L. n° 90/2014, la legge di stabilità per il 2015 (L. n. 190 del 23/12/2014), com´è noto, nel più generale contesto di salvaguardia del personale dipendente appartenente alle province, ha previsto una serie di norme con le quali si «congelano» la facoltà assunzionali delle regioni e degli enti locali destinandoli all’assorbimento, nei termini e con le modalità ivi stabilite, di parte del personale dei precitati enti intermedi.
Nel contesto del delineato quadro normativo di divieti e restrizioni che ha prodotto oggettive e conclamate sofferenze organizzative in tutti i comuni d´Italia (così come sottolineato da molti Sindaci e dalla stessa Anci), le uniche possibilità, nel breve periodo, per consentire di raggiungere maggiori livelli di efficienza alla macchina amministrativa è quella, di poter utilizzare il personale di altri Enti, attraverso gli istituti del comando, della convenzione ai sensi dell´art. 14 del Ccnl e della possibilità di potersi avvalere del personale delle province, come esplicitamente consentito dalla legge finanziaria. Non si tratta, quindi, a rigore di assunzioni, essendo gli eventuali dipendenti disponibili al trasferimento temporaneo già appartenenti alla pubblica amministrazione e non si comprende perché – detto sommessamente – eventuale personale in comando tecnico sia giustificabile mentre quello amministrativo non possa essere utile all´organizzazione amministrativa, alla luce dei pensionamenti registrati nell´ultimo triennio».