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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 612
RAGUSA - 01/09/2015
Politica - La nota dei consiglieri di Forza Italia Tumino, Lo Destro e Mirabella

Strumenti finanziari a Ragusa, questi sconosciuti!

La scadenza è fissata al 30 settembre ma le risposte latitano sul bilancio di previsione Foto Corrierediragusa.it

«La scadenza fissata è al 30 settembre, eppure non abbiamo alcuna contezza di ciò che sarà il nuovo bilancio di previsione e abbiamo pochissime informazioni, con una notevole mole di incertezze, relativamente al piano triennale delle opere pubbliche. Non vorremmo essere messi a conoscenza degli atti a ridosso della scadenza, senza poter avere la possibilità di studiare i documenti». E´ la forte lamentela dei consiglieri del gruppo di Forza Italia di Ragusa, Maurizio Tumino, Giuseppe Lo Destro e Giorgio Mirabella (foto). «La pratica del bilancio di previsione non è stata ancora istruita tant´è che non è inserito all´ordine del giorno delle commissioni competenti, né ai consiglieri è stata fornita alcuna nota nel merito. Ancor più confusionaria la situazione riguardante il piano triennale delle opere pubbliche. Il deliberato di giunta, a differenza degli altri anni, – proseguono i tre consiglieri forzisti – è oggi sprovvisto del parere dei revisori, ma arricchito di un irrituale carteggio tra revisori dei conti, amministrazione e segretario generale in merito alla sua obbligatorietà, prevista tra l´altro per legge.

Siamo stanchi – hanno concluso i tre consiglieri – di non poter mai essere messi nelle condizioni, nei tempi regolamentari, di poter esaminare gli atti. Evidentemente l´amministrazione Piccitto si augura di trovarci impreparati sul bilancio, ma si metta l´anima in pace. Noi non ci sottrarremo dal compiere interventi o presentare emendamenti per eventualmente migliorare un atto che la nostra comunità attende da troppi mesi. Non vorremmo comunque mai giungere a ridosso della scadenza imposta per legge, e dover prendere atto della documentazione più volte richiesta. Chiediamo, dunque, al Presidente del Consiglio di sollecitare gli atti necessari e al Segretario Generale di farsi interprete della richiesta di trasparenza, quale passaggio necessario per affrontare la discussione sugli strumenti finanziari».