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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1052
RAGUSA - 18/05/2015
Politica - Insorgono i consiglieri di opposizione

Piano consuntivo non approvato a Ragusa

Sotto accusa una gestione poco accorta da parte della giunta Foto Corrierediragusa.it

«Non si comprende come mai, a ben 18 giorni dalla scadenza del termine di legge, il comune di Ragusa non abbia ancora approvato il conto consuntivo». La denuncia arriva dai consiglieri comunali Mario D’Asta e Mario Chiavola assieme al segretario e al presidente del circolo «Rinascita Democratica» del Pd di Ragusa Tony Francone e Vito Frisina (foto). «Eppure – aggiungono i quattro – si sono fatte assunzioni di personale per potenziare gli uffici ma il risultato è che i documenti contabili non vengono più prodotti nei termini di legge. Diversamente da quanto è accaduto negli anni passati in cui il Comune di Ragusa si distingueva nel fare da apripista nella redazione e approvazione dei documenti contabili, ormai si è assunto il malvezzo di disattendere norme, scadenze e quant’altro, riducendo l’ente al pari dei Comuni più disastrati. In quest’ottica ci si è mossi con l’apertura dell’anticipazione di tesoreria, mai attivata al Comune di Ragusa («mettendosi al pari» dei peggiori), cominciando a far pagare ai cittadini ragusani gli interessi passivi per le anticipazioni di cassa del Comune, scaturenti da una incapacità di gestire i flussi di cassa a causa dell’aumento inspiegabile della spesa corrente».

«Forse – proseguono – si cerca di aggiustare i numeri del patto di stabilità o mascherare elevati disavanzi di amministrazione generati da un’allegra gestione, caratterizzata da un cospicuo aumento della spesa corrente, sulle tasche dei cittadini ragusani, passata in soli due anni da 69.274.691,02 euro a ben 77.159.100 euro. Ben 7.885.000 euro in più di spesa corrente, di soldi dei cittadini ragusani, in cambio di non si comprende quali miglioramenti per la città. Oggi - concludono i consiglieri - si rischia per effetto del combinato disposto degli artt. 109/bis dell’Oreell, art. 58 della L.R. 26/93 e art. 227 del d.lgs. 267/00, la nomina del commissario ad acta e il conseguente scioglimento del Consiglio".