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RAGUSA - 27/06/2014
Politica - Il presidente del Consiglio «consiglia» al sindaco la costituzione di parte civile

Affissioni, Iacono a Piccitto: "Costituzione parte civile"

Partì tutto nel 2102 quanto Amdeo Scatà mandò in ospedale, in fin di vita, l’attacchino Ignazio Pulino. Digos e Magistratura hanno individuato associazione a delinquere finalizzata alle estorsioni, truffa e frode ai danni del Comune
Foto CorrierediRagusa.it

«L’Amministrazione comunale si costituisca parte civile nel processo a carico delle persone accusate di truffa e frode ai danni del Comune nell’attività di affissione dei manifesti elettorali». Lo chiede il presidente del Consiglio comunale di Ragusa Giovanni Iacono (foto) al sindaco Federico Piccitto.

Iacono esprime ringraziamento alla Magistratura, al dirigente e al personale della Digos della Polizia di Stato che a distanza di due anni hanno portato a termine le indagini relativi alle affissioni abusive dei manifesti elettorali, riscontrando gravi reati a carico di persone associate a una presunta banda che teneva nel sacco i candidati: chi non godeva della protezione dell’associazione restava fuori dalla propaganda elettorale.

A fare scattare l’indagine, la scazzottata del mese di ottobre 2012, quando Amedeo Scatà mando in ospedale, in prognosi riservata, l’attacchino modicano Angelo Pulino che affiggeva manifesti elettorali di candidati certamente non rientrati sotto la protezione dell’associazione a delinquere.

«Dalle indagini degli inquirenti - dichiara il presidente Iacono - è emersa la presenza di un´associazione a delinquere che mediante estorsioni e violenze private operava a Ragusa. Per molti anni le elezioni sono state contrassegnate da una disparità di comunicazione da parte dei candidati alle elezioni attuata attraverso un controllo del territorio che impediva, di fatto, a chiunque non si mettesse sotto la loro ‘protezione’ di poter affiggere i manifesti negli spazi regolarmente assegnati. Coloro che decidevano di mettersi ‘sotto tutela’ si garantivano una completa diffusione dei propri manifesti rispetto ai concorrenti costretti, il più delle volte, a rinunciare all’affissione di manifesti murali. Da notizie di stampa – continua Iacono - si evince che gli elementi di prova a carico di parte degli associati riguardano il reato di truffa e frode in contratto di forniture e opere a danno del Comune di Ragusa. Per questo motivo ho ritenuto opportuno scrivere al Sindaco per invitare l’Amministrazione Comunale a costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario in corso».