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RAGUSA - 04/03/2014
Politica - Accorato appello del presidente del consiglio alla deputazione iblea

Iacono: "Liberi consorzi? Un pasticcio"

"Non si è fatta in alcun modo una seria riforma organica"
Foto CorrierediRagusa.it

Il «modello Ragusa» di cui tutti si sciacquavano la bocca che fine farà? Nei nuovi scenari del dopo province non esisterà più. Sarà travolto dall’onda anomala provocata dai Liberi Consorzi e dalle Città metropolitane, che dovrebbe nascere al posto delle province. Il territorio provinciale di Ragusa, a questo punto, deve solo decidere di che morte morire. Per il presidente del Consiglio comunale di Ragusa Giovanni Iacono (foto) sarà la fine dell’identità iblea, «una vera e propria catastrofe, non una svolta, ma uno scippo epocale». Il pessimismo che nutre la seconda carica istituzionale del comune capoluogo non nasce a caso. E’ frutto di un’analisi che parte da lontano, da quando «già nell’aprile del 2012 e a più riprese nel 2013 – come ebbe a dire Iacono- avevo lanciato l’allarme sugli scenari e sulle conseguenze per l’avvio confuso ed errato del processo di riforma degli enti territoriali con l’abolizione delle province, e i fatti mi hanno dato ragione». Le decisioni politiche prese un po’ in maniera affrettata, un po’ senza criterio, autorizzano a presagire tempi duri per la collettività iblea, che potrebbe essere smembrata e dirottata metà verso la Val di Noto la zona del «sud-est» e verso Gela e il nisseno la parte occidentale. Come vorremo tanto essere smentiti!

«Non si è fatta in alcun modo una seria riforma organica- ribatte Giovanni Iacono- ma solo un pasticcio velenoso. Ciò che si accinge a votare l’Assemblea Regionale Siciliana con l’istituzione delle città metropolitane la considero, per la provincia di Ragusa, una vera e propria catastrofe. Ci troveremo a mantenere l’apparato gigantesco e costosissimo della Regione siciliana (questa sì da abolire), le città metropolitane di Palermo e Catania a fare da «assi pigliatutto» e poi svariati, frammentati, «svuotati» di funzioni e con attività sovrapposte (vedi i rifiuti ed Srr) «Consorzi tra liberi Comuni». Infine i Comuni sempre meno autonomi e con i tanti problemi quotidiani. Altro che svolta «epocale», possiamo parlare di «scippo epocale» perché i cittadini dei territori piccoli si troveranno a perdere in un colpo solo la propria identità provinciale con conseguenze anche occupazionali».

Analisi. Se con l’attuale composizione la provincia di Ragusa è stata da sempre la «cenerentola» della Sicilia, terra di visitata dai candidati politici alle varie elezioni, inesauribile bacino elettorale per soddisfare altre mete, cosa sarà del territorio quando i 12 comuni iblei dovranno pagare gabella alla metropoli catanese o nissene?

«Le città metropolitane-continua Iacono- avranno attribuite funzioni amministrative estese che abbracceranno le attività produttive, il commercio, l’artigianato, l’istruzione compresa l’edilizia scolastica, la cultura, l’agricoltura e le foreste, la gestione dei servizi essenziali ecc. Nella sostanza questa abolizione delle province si sta attuando ignorando totalmente la partecipazione ai processi decisionali, ad esempio dei comuni e dei consigli comunali, creando disagi ai cittadini che avranno come riferimento amministrativo altre sedi più distanti, parcellizzando e cancellando le identità e indebolendo ulteriormente alcuni territori a vantaggio di altri come, appunto, le città metropolitane che in rapporto alle aumentate funzioni riusciranno, ovviamente, a drenare risorse economiche».

Come evitare tutto ciò? Iacono ci prova con un accorato appello: «Faccio appello in primis a tutta la deputazione iblea e alla responsabilità che si assumeranno con i cittadini per le conseguenze di un eventuale voto favorevole su una «riforma» confusa e dannosa per il nostro territorio. Rivolgo l’appello ai sindaci, ai Consigli comunali e a tutte le forze politiche affinché si attivino urgentemente per fare prevalere il buon senso al di là delle appartenenze».