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RAGUSA - 18/01/2014
Politica - Il presidente dell’Ance critica la bocciatura della mozione sul lotto minimo edificabile

"Consumo zero suolo", bagarre tra M5S e opposizione

"I grillini al Comune di Ragusa si dimostrano contro ogni possibilità di costruzione e contro chi vorrebbe trasferirsi a vivere in campagna" Foto Corrierediragusa.it

La bocciatura della mozione che proponeva la possibilità di edificare in lotti minimi da 10 mila metri quadrati in zona agricola non è piaciuta all´associazione degli edili. L´Ance non è d´accordo con la filosofia dell´amministrazione che punta al "consumo zero suolo" ed invita l´amministrazione a rivedere tutta la questione.

Dice il presidente Ance, Domenico Caggia: "L´associazione edili è assolutamente contraria all´ordine del giorno sul consumo zero suolo perché siamo favorevoli alla salvaguardia del territorio ma non alla sua imbalsamazione. Noi siamo per far vivere le campagne opportunamente. Ecco perché riteniamo che sia sbagliato non concedere la possibilità di costruire in quelle zone dove è ancora possibile farlo senza interferire col Piano Paesaggistico. I proprietari devono poter costruire la propria abitazione".

L´Ance chiederà un incontro urgente con il sindaco Piccitto. Intanto impazza la polemica politica perchè i promotori della , i consiglieri comunali Maurizio Tumino, Giuseppe Lo Destro, Gianluca Morando, Giorgio Mirabella, accusano il M5S di non volere lo sviluppo. "I grillini al Comune di Ragusa si dimostrano contro ogni possibilità di costruzione e contro chi vorrebbe trasferirsi a vivere in campagna. Senza sentire ragioni hanno detto no ad una mozione delle opposizioni che mirava a creare i presupposti per regolamentare la materia ripristinando per le costruzioni in verde agricolo il lotto minimo di 10 mila metri quadrati attraverso una variante al Prg".

I consiglieri attaccano dal punto di vista politico: "Circa due ore di dibattito non sono bastati per fare comprendere ai colleghi di maggioranza che la destinazione di piano regolatore a verde agricolo, oggi, contempla la possibilità di costruire nelle campagne di Ragusa anche residenze per civili abitazioni. Avevamo proposto di inserire una limitazione rispetto a ciò che oggi è consentito. Invece, come al solito, facendo valere i numeri il Movimento 5 Stelle, Città e Partecipiamo in barba all´esigenza tanto conclamata di tutela del paesaggio insistono a dire no a qualunque costo senza però, per la loro manifesta incapacità di decidere, fornire risposte su come e cosa fare per sbloccare la situazione di stallo venutasi a determinare sulla questione verde agricolo. Ad oggi oltre 100 progetti relativi a residenze in verde agricolo aspettano di essere esitate dal Comune, sottraendo dal mercato locale oltre 10 milioni di euro".

Pronta la replica del gruppo consiliare grillino: "Affermare che il Movimento 5 Stelle blocchi l´immissione di oltre 10 milioni di euro nel circuito delle costruzioni in verde agricolo è assolutamente strumentale. Ed affermiamo ciò, ricordando a noi e a loro stessi, che vi è un pregresso storico da non sottovalutare, ossia il fatto che il consigliere Tumino, al pari di altri della minoranza e sottoscrittori dell´ordine del giorno, erano in Consiglio già nella precedente legislatura. Dunque verrebbe da chiedersi perché oggi gli stessi si appellano al rispetto del territorio e chiedono un maggiore impulso all´amministrazione quando, andando a ritroso anche di quatto anni, periodo in cui vi era il sindaco Dipasquale, e il consigliere Tumino era in Consiglio, tra i banchi della maggioranza, c´erano atti in stand by? ".

Il dibattito in consiglio comunale
Il consiglio comunale (nella foto) dice no al consumo indiscriminato del territorio. E´ stato bocciato l´ordine del giorno presentato dai consiglieri Maurizio Tumino, Morando, Mirabella e Lo Destro perchè venisse riconosciuto il diritto dei proprietari di terreno agricolo a costruire con un lotto di diecimila metri quadrati.I consiglieri dell´opposizione hanno ribadito nelle loro motivazione che il no già precedentemente espresso dal consiglio comunale è incostizuionale e blocca lo sviluppo della città oltre a ledere il diritto dei proprietari.

La maggioranza M5S non ha fatto marcia indietro e ribadito che la questione del lotto minimo è strumentale agli interessi degli speculatori e non è in linea con i principi di salvaguardia e tutela del patrimonio ambientale. Stessi concetti hanno spiegato i consiglieri Filippo Spadola, Giorgio Licitra, Carmelo Ialacqua e Maurizio Stevanato. Il mandato agli uffici urbanistica resta dunque immutato: stop al consumo del terreno agricolo e massima tutela del paesaggio e del territorio.