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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 736
RAGUSA - 30/12/2013
Politica - Quel pasticciaccio politico e amministrativo di viale del Fante

Provincia: Scarso alle prese con ricorsi

La mancata proroga degli incarichi dirigenziali a Nitto Rosso, Giancarlo Migliorisi e Pina Di Stefano, ha fatto scattare i ricorsi che saranno decisi nell’udienza del 2 febbraio 2014. La decisione negativa di Scarso dettata dal mancato rispetto del Patto di stabilità e dall’incremento della spesa del personale
Foto CorrierediRagusa.it

E’ stata fissata al 2 febbraio 2014 l’udienza che dovrà decidere il ricorso presentato dai 3 ex dirigenti provinciali avverso la mancata proroga a ricoprire l’incarico da parte del commissario Giovanni Scarso (nella foto quando riceve le consegne dal presidente Franco Antoci). Gli ultimi giorni del 2013 vedono l’avvocato Scarso impegnato su troppi fronti di fuoco. La sconfitta della maggioranza all’Ars riguardo alla proroga dei commissari (fatto che lo riguarda in prima persona); la fuoruscita dal Consorzio universitario e le polemiche che ne conseguono; infine la querelle con 3 suoi ex dirigenti, Giancarlo Migliorisi, Nitto Rosso e Pina Di Stefano. L’ente di viale del Fante è al centro dell’attenzione politica come se fosse dotato di pieni poteri amministrativi.

Perché il braccio di ferro tra Scarso e i 3 dirigenti decaduti dal ruolo il 30 settembre scorso? Il commissario non ha concesso la proroga sulla base del parere fornito dai dirigenti di ruolo Raffaele Falconieri e Lucia Lo Castro. Due i motivi che hanno convinto Scarso a non firmare la proroga a seguito del parere negativo: l’ente non ha rispettato il patto di stabilità; la proroga avrebbe comportato l’aumento della spesa del personale.

Giancarlo Migliorisi (ex dirigente Settore Sviluppo economico), Nitto Rosso (Pubblica istruzione e Sport) e Pina di Stefano (Cultura, Turismo e Servizi sociali) hanno presentato il ricorso invocando il decreto legge 101 del 2013 convertito nella legge 125 del 30 ottobre 2013, che prevede la proroga fino al 30 giugno 2014. Migliorisi e Rosso hanno lasciato l’incarico e l’ente; mentre la Di Stefano, essendo dipendente di ruolo, è stata reintegrata nella sua vecchia mansione in attesa che il giudice si pronunci sul ricorso il prossimo 2 febbraio.

Insomma, un bel pasticcio all’italiana, se si considera che dal 2 gennaio 2014 neanche il ruolo del commissario Scarso sarà lo stesso di prima. Che cosa farà a viale del Fante, e con quali poteri (se non di mera ordinaria amministrazione) Giovanni Scarso, essendo in regime di prorogatio nell’attesa che l’Ars approvi la legge sui Liberi consorzi oppure indica nuove elezioni per riportare in sella presidente e consiglio provinciale nella prossima primavera? Chi chiama Palermo per avere lumi, si sente rispondere che nel capoluogo le idee sono tante e ben confuse. Con questa nebbia fitta l’Italia e la Sicilia dovrebbero uscire dalla crisi politica, amministrativa e istituzionale!


ANCHE IL «CORAGGIOSO VALE» HA LE IDEE CONFUSE
31/12/2013 | 15.11.54
Giuseppe La Lota

Gentile «Vale», il coraggio dei vigliacchi si manifesta con l’anonimato. Nei miei articoli ci metto la faccia e la firma, sempre, anche quando scrivo cose che non piacciano a chi legge, non uso mai pseudonimi ridicoli e non appartengo a quei "giornalisti" che passano le veline o scrivono sotto dettatura. Conosco le regole etiche e deontologiche, che purtroppo buona parte di questa categoria ha smarrito. Indirizzi ad altri tali affermazioni che non mi riguardano.

Se avesse interpretato bene l’articolo, avrebbe capito che «le tante idee ben confuse che hanno a Palermo» non si riferiscono alla vicenda dei tre ex dirigenti ma al pasticcio dello scioglimento delle province e a quello che seguirà nel prossimo anno. Quando vuole interloquire con me scriva pure direttamente, nella gerenza del sito trova tutto in maniera trasparente, come si usa nei siti online che operano alla luce del sole e nella massima legalità.

Senza acrimonia, Buon Anno, coraggioso «Vale»
Giuseppe La Lota


complimenti
31/12/2013 | 12.36.36
vale

"Chi chiama Palermo per avere lumi, si sente rispondere che nel capoluogo le idee sono tante e ben confuse": questo lo chiamate giornalismo ???? chi vi detta questi articoli ??? perchè non raccontate tutta la storia, invece di far apparire i tre pseudo/dirigenti come martiri??? complimenti.......