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RAGUSA - 29/11/2013
Politica - Le «tavole» del Piano regolatore generale riaccendono lo scontro fra vecchia e nuova giunta

Due Prg a Palermo e Ragusa! Atti in Procura

Piccitto e Dimartino scoprono «per caso» una difformità allo strumento urbanistico e denunciano tutto alla Procura. La vicenda nasce da una variante, da verde agricolo a parcheggio. Quando Martorana (Idv) mise tutti in guardia: «Quell’atto a scatola chiusa non lo voto» Foto Corrierediragusa.it

Prg 1, Prg 2, qual è quello valido? Il Piano regolatore generale inviato alla Regione o quello tenuto dall’amministrazione di Ragusa? Urbanistica, materia pesante da masticare, impossibile da digerire. Il sindaco Piccitto, con l´assessore all’Urbanistica Dimartino, che hanno scoperto la presunta incongruenza (che potrebbe avere risvolti penali) ha inviato tutto alla Procura della Repubblica. Che sarà obbligata ad avviare un’indagine per approfondire cosa contengono quelle tavole della legge urbanistica comunale e se vi siano responsabilità di carattere penale e civile.

Dubbi che Salvatore Martorana, allora capogruppo Idv, quando la precedente amministrazione comunale portò il punto relativo al Prg in Consiglio comunale per una veloce e sbrigativa presa d’atto, mise in evidenzia con dovizia di particolari affermando: «Non voto un atto a scatola chiusa, il documento andava inviato prima ai consiglieri per poterlo visionare. Non sono un architetto, ho bisogno di tempo per convincermi della bontà di ciò che devo votare». Votarono tutti tranne lui.

Le presunte incongruenze sono state spiegate dall’amministrazione Piccitto in conferenza stampa. Si sostiene che nell’estate appena passata, l’amministrazione comunale presentò alla Regione una variante al Prg per trasformare un’area da verde pubblico a parcheggio. Nel carteggio in possesso all’assessorato regionale risultava che quell’area non era considerata verde agricolo ma parcheggio.

«Abbiamo guardato meglio le carte- ha riferito l’assessore Dimartino- accertando che a seguito dell’approvazione del Prg con decreto n. 120 del 2006, il Comune doveva attuare una serie di adempimenti per adeguare il piano e per produrre delle varianti. Renderlo, cioè, uguale a quello della Regione. Una parte di varianti venne fatta subito, come per le aree Peep e quelle di recupero. Altri adempimenti, come le norme tecniche di attuazione e le zone stralciate, no. Nel 2010 la giunta inviò al Consiglio comunale una serie di elaborati, presentati come semplice presa d´atto, mai visionati dal consiglio comunale, poi votati e spediti alla Regione». L’atto che il consigliere Salvo Martorana non votò.