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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 566
RAGUSA - 19/11/2013
Politica - Quanto accaduto nel fine settimana a Roma avrà ripercussioni da qui a breve

Nuovi scenari da (quasi) "fantapolitica" in provincia

Dal comprensorio ipparino a quello modicano, passando per Ragusa, le novità potrebbero essere parecchie Foto Corrierediragusa.it

Quanto accaduto nel fine settimana a Roma in casa di quello che fu il Pdl, non avrà solo ripercussoni in Parlamento o in Assemblea Regionale Siciliana, ma potrebbe mutare in manera irreversibile anche gli equilibri politici ed istituzionali in provincia di Ragusa. Qui, in terra iblea, infatti le proprorzioni rispetto al resto della Sicilia si sono rovesciate, con due parlamentari, il regionale Giorgio Assenza ed il senatore Gianni Mauro, che hanno scelto di restare fedeli a Silvio Berlusconi ed alla nuova Forza Italia, ed il deputato nazionale Nino Minardo che invece ha sposato la linea degli "scissionisti" guidati da Angelino Alfano. Insomma, partito ma anche provincia spaccata in due con il capoluogo e la parte occidentale fedele a Berlusconi ed il comprensorio modicano vocato al "nuovismo". Ma, come sempre, la lettura è molto più complessa e variegata, soprattutto quando i dati nazionali si innestano nel territorio, laddove, oltre alle tensioni ideali ed alle vocazioni politiche, entrano in ballo anche rapporti personali e relative idiosincrasie; se a questo mix esplosivo si aggiunge poi il gioco delle alleanze sul territorio, l´incombente appuntamento elettorale delle europee e qualche amministrazione locale che potrebbe collassare prima del tempo, allora gli ingredienti per un mix esplosivo sembrano esserci tutti.

Nel comune capoluogo, attesa la marginalità della presenza istituzionale dell´ex Pdl, gli occhi della politica sono puntati sulle scelte dell´ex dirigenza del partito, soprattutto sui notabili vicini a Nino Minardo, da Giovanni Occhipinti, ancora deluso per il mancato appoggio alle regionali, a Giovanni Mallia, solo per citarne due fra i più rappresentativi. Seguiranno il parlamentare nazionale nella nuova, incerta avventura, o resteranno al fianco di Mauro ed Assenza in Forza Italia? Solo le prossime settimane potranno rendere le cose più chiare, mentre c´è un fantasma che agita la composizione degli equilibri nel centrodestra ragusano: cosa farà a questo punto Ciccio Barone, dato nel recente passato in avvicinamento al Cantiere Popolare di Saverio Romano, ma anche del suo ex mentore innocenzo Leontini, dopo aver ripreso, recentemente il dialogo con lo stesso Minardo? Quesito non indifferente per determinare equilibri e spazi in un panorama che mai come in questa parte della provincia appare nebuloso.

Più leggibile ciò che accadrà nel versante ipparino, laddove il buon lavoro ed il consenso di cui gode Giorgio Assenza sembrano metterlo al riparo da profonde lacerazioni, anche se alcune defezioni di rilievo, a partire da Riccardo Terranova, potrebbero essere già state messe in conto dal parlamentare comisano che, nel frattempo, ha anche blindato l´adesione a Forza Italia di un "miccicheiano" di ferro, quale Giancarlo Cugnata. In posizione più defilata, per loro scelta, Saverio La Grua e Carmelo Incardona che, seppure con ruoli diversi, potrebbero riannodare le fila del loro impegno politico proprio sotto le insegne berlusconiane, anche a causa dei notevoli ritardi con i quali la "nuova destra" sta tentando di riunire le tante anime nelle quali si era polverizzata, dato che sta convincendo parecchi esponenti, nell´attesa e nel dubbio del risultato, ad orientare al propria scelta su Forza Italia.

Dove la partita sarà interessante e ricca di sorprese è nel comprensorio modicano; qui, a dispetto della tranquillità di superficie, in realtà le grandi manovre sono iniziate, e con esse il riposizionamento di alcuni big della politica. Se il sindaco di Ispica Salvatore Rustico, oramai a fine mandato, ha da tempo scelto di stare con Nino Minardo, l´ex assessore regionale Innocenzo Leontini è invece vicino a Saverio Romano ed al suo Cantiere Popolare, nelle cui file si è anche candidato alle ultime regionali. Per lui potrebbe essere pronto un posto nel nuovo organigramma di Forza Italia che, non dimentichiamolo, è anche il partito all´interno del quale iniziò la scalata dell´ex delfino di Stornello. Un´occhiata a quello che accade sembra la stia dando anche Peppe Drago che, seppure non più interessato, per sua stessa ammissione, all´agone elettorale, potrebbe risultare utile a Forza Italia per contribuire, nella parte orientale della provincia, alla costruzione di Forza Italia, dopo la «defezione» di Minardo.

Ma per il giovane deputato nazionale le riflessioni prioritarie saranno altre; la prima convincere al pensionamento definitivo «l´ingombrante» zio Riccardo e, subito dopo, affrontare il nodo del rapporto con i nuovi alleati dell´Udc. In questa parte della provincia, infatti, l´Udc è Orazio Ragusa che ultimamente con Minardo non è che avesse straordinari rapporti di collaborazione, anche se da qualche tempo i segnali sono stati contrastanti soprattutto su Modica. Nella città della Contea, infatti, nonostante fossero stati avversari in campagna elettorale, sembra che un dialogo fitto sia stato avviato tra lo stesso Minardo ed il sindaco Abbate; peccato che il dialogo, prima della scissione, sia stato avviato in un´ottica "anti Orazio Ragusa", che lo stesso Abbate ha già dichiarato di volere sfidare alle prossime regionali, limitando ad una sola legislatura la sua presenza a Palazzo San Domenico. Uno scenario che adesso cambia repentinamente con due opzioni possibili: o l´alleanza diventa organica ed Abbate, Minardo e Ragusa diventano una cosa sola, con la preventivabile sorpresa dell´elettorato di ciascuno dei protagonisti, oppure assisteremo ad un´alleanza Abbate-Minardo in chiave anti Ragusa. Tutte opzioni che certo non serviranno a rasserenare gli animi a Modica, soprattutto se si arriverà al paradosso, che continua a circolare negli ambienti palermitani che contano, di un ipotetico sostegno del Nuovo Centro Destra a Crocetta. In quel caso non solo Modica si risveglierebbe con i minardiani a sostenere il sindaco, ma anche con l´ex Pdl alleato a livello regionale con il Pd. Roba, fino ad appena qualche settimana addietro, da fantapolitica

Anche l´ex dirigenza Pdl di Scicli e Pozzallo si interroga sul proprio futuro, preparandosi a scelte difficili e dolorose soprattutto nella città cara a Montalbano, laddove l´esperienza del sindaco Susino sembra essere già arrivata al capolinea, anche sotto i colpi di una crisi finanziaria del comune senza precedenti, e le elezioni amministrative potrebbero essere imminenti. Qui è probabile che la maggioranza dei dirigenti e dei consiglieri si schierino con Minardo ed Alfano,anche se le profonde lacerazioni nei mesi scorsi interne al centrodestra potrebbero far catalizzare in forza Italia la fronda anti minardiana del partito. Più complessa la questione pozzallese, dove dopo i fasti degli anni passati il centrodestra è praticamente azzerato. Qui, ma come del resto in tutta la provincia, per entrambi gli schieramenti, la discriminante sarà costituita dalla scelta della classe dirigente, la credibilità e popolarità della quale si rifletterà in maniera determinante sul risultato finale della conta interna.