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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1444
RAGUSA - 14/11/2013
Politica - Sede non scelta a caso: è la città che soffre di più anche per altre emergenze

Tagli ai comuni: tutti i sindaci iblei protestano a Pozzallo

Si tiene lunedì nell’aula consiliare. Informati il Presidente dell’ANCI Sicilia, i Parlamentari nazionali e regionali della Provincia di Ragusa, i Sindaci dei Comuni della Regione Siciliana. La lettera è stata trasmessa anche al Presidente della Repubblica

Protesta generale dei sindaci. Si ritroveranno tutti a Pozzallo lunedì alle 11 per denunciare la grave situazione finanziaria degli enti locali in conseguenza dei tagli dei trasferimenti statali e regionali. la decisione è stata assunta dalla conferenza dei Sindaci riunitasi a palazzo dell´Aquila che ha scelto come sede della manifestazione l’Aula Consiliare di Pozzallo. La sede non è stata scelta a caso perchè Pozzallo soffre più delle altre città anche a causa di altre emergenze dovute alla sempre più incalzante crisi economica a livello mondiale».

Il sindaco Federico Piccitto a nome dei sindaci dei comuni iblei ha informato con una nota il Presidente dell’ANCI Sicilia, i Parlamentari nazionali e regionali della Provincia di Ragusa, ii Sindaci dei Comuni della Regione Siciliana. La lettera è stata trasmessa anche al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Regione Siciliana, al Prefetto, al Presidente Nazionale dell’ANCI.

«I tagli previsti dallo Stato per l’anno in corso – scrive il primo cittadino di Ragusa - prevedevano un meccanismo denominato «fondo di solidarietà» per compensare i mancati introiti dell’IMU. Le somme comunicate dal Ministero dell’Interno soltanto qualche giorno fa, dopo i Comuni comunque erano già stati costretti ad aumentare le aliquote IMU per la seconda casa, in quasi tutti i casi prevedono delle somme non solo assolutamente inferiori ai trasferimenti degli anni scorsi, ma che, in alcune occasioni, annullano paradossalmente pure l’effetto degli aumenti tributari imposti giocoforza dagli Enti alla cittadinanza per risanare le finanze locali. Si tratta con le debite proporzioni per ciascun comune di tagli anche del 30-40% che mettono in seria difficoltà la stessa corretta redazione dei bilanci in un momento di recessione economica senza precedenti, con ripercussioni sui servizi essenziali che ciascun comune ha comunque l’obbligo di assicurare".

Alla manifestazione sono stati invitati il Presidente dell´Anci Sicilia, i parlamentari nazionali e regionali della provincia, i sindaci dei comuni siciliani, per testimoniare con la presenza la necessità di una rapida inversione di rotta delle politiche nazionali e regionali che escludono gli enti locali dalle scelte di politica economica, costringendoli nei casi peggiori a ridurre o interrompere servizi obbligatori in danno della cittadinanza.