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RAGUSA - 28/10/2013
Politica - La disintegrazione e il distacco rispetto alla realtà circondano questo gruppo dirigente spaccato

"Apocalisse" Pd in provincia di Ragusa

Se a livello provinciale la querelle sull’ammisione dei circoli al voto si è prolungata per mesi, lacerando, con le note conseguenze, tutto il Pd ragusano, i casi più eclatanti, tutti riuniti dalo stesso comune denominatore della rissosità e dell’improvisazione, sono certamente altri, con Vittoria, Ispica, Scicli e Modica in testa Foto Corrierediragusa.it

Nessuno spot televisivo o campagna di comunicazione sarebbe stata più efficae della brevissima stagione congressuale per il Pd in provincia di Ragusa al fine di certificarne la disintegrazione e il distacco rispetto alla realtà che circondano questo gruppo dirigente. Per carità, al di là della kermesse fiorentina di Renzi, non è che il resto del partito abbia dato un´immagine particolarmente brillante di sè in tutta Italia ed in Sicilia in particolare, ma nulla comunque di paragonabile a quanto accaduto nella più piccola provincia dell´isola, dove a confrontarsi erano qualche migliaio di iscritti appena, ma, evidentemente, con un tasso di litigiosità senza termini d paragone. Se a livello provinciale la querelle sull´ammisione dei circoli al voto si è prolungata per mesi, lacerando, con le note conseguenze, tutto il Pd ragusano, i casi più eclatanti, tutti riuniti dalo stesso comune denominatore della rissosità e dell´improvisazione, sono certamente altri, con Vittoria, Ispica, Scicli e Modica in testa.

"AMMUTINAMENTO" A VITTORIA ?
A Vittoria si è registrato un mezzo ammutinamento nei confronti del sindaco Nicosia e del suo candidato, poi eletto, con ben tre assessori in carica che prima sostengono un proprio candidato alternativo a quello da loro dante causa, poi lo fanno ritirare per presunta "mancanza di rispetto delle regole democratiche" durante i lavori congressuali. Ed infine subiscono la dura reprimenda di Nicosia che, oltre ad annunciare un´immediata verifica amministrativa, denuncia l´arrivo in extremis di pacchi di tessere non accettate che "sembravano chiaramente copiate dall´elenco del telefono". Insomma, cose da far impallidire la peggiore Democrazia Cristiana.

SCICLI E I DUBBI CHE RESTANO
Ma è spostandosi nella parte orientale della provincia che l´imbarazzo del Pd assume contorni preoccupanti; a Scicli, laddove si confrontavano il sempreterno Armando Cannata e la giovane Eleda Trovato, il primo, molto tiepido su un´eventuale ipotesi di sfiducia ne confronti del sindaco Susino, vince per una decina di voti di scarto in extremis. Qualche dubbio resta, come denunciato da molti partecipanti al congresso, tra i quali l´avvocato Bartolo Iacono sui "social" in presa diretta, si legge testualmente "Con 126 voti contro 115 Cannata, coordinatore uscente già candidato sindaco sconfitto nelle ultime amministrative, è salvo annullamento per gravi irregolarità il nuovo (è un bel dire "nuovo") segretario del Pd di Scicli... una manciata di voti raccolti e "pagati" all´ultimo momento. Ovviamente le irregolarità sono state verbalizzate dalla rappresentante della commissione di garanzia compreso l´anomalo "sbocciare" di molte tessere...". Denunce gravi e ben circostanziate che fanno intuire il clima interno al partito di Scicli

IL PARADOSSO DI ISPICA
Addirittura paradossale la vicenda di Ispica, dove il candidato alla segreteria, e segretario uscente, Gianni Stornello, viene costretto ad una votazione anomala con la quale, pur essendo stato già designato segretario del partito in città, il numero delle schede bianche (36), supera di gran lunga il numero delle preferenze da lui raccolte fra i votanti (31), dando vita al primo, e forse unico, caso di un segretario sfiduciato contestualmente all´elezione; roba da record e soprattutto cose mai viste in politica da queste parti.

FARSA TRAGICOMICA IN SALSA MODICANA
Quasi comico ciò che è accaduto a Modica, dove in una sede congressuale quasi vuota, ed alla fine di un dibattito nel quale c´era persino la difficoltà di trovare iscritti disposti ad intervenire, viene eletto segretario il consigliere comunale Giovanni Spadaro, gia assesore della giunta Buscema e attuale segretario della senatrice Venerina Padua; una scelta che ha fatto storcere il naso a molti all´inerno del partito, soprattutto tra i più giovani, ed impietosamente stigmatizzata dai numeri: solo 185 votanti e di questi appena 125 hanno espresso la loro preferenza al candidato unico Spadaro.

Gli altri hanno preferito trincerarsi dietro una scheda bianca o, addirittura, come nel caso del candiato sindaco Giovannino Giurdanella alle scorse amministrative, non partecipare per niente ai lavori. Un´occasone persa per il Pd modicano che avrebbe potuto puntare su un giovane, magari premiando qualcuno tra quelli che si erano spesi per il partito nella difficile campagna elettorale appena consumata, ma soprattutto avrebbe potuto ricominciare a parlare un linguaggio più vicino alla gente, dopo la non felice esperienza dell´amminisrazone Buscema.

E non dimentichiamo che si tratta dello stesso partito che, seppure con un´alleanza anomala con l´Mpa di Riccardo Minardo, ha governato Modica negli ultimi cinque anni, pressochè indisturbato, ma inanellando una sconfitta dopo l´altra e soprattutto intestardendosi in una comunicazione conflittuale con gran parte della città, tutta basata su un presunto risanamento finanziario, che, i fatti e soprattutto le cifre di questi giorni stanno clamorosamente smentendo. A testimoniarlo i numeri del tesseramento, forse tra i peggiori della storia, e la fine di una lunga tradizione che vedeva i congressi del Pci prima, dei Ds dopo e del Pd nel recente passato, tra i più partecipati in città. Adesso la battaglia si sposta a Ragusa dove i delegati saranno chiamati a decidere le sorti di un ballotaggio tra Denaro e Calabrese hce potrebbe riservare ulteriori soprese e perfino un´altra delle innumerevoli puntate della telenovela interna al Pd ibleo.