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RAGUSA - 26/10/2013
Politica - I dati sono definitivi e non ufficiali, ma il congresso Pd ha già vinti e vincitori

Congressi Pd, Denaro vince il 1° turno

Il candidato vittoriese ha ottenuto circa 1.600 voti contro i 1.300 di Calabrese e i 900 di D’Asta, che sarà ora l’ago della bilancia durante il ballottaggio del 4 novembre
Foto CorrierediRagusa.it

Mancano ancora alcuni comuni all’appello, ma i risultati dei congressi cittadini del Pd hanno già dato un verdetto: il vittoriese Giovanni Denaro (nella foto da sinistra con D´Asta e Calabrese) ha vinto il primo turno ottenendo circa 1.600 consensi contro i circa 1.300 d Giuseppe Calabrese e i circa 900 di Mario D’Asta. Esclusi i malumori precongressuali verificatisi a Ragusa con la storia dei circoli ammessi e non ammessi e la fiammata nel giorno del congresso che si è registrata a Vittoria con il forfait del candidato Salvatore Cilia, su decisione di 3 assessori della giunta Nicosia (Caruano, Gurrieri e Fiore), i lavori sono andati avanti senza alcuno impedimento e nella massima regolarità.

Il 4 novembre sarà il giorno del ballottaggio fra Denaro e Calabrese. Arbitro Mario D’Asta, il vero ago della bilancia durante il voto dei delegati all’assemblea provinciale, la cui composizione dovrebbe avere la larga maggioranza di Denaro.

«Non mi sento ancora segretario- afferma Denaro- ma il risultato ottenuto è grande e storico nello stesso tempo. Sottolinea una maturità del gruppo politico, che non si è voluto appiattire sul leaderismo. La mia linea, che punta a ricucire i rapporti lacerati in questi ultimi anni, che tanto male hanno fatto, è stata bene recepita. Parlano i consensi che ho ottenuto anche a Ragusa». Sulla polemica scoppiata a Vittoria, Denaro afferma «che è stato impedito al candidato Salvatore Cilia di confrontarsi nel dibattito politico». Denaro ha preso 800 voti a Vittoria, 285 a Ragusa, 312 a Comiso, 70 a Modica e 51 a Scicli, per citare alcuni fra i comuni più grossi.

Riguardo al caso Vittoria e alla protesta messa in atto dai 3 assessori, più alcuni consiglieri comunali, mancava la dichiarazione del sindaco Giuseppe Nicosia, intervenuto nel pomeriggio al congresso di Vittoria. «Una brutta notizia-ha detto Nicosia- sapere che 3 miei assessori hanno fatto una conferenza stampa di rottura proprio in momento molto delicato per il nostro partito. Gli assenti hanno sempre torto». Dichiarazioni che potrebbero avere ripercussioni politiche sul futuro e sulla tenuta di questa giunta, considerato anche che in Consiglio comunale l’amministrazione non ha una solida maggioranza e per certi aspetti va sotto facilmente. Non si escludono clamorose novità.

Pd, congressi e veleni. A Vittoria vince il candidato del sindaco Francesco Cannizzo

Francesco Cannizzo è il nuovo segretario del Partito democratico cittadino di Vittoria. Succede a Salvatore Di Falco. E´ stato eletto al termine del congresso ipparino cominciato fra le polemiche per la "diserzione" degli assessori Gianni Caruano, Piero Gurrieri e Concetta Fiore, sostenitori del candidato renziano Salvagore Cilia. I seggi ubicati alla sala Avis, nella sede di via Castelfidardo e a Scoglitti si sono chiusi alle 22,20. Francesco Cannizzo, sostenuto dalla maggioranza amministrativa del sindaco Giuseppe Nicosia, ha ottenuto 801 preferenze. Nadia Fiorellini, la candidata dell´ultimo minuto, espressione di Civati, ha preso 63 voti. Le schede nulle sono state 8. Ora si dovrà fare il conteggio in percentuale per conoscere i nomi e il numero dei delegati all´assemblea provinciale.

Congressi cittadini e guerra delle tessere
Il Partito democratico della provincia di Ragusa rinnova la sua classe dirigente. Elegge i segretari dei circoli e i delegati all’assise provinciale che dovranno poi eleggere il segretario provinciale nel caso dai congressi cittadini nessuno tra Giovanni Denaro (Vittoria), Peppe Calabrese e Mario D’Asta (Ragusa) dovesse raggiungere il 50 % più uno dei voti registrati.

Vittoria, come sempre, si prende il palcoscenico per il «calore» e il clamore che riesce a manifestare. A poche ore dal congresso il candidato Salvatore Cilia, esponente degli assessori Caruano, Gurrieri e Fiore, getta la spugna e annuncia la non partecipazione perché il giorno prima le commissioni congressuali, di Vittoria prima e provinciale dopo, non hanno accettato un centinaio di tessere. Il congresso si svolge, con Francesco Cannizzo e Nadia Fiorellini (foto) a contendersi voti e delegati; senza Cilia e mezza amministrazione comunale, considerato che Caruano, Gurrieri e Fiore sono sempre assessori della giunta Nicosia. Quanto successo, viene inevitabilmente interpretato come un attacco all’amministrazione. E non è escluso che Nicosia, durissimo il suo intervento in sala, dopo il congresso chieda la fiducia alla sua squadra assessoriale.

Perché si è verificato tutto questo? Per delle regole complicatissime, che solo la scienza di chi vuole rendere più difficile tutto può partorire. Infatti, sia a Ragusa che a Vittoria ci sono stati problemi di interpretazione e di ricorsi alle Commissione di garanzia. A Ragusa con Giuseppe Calabrese, a Vittoria con il ritiro di Cilia, sempre per la questione del tesseramento. Insomma, siamo nell’era del web ma quando ci celebra un congresso politico sembra di ritornare ai tempi di Andreotti, Craxi e Occhetto.
Per capire qualcosa, analizziamo le dichiarazioni ufficiali delle due parti. Gianni Caruano messaggia di prima mattina per dire: «Siamo del Pd e ci rimaniamo, ma non partecipiamo al congresso del Pd. La segreteria Di Falco e la commissione per il congresso non hanno accettato un centinaio di tessere presentate dall’area Cuperlo e dall’area D’Asta facendo saltare le candidature e le liste a sostegno del candidato Cilia». Un messaggio condiviso da Gurrieri e Fiore. Un messaggio che ha fatto il giro di facebook, subito raccolto da Francesco Aiello, il quale commenta: «Staniamoli!».

La risposta di Fabio Nicosia e di Salvatore Di Falco è identica: «Alle 12,20 di ieri -dice Nicosia- arrivano Giovanni Raniolo e Piero Gurrieri con due mazzi di tessere, anzi fotocopie di modelli originali, unica grafia e liste intere credo prese dall’elenco telefonico; tra l’altro da parte di chi diceva che questo non doveva essere il partito delle tessere. Queste tessere, in ogni caso potevano essere prese i considerazioni oggi. La stessa commissione provinciale, all’unanimità ha bocciato le tessere fasulle. Questo non significa però che i tesserati non potevano votare. Chiunque può iscriversi al partito un minuto prima della chiusura del seggio e votare. Regole giuste, fatte da chi, come Gurrieri si ispira alla trasparenza. Probabilmente hanno capito che non avevano i numeri per fare vincere un candidato provinciale di Ragusa. Chi vuole la politica delle tessere in fotocopia meglio che non partecipi al congresso».

In effetti, quanto sostenuto da Fabio Nicosia trova subito riscontro durante le votazioni. Mentre è in corso il dibattito arriva un uomo di sinistra doc, Giuseppe Fiorellini, quello di Azione democratica. Non è del Pd ma vuole iscriversi per votare. E infatti paga la tessera di 15 euro e vota, probabilmente per la cugina Nadia, il cui intervento è stato una vera e salutare scudisciata al volto di una classe dirigente mediocre e votata al sacrificio della sconfitta a tutti i livelli.

In tutti i comuni, escluso Monterosso Almo e Santa Croce Camerina, dove si è votato venerdì, facendo registrare un risultato di parità tra Denaro, D’Asta e Calabrese (3 delegati a testa, con leggera primazia di voti da parte di Calabrese), si voterà fino alle 22,30 di sabato. Poi ci sarà lo spoglio e si sapranno le percentuali dei delegati. Nessuno dei 3 candidati provinciali otterrà il quorum necessario al primo turno, per cui si andrà al ballottaggio. A Vittoria, invece, stando alla situazione descritta, possiamo dire che il successore di Salvatore Di Falco alla segreteria cittadina è Francesco Cannizzo, di professione musicista. Sarà l’uomo giusto per fare vibrare, pulsare e cantare questo partito dall’ugola stonata?

Un partito, ci sia consentito dirlo, che per come fa politica all’esterno e all’interno, continua a essere il il migliore elettore del centrodestra. Il Pd defenestrò Romano Prodi da premier del governo ancora prima che Berlusconi «comprasse» un parlamentare del centrosinistra; il Pd ha fatto vincere Berlusconi negli ultimi 19 anni, il Pd consegnò il Paese al governo Monti e delle tasse; il Pd ha bocciato Prodi alla presidenza della Repubblica; il Pd sta facendo di tutto per uscire lacerato da questi congressi e riconsegnare l’Italia al caos e all’anarchia. Però si definisce sempre il più grande partito d’Italia. Chi si accontenta gode. Non di certo gli italiani.