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RAGUSA - 22/09/2013
Politica - Lunedì incontro a Roma con il ministro della P.A. GIampiero D’Alia

Abbate cerca 5 milioni: "Nuove tasse no"

La sanzione comminata ai comuni che hanno sforato nel 2012 il Patto di stabilità. In provincia riguarda anche il capoluogo, Scicli e Pozzallo Foto Corrierediragusa.it

Il sindaco Ignazio Abbate (nella foto) cerca una via politica per uscire dal guaio finanziario in cui la sua amministrazione si è venuta a trovare. Altro terreno sul quale l´amministrazione vuole contrastare il "prelievo" coatto di cinque milioni di euro da parte dello Stato per lo sforamento del patto di stabilità sarà anche un ricorso al Tar invocando la recente sentenza della Corte Costituzionale che non prevede sanzioni per i comuni delle Regioni a statuto speciale. Già lunedì Ignazio Abbate sarà Roma per un colloquio con il ministro per la Pubblica Amministrazione, Giampiero D´Alia, al quale sarà illustrata la situazione in cui si sono venuti a trovare tanti comuni italiani a seguito della applicazione della Legge finanziaria che prevede sanzioni al cento per cento della somma "sforata" e non più del cinque per cento come è stato fino al 2011.

Dice Ignazio Abbate: "Ci sono provvedimenti sulla materia in corso di definizione che potrebbero già risolvere il problema emerso. Faremo una battaglia su scala nazionale per risolvere il problema considerato che tanti comuni in Italia, in Sicilia e nelle nostra provincia (Ragusa, Ispica, Scicli e Pozzallo) si trovano in queste condizioni. Ci siamo appellati al provvedimento ministeriale nelle sedi opportune e di certo la città non piangerà le conseguenze di una atto sul quale non ha alcuna responsabilità". Il sindaco poi rassicura: "Andremo avanti con il nostro programma senza aumentare le tasse con il sostegno alle famiglie e alle imprese". Il caso comunque c´è ed è reale e bisognerà vedere se la via politica e quella amministrativa avranno successo perchè, in caso contrario, bisognerà pensare da subito a soluzioni drastiche per far quadrare il bilancio 2013 per evitare ulteriori guai, trovando nel giro di tre mesi cinque milioni. L´amministrazione non vuole al momento prendere in considerazione questa ipotesi e non vuole sentire parlare di un piano B ma non ci saranno altre strade che aumentare le tasse locali, a cominciare dall´Imu e tagliare alcuni servizi.

Una contraddizione con quanto è stato il programma elettorale di Abbate che dovrà confrontarsi con la dura realtà dei numeri, rinunciando ad alcuni suoi cavalli di battaglia, pur non avendo, nel caso specifico, la sua amministrazione alcuna responsabilità diretta per lo sforamento. Questo è derivato infatti da un bilancio 2012, preparato dalla giunta Buscema ed approvato dal precedente consiglio comunale in tutta fretta l´ultimo giorno dell´anno, che è stato "forzato" nei numeri ed in particolare nelle previsioni di entrate che non sono state realizzate come l´accertamento dell´Ici arretrata per due milioni 213 mila euro, della Tarsu per due milioni 415 mila euro, 150 mila euro per le affissioni, e tre milioni 600 mila di trasferimenti regionali imputati solo al capitolo delle spese correnti.

In tutto una somma di 8 milioni 433 mila euro che non è stata mai introitata e che ha pesato alla fine, detratti i risparmi realizzati, ma non sufficienti, quei cinque milioni di sforamento che costituiscono la sanzione che palazzo S. Domenico dovrà pagare.