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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1376
RAGUSA - 17/09/2013
Politica - Ora ci sono anche i costi crescenti del tribunale da coprire

Per il bilancio di Ragusa 12 milioni in meno di trasferimenti

Il grido d’allarme lanciato dall’assessore Stefano Martonara: "E’ inaccettabile"

L´amministrazione Piccitto fa un pò di conti e si ritrova con dodici milioni di trasferimenti in meno. Difficile in queste condizioni mettere a punto il bilancio se non tagliando di qua e di là con inevitabili ricadute negative per i cittadini. L´assessore al Bilancio Stefano Martorana ha dovuto prendere atto della situazione e non gli resta che lanciare un grido di allarme così come accade in tanti altri comuni italiani.

Dice Martorana:" Con il sostanziale azzeramento dei trasferimenti erariali e l’incertezza circa l’erogazione delle somme in grado di compensare la prima e la seconda rata IMU sulle abitazioni principali, registriamo una riduzione delle entrate del Comune di Ragusa per 12 milioni di euro: risorse fondamentali per assicurare ai cittadini un adeguato livello di servizi. Dal 2007, si stima che il contributo dei Comuni italiani al risanamento della finanza pubblica sia stato intorno ai 15 miliardi di euro: il 40% da tagli ai trasferimenti e il restante 60% dall’inasprimento del Patto di Stabilità. Nella necessità di assicurare la continuità dei servizi essenziali, le scelte sprovvedute di politica economica di questi anni hanno sostanzialmente abbandonato i Comuni al loro destino. Uno scaricabarile di responsabilità, che ha lasciato i Comuni con il cerino acceso in mano, costretti a farsi carico dei costi politici derivanti dall’aumento delle imposte locali.

Troviamo inaccettabile il fatto che Governi diversi, sostenuti da maggioranze prive di un profondo legame con il territorio a causa di una legge elettorale sciagurata, possano abbandonare le istituzioni più vicine ai cittadini nel momento in cui i cittadini hanno più bisogno delle istituzioni. I mancati trasferimenti per il funzionamento degli Uffici Giudiziari, oltre 3 milioni di euro per il Comune di Ragusa, sono forse l’esempio più evidente dello scollamento istituzionale a cui stiamo assistendo, complicato dalla necessità di procedere, senza risorse aggiuntive dal Ministero della Giustizia, all’accorpamento dei Tribunali.

Alle entrate «certe» derivanti dai trasferimenti dallo Stato, si sostituiscono entrate «incerte» collegate alla capacità dei cittadini di far fronte al pagamento delle imposte locali: il nostro Comune può contare quasi esclusivamente sulle proprie risorse. Auspichiamo un rapido cambiamento di rotta, dal momento che scaricare gli effetti della crisi sui cittadini priverebbe le Istituzioni della loro stessa legittimazione democratica.»