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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 324
RAGUSA - 24/06/2013
Politica - Punito l’accordo ibrido nella coalizione di centrosinistra con pezzi di destra

Iacono e Platania possibili assessori

Il neo sindaco e Giancarlo Cancelleri: «Avevamo offerto un assessorato a Iacono e Platania, prima del ballottaggio, hanno rifiutato. Alla prima verifica potrei allargare la giunta con loro»
Foto CorrierediRagusa.it

La Ragusa che non t’aspetti. La pavida, l’impenetrabile, l’ipocrita Ragusa, all’improvviso diventa coraggiosa, palese, schietta. Possibile che l’elettorato più conformista e tradizionale della provincia di Ragusa, più riluttante ai cambiamenti, compia una rivoluzione senza precedenti al ballottaggio fra lo «sconosciuto» ingegnere Federico Piccitto e il popolarissimo Giovanni Cosentini? Possibile! Federico Piccitto ha stravinto le elezioni ed è sindaco di Ragusa. Governerà la città per 5 anni e alla prima verifica cambierà un paio di assessori della giunta. Usciranno due di quelli nominati con bando di concorso ed entreranno, se lo vorranno, Giovanni Iacono ex candidato a sindaco di Partecipiamo, ed Enrico Platania (nella foto da sinistra), ex candidato a sindaco del Movimento Città, tecnici e politici al contempo. Il primo è stato eletto in Consiglio, il secondo no. Entrambi i movimenti hanno un solo seggio, Iacono appunto, e Carmelo Ialacqua per Città. Avranno una maggioranza di 20 consigliere contro i 10 dell’opposizione.

Alle 16, 30 l’aria che si respira percorrendo viale Tenente Lena, davanti al quartiere generale del candidato Cosentini, è pesante. Sorrisi forzati, espressioni d’incredulità. La sconfitta qualcuno la sentiva già alla vigilia come un brivido di freddo sulla schiena nonostante la prima canicola di stagione, ma di questa portata no, perdere con il doppio di voti di scarto sa di «cappotto». Un’onta difficile da sopportare per uomini politici del calibro di Nello Dipasquale, Peppe Calabrese, Ciccio Barone, Sonia Migliore. L’antipolitica ha beffeggiato la politica, l’apprendistato si è preso gioco del professionismo della politica.

Alla stessa ora, trecento metri più avanti, sotto il palazzo della Provincia, invece, si fa baldoria al City. Ed è impressionante, perché più cerchi volti noti e meno ne trovi: uomini, donne, ragazzi, ma chi sono! Nessuno ha fatto scuola politica all’ombra dei partiti storici della prima e della seconda Repubblica. Non ci sono ex democristiani, né comunisti; né socialisti; né fascisti. E chi ha un po’ d’esperienza politica non ha mai governato la città e neanche un condomionio. Federico Piccitto è sommerso di baci, abbracci, travolto da passione spontanea. Non trova subito le parole che gli chiedono, fatica a dare udienza a microfoni, taccuini e telecamere.

Al primo colpo ha fatto «strike», non ha lasciato un solo birillo in piedi. Passerà alla storia come l’uomo, pardon il ragazzo, che ha spazzato via una generazione di uomini politici di professione. Assessori e segretari di partito all’improvviso disoccupati. Sorretto dal demiurgo Beppe Grillo, due giorni di «porta a porta» in centro e nel cuore di Ibla, i grillini hanno conquistato Palazzo dell’Aquila battendo il candidato sorretto dalle più alte cariche dello Stato e della Regione siciliana scesi a Ragusa per sostenere Giovanni Cosentini, un galantuomo (poco amato dai suoi e da buona parte della città) che il superbo Gianpaolo Pansa, lo apostroferebbe «perdente di successo», proprio come definì Walter Veltroni dopo l’ennesima sconfitta contro il centrodestra.

Perché Ragusa ha bocciato la stessa coalizione variegata che hanno messo su a Comiso, dove Spataro ha vinto per 500 voti su Alfano in virtù di una coalizione sostenuta da Territorio, Pd e Udc? Perché i ragusani hanno voluto punire la tracotanza di chi era convinto di poter disporre del proprio patrimonio elettorale per qualsiasi uso e consumo. Perché hanno voluto punire un innesto ibrido a tutti i costi fra persone incompatibili eppure messi insieme solo per l’obiettivo del potere da perpetuare per altri 5 anni. Non si può fare politica stringendo patti col diavolo, in una sorta di puntate alla roulette dove si posano le fiches sul nero e sul rosso immaginando di avere in tasca la vittoria. Alla luce di questa riflessione, Piccitto, oltre che per i propri meriti e dei due movimenti che lo hanno sostenuto, ha vinto anche per demeriti di Nello Dipasquale, che di quel capolavoro ibrido attorno a Cosentini è stato l’ispiratore e il costruttore. Bravura, fortuna ed empatia sono tre componenti essenziali per vincere qualsiasi battaglia: la prima dote è trasferibile, la seconda e la terza no.

A condividere la gioia di Federico Piccitto al City di Ragusa ci sono anche Vanessa Ferreri e Giancarlo Cancelleri, deputati regionali. Avrà veti Piccitto nel caso volesse cambiare la giunta? Giancarlo Cancelleri è il massimo della democrazia. «E’ una scelta che deve fare il sindaco. Ha carta bianca, deciderà Piccitto. Del resto prima del ballottaggio avevamo offerto sia a Iacono che a Platania un assessorato, pur senza apparentamento. Hanno rifiutato loro». Dovrà chiedere a Beppe Grillo, Federico Piccitto un eventuale cambio di assessori? «Ho piena autonomia- conferma il neo sindaco- alla prima verifica semestrale possiamo inserire nuovi assessori tecnici e politici. Le prime cose da fare? Misurare il buco del bilancio comunale e affrontare l’emergenza estate a Marina di Ragusa».


Perchè?
25/06/2013 | 12.06.50
Acidom

Scusate perchè: " L’antipolitica ha beffeggiato la politica, l’apprendistato si è preso gioco del professionismo della politica."?
Da quale pulpito vi arrogate il diritto che la vostra è politica e quella degli altri no?
E´ politica anche questa e della migliore per giunta, vi piaccia o no!!!