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RAGUSA - 16/04/2008
Politica - Ragusa - La gente comune esprime i propri pensieri

L´analisi del voto nell´opinione
degli aventi diritto in Provincia

La contraddizione dei risultati nel voto disgiunto Foto Corrierediragusa.it

La pesante eredità di Prodi non ha premiato Veltroni. Come da prassi consolidata, nei prossimi giorni in tutte le segreterie politiche si procederà alla famosa « analisi del voto». Ma prima che i vari partiti si attivino in questa direzione, c’è già chi ha fatto una analisi che forse, è la più veritiera: la gente, il popolo degli « aventi diritto».

Migliaia di persone che hanno fatto da tempo le loro scelte politiche, compenetrandosi a pieno, nello spirito del bipolarismo. Ovviamente, non è possibile registrare le opinioni di sei milioni di siciliani chiamati alle urne, ma è stato sufficiente ascoltarne un congruo campionario, per capire ciò che effettivamente è risultato dai voti.

Il voto per le politiche, lascia pochi margini alla discussione, in quanto è evidente un transito di consensi che, dall’area moderata di centro e centro sinistra, si è spostata a destra: il gap di senatori e deputati alla camera, tra destra e sinistra ne è la conferma. In molti hanno sostenuto che il programma di Veltroni, sebbene innovativo, non offriva grossi segnali di discontinuità dal governo Prodi.

Probabilmente i moderati del centro sinistra, avrebbero gradito che il leader del PD dicesse a chiare lettere che Prodi era stato un flop. Un’altra cosa che ha penalizzato fortemente Veltroni, è stata la sua personale scelta di sguarnire intere province delle rappresentanze più significative, per far posto e figure politiche sicuramente importanti, ma nient’affatto rappresentative dei territori. Ancora più penalizzato a livello nazionale, è stato il leader dell’UDC.

Anche qui, in molti non hanno gradito il distacco dell’udc dalla destra, che ha consentito al popolo moderato di avere una collocazione a sinistra, ma che ha inibito ad altri, una collocazione moderata a destra. Per cui, non volendo andare a sinistra, in molti hanno scelto direttamente il PDL e non l’ UDC. Del resto, va anche notificato che la gente è stanca di votare per partiti che non hanno una collocazione ben chiara e definita , oltre che definitiva. Stessa situazione per Sinistra Arcobaleno, che avrebbe dovuto incarnare lo zoccolo duro della sinistra, ma che ormai di sinistra trova ben poco.

Simile ma al contempo contraddittoria, la risultanza dei voti per le regionali in Sicilia. La vera novità programmatica, è stata incarnata da Raffaele Lombardo che durante la sua campagna elettorale aveva più volte ribadito la sua totale indipendenza dal governo nazionale, qualunque fosse stato. Lombardo, ha dichiarato più volte la necessità di garantire vera autonomia alla Sicilia, e la gente ha premiato questa scelta di Lombardo, poiché in Sicilia forse la popolazione ha capito da tempo che è ora di « sganciarsi « da governi nazionali che , puntualmente, dimenticano che la Sicilia esiste. Ma attenzione. L’elettorato ha premiato Lombardo con il 65% di preferenze, solo nella provincia di Ragusa, ma non ha consentito che l’ MPA andasse oltre il 14%. Anche questo, a detta di molti, è scaturito dal poco gradimento delle rappresentanze locali del partito di Lombardo.

La contraddizione dei risultati, sta nell’evidente voto disgiunto. Molti hanno espresso una preferenza, ma hanno votato un altro partito e viceversa. Nei fatti, nella sola provincia di Ragusa, il PD ha ottenuto il 22%, l’ MPA il 14%, ma Digiacomo è stato eletto con 8600 voti. Insomma, la gente ha applicato almeno per le politiche, il vero bipolarismo che è già in uso da anni nei vari stati europei e che da la possibilità ai governi, di continuare se hanno lavorato bene, o di non essere premiati in caso contrario. In fondo, non era questo che tutti volevano?