Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 858
RAGUSA - 08/06/2013
Politica - Il Centro sinistra arriva spaccato all’appuntamento elettorale

A Ragusa sfida tra sei aspiranti sindaco

il dato politico è l’alleanza tra i due ex nemici Dipasquale e Calabrese. Funzionerà l’accordo su Cosentini? Foto Corrierediragusa.it

Funzionerà nel capoluogo la grande alleanza? La scommessa di Nello Dipasquale che appena otto mesi fa abbandonò palazzo dell’Aquila per Palermo si gioca sul patto che unisce il mondo di quello che fu il centro destra ragusano con il suo più acerrimo nemico, almeno in consiglio comunale. A Giovanni Cosentini ed al suo gran regista Nello Dipaqsuale è riuscito mettere d’accordo Udc, Pid, Pd e Megafono per quello che molti definiscono un inciucio in salsa palermitana e che il parlamentare ragusano presenta come la vera novità politica di questa stagione in cui sono caduti tutti gli steccati e conta solo il «territorio». La coalizione che fa capo a Giovanni Cosentini va ora al giudizio dell’elettorato e scommette su se stessa al più alto livello perché c’è chi punta, sotto sotto, a vincere le elezioni per il sindaco senza passare per il ballottaggio. Molto si gioca il Pd che ha fatto una scelta contrastata e mal digerita con Peppe Calabrese, che spossando la causa crocettiana, si è ritrovato sullo stesso vagone di Cosentini.

A contrastare il passo all’ex vicesindaco di Dipasquale ci prova Franco Antoci, mai stanco di fare politica, che tenta di riprendersi quella poltrona che fu sua agli inizi degli anni 80’. Non proprio una novità della politica visto che nel frattempo ha fatto di tutto; parlamentare, capo partito, presidente della provincia più longevo della storia dell’ente. Insieme a lui il rigenerato senatore Gianni Mauro, che ha costruito il fronte Pdl, ritornato in auge dopo un’elezione in Campania supinamente trangugiata in provincia. Antoci viene dato come il più strenuo avversario di Cosentini ma non ci stanno soprattutto i tre outsider che non hanno accettato lo strapotere di politica e partiti tradizionali. Giovanni Iacono guarda al popolo della sinistra, dei movimenti, degli ambientalisti e si presenta come l’alternativa vincente anche perché spera di convogliare su di sé il dissenso dentro il Pd che ha in Gianni Battaglia la sua punta di diamante. Enrico Platania, avvocato, volto fresco, ha portato avanti i temi della buona amministrazione, lontano dai partiti, aperto alla società civile e soprattutto a quella fascia critica che non si riconosce negli schieramenti tradizionali.

Ciccio Barone ha voluto giocare una partita difficile visti i due campioni in campo del centro destra e spera di fare un bella figura per poi giocarsi le carte in un eventuale ballottaggio. Resta Federico Piccitto, M5S, che si affaccia per la prima volta nel panorama politico della città. Ha un patrimonio di voti che ha fatto dei grillini il primo partito in città appena tre mesi fa; l’onda grillina potrebbe afflosciarsi rispetto alle spinte concentriche ed agli apparati che sono stati messi in moto da mesi. L’elezione del sindaco o l’eventuale ballottaggio passano certamente dalla risposta dell’elettorato proprio al M5S, che di questa elezione è l’autentica novità. Questi i candidati a sindaco; poi ci sono i 386 aspiranti ad uno dei trenta posti a palazzo dell’Aquila. Ci sono conferme, riproposizioni e tante facce nuove, tra cui molte donne, grazie anche all’introduzione del voto di genere.

Nella foto palazzo Dell´Aquila, sede del comune