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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 927
RAGUSA - 12/04/2013
Politica - Fatti e retroscena politici a due mesi dal voto ragusano

Calabrese è solo. Lite Megafono e Territorio

La candidatura di Emanuele Occhipinti ha scompaginato tutti gli equilibri. Mallia rinuncia e lascia spazio a Cosentini, a sua volta minacciato dal Megafono. Al momento sono 7 i candidati a sindaco, a meno che Calabrese non rinunci all’improvviso
Foto CorrierediRagusa.it

Il venerdì nero del Pd. Una settimana fa, il 5 aprile, contava sull’appoggio di Territorio, Megafono e Udc. A distanza di 7 giorni, Giuseppe Calabrese (foto) si ritrova talmente solo che potrebbe decidere di mandare a quel paese colleghi e partiti della coalizione che gli hanno voltato le spalle.

Prima il no alle primarie della coalizione da parte di Giovanni Cosentini e adesso la candidatura di Emanuele Occhipinti con Megafono hanno scompaginato piani e accordi che sembravano intoccabili. Domanda: chi dovrà sostenere la candidatura di Peppe Calabrese dopo quanto accaduto in queste ultime ore?

Se il segretario locale dei democratici legge bene la mappa degli attuali schieramenti in campo, potrebbe convincersi subito che le ultime strategie di pseudo amici e avversari non gli giovano. Dovrebbe essere candidato a sindaco per la sinistra, ma della sinistra gli è rimasto vicino solo il consigliere Giovanni Lauretta. Persino il 2° Circolo di Gianni Battaglia e di Angela Barone strizza l’occhio al Megafono di Crocetta e al candidato Occhipinti, che i beninformati dicono sia stato indicato da autorevoli personaggi della politica di ieri e di oggi come Franco Antoci, Tonino Solarino, Sebastiano Gurrieri, Giorgio Massari e Vito Piruzza.

Anche il «Territorio» di Nello Dipasquale e Giovanni Cosentini è «minato» dal Megafono. L’arrivo di Occhipinti come il salvatore della patria ha disturbato parecchio il deputato regionale del Megafono, al punto che avrebbe trovato l’occasione per mollare Crocetta e avvicinarsi al Pdl di Nino Minardo il quale, in cambio, avrebbe fermato la candidatura a sindaco di Salvo Mallia proprio per lasciare campo libero a Cosentini. «Da parlamentare del Megafono della città di Ragusa – ha tuonato Dipasquale- mi permetto di rilevare che non risulta che Occhipinti corra in nome e per conto mio». A Dipasquale ha risposto Claudio La Mattina, forte di un feeling con Crocetta che in molti non immaginavano. «Non mi pare che l´onorevole Dipasquale possa parlare per conto del presidente Crocetta, il quale possiede gli strumenti, l´autorevolezza e la capacità per poter intervenire sulla questione». Per ora è solo dialettica accesa, ma fra poco fra Megafono e Territorio scorrerà il sangue, almeno fino a quando il governatore non si deciderà a fare chiarezza fra Cosentini e Occhipinti.

Calabrese, Cosentini e Occhipinti: sono 3, ma l’elenco dei candidati a sindaco cresce. Giovanni Iacono ha lanciato le «Primarie della chiarezza programmatica» ma quando ha preso atto che né Calabrese, né Enrico Platania hanno sentito il bisogno del confronto democratico, è stato costretto ad annunciare che si candiderà con l’appoggio di Sel e dell’Associazione Partecipiamo, non foss’altro che per rispondere alla coerenza del programma già stilato.

Città sta giocando un ruolo molto delicato. I sei X tre dell’avvocato Platania campeggiano in vari punti della città, segno che il movimento non è disposto al confronto con nessuno. Ha già deciso: Platania è il candidato a sindaco e andrà avanti, magari col rischio di ingaggiare una «guerra civile» con la coalizione di Iacono. Prende le distanze dai partiti, ma non rammenta che nel 2006 e nel 2011, quando i candidati furono Mimì Arezzo prima e Sergio Guastella dopo, quest’ultmimo si fregiò del sostegno di Di Pietro, D’Alema e Vendola, e perse ugualmente il confronto con Dipasquale.

In beata solitudine, equidistante da destra e sinistra, non avendo altri confronti e conforti se non quelli di Idee per Ragusa, corre anche Ciccio Barone, l’assessore e consigliere comunale degli anni d’oro di Dipasquale a palazzo dell’Aquila. Con quali prospettive non si sa.

Ma la vera incognita di queste elezioni sono i grillini. Roberto Piccitto, il candidato di M5S non gode di molta popolarità, ma basta essere sotto l’egida del popolare comico che ha mandato in tilt il sistema nazionale e regionale, per accreditarsi come uno che almeno punta al ballottaggio. Ad oggi, 12 aprile, quando mancano due mesi alle elezioni, i candidati a sindaco per Ragusa sono 7, sempreché Giuseppe Calabrese, come in premessa, non preferisca gettare la spugna che rimanere col cerino in mano.