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RAGUSA - 26/02/2013
Politica - Dopo il voto, il caos e il pericolo di tornare presto alle urne

Pareggio all’italiana come col Pentapartito

Per una classe dirigente termina un’era politica ventennale, per altri comincia la nuova avventura, ma c’è il rischio che finisca molto presto Foto Corrierediragusa.it

Pareggio all’italiana. Senza vincitori e vinti! Come ai tempi di Moro, Andreotti, Fanfani, Saragat, Spadolini, Berlinguer e via discorrendo. Ancora più ingovernabile dai tempi del «Pentapartito» e del «Compromesso storico». Come questa legge elettorale vuole. Come il Parlamento uscente ha voluto. E poiché nessuno ha vinto, e solo gli italiani hanno perso, niente restituzione dell’Imu (la prima lettera dell’acronimo non merita la maiuscola) e neanche riduzione della tassazione sul lavoro, come alcuni leader hanno promesso durante la campagna elettorale.

Con una maggioranza risicata alla Camera dei deputati a favore di Bersani e con altrettanta maggioranza risicata al Senato a favore di Berlusconi, senza un miracolo che faccia ritrovare il buonsenso per il bene del Paese ai riottosi contendenti chi ci hanno portato sul precipizio, c’è il serio rischio che fra qualche mese l’Italia sarà di nuovo al voto. Dopo che questo Parlamento eleggerà i presidenti di Camera e Senato entro il 20 marzo e il presidente della Repubblica il cui settennato scade il 15 maggio. E con quale legge elettorale torneremo a votare?

Ad analizzare bene il responso delle urne, il vero vincitore di questa inusuale campagna elettorale invernale è di nuovo Silvio Berlusconi. Lo davano per morto, travolto dagli scandali pubblici e privati; invece ha rischiato di battere il super favorito Bersani grazie anche alla propaganda denigratoria della stampa di sinistra e dei comici che lo hanno sbeffeggiato e deriso persino al festival di Sanremo. Per un uomo politico della sua statura la satira sfottente è sempre un boomerang per chi la pratica.

Il vero vincitore delle elezioni è Beppe Grillo, l’uomo che incarna l’antipopolarità mediatica televisiva. Meno appare sulle tv nazionali e più voti prende. Tutta la sua fama visiva è affidata a un cameramen vittoriese, Salvatore Mandarà, un ingegnere elettronico di 46 anni che vive fuori Vittoria e che per seguire il genovese si è messo in aspettativa. Grillo a Vittoria ha ottenuto il 40 per cento dei consensi. La città più rossa e comunista d’Italia degli anni ’80 è diventata la più grillina della provincia di Ragusa nonostante l’appello di Francesco Aiello a votare Pd. Il senatore comunista Filippo Traina, l’ex sindaco Totò Battaglia e l’ex deputato regionale Rosario Iacono chiederebbero asilo politico altrove.

Escono di scena, senza rimpianti, Pierferdinando Casini e Gianfranco Fini, quelli che avrebbero dovuto mettere le ali a Mario Monti, economista impopolare e pessimo stratega. Fosse rimasto fuori gioco a maggio l’avremmo potuto avere come presidente della Repubblica. Come dice il proverbio, chi è causa del suo male pianga se stesso. E si chiude, finalmente, anche l’era politica di Antonio Di Pietro, l’illusionista che doveva cambiare l’Italia ed che è rimasto vittima delle sue miserie umane dopo avere costruito dal nulla un partito per poi distruggerlo in quest’ultima campagna elettorale, travolto dagli scandali personali e dagli errori strategici inanellati in questi ultimi mesi.

Della vecchia classe dirigente politica nella provincia di Ragusa rimane poco. Dai cicloni dell’elettorato sono stati spazzati a turno Antonio Borrometi, Gianni Battaglia, Riccardo Minardo, Peppe Drago, Innocenzo Leontini, Carmelo Incardona, Sebastiano Gurrieri, Roberto Ammatuna e Innocenzo Leontini. Resistono Orazio Ragusa, Pippo Digiacomo e Nino Minardo, ma s’affacciano alla ribalta Vanessa Ferreri (M5S), Venerina Pauda, neo eletta nel Pd, Maria Lucia Lorefice (M5S) e soprattutto Nello Dipasquale, leader del «Megafono» di Crocetta in provincia di Ragusa. Un «vincente di successo» che capisce meglio di altri le rotte da seguire. "La lista Il Megafono- dichiara infatti Nello Dipasquale- è l´unica lista siciliana che ha raggiunto una percentuale ragguardevole e che le permette di avere la propria rappresentanza parlamentare al Senato mentre tutte le altre liste regionali sono letteralmente scomparse. Era questo l´obiettivo che noi di Territorio ci eravamo prefissati e che ci siamo importi nel sostenere la lista guidata dal governatore Rosario Crocetta".


Il vero vincitore?
26/02/2013 | 12.28.03
Salvo

Signor La Lota, si decida su chi é il "vero vincitore!"