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RAGUSA - 23/02/2013
Politica - A pochi mesi dalle amministrative nel capoluogo il dibattito si arricchisce

Iacono: "Potrei candidarmi a sindaco"

La candidatura? Forse: «C’è molto da fare a Ragusa. Andare a Roma attraverso una legge vergogna (contro la quale avevamo raccolto 1.200.000 firme) dove già due mesi prima delle elezioni si sa la composizione del Parlamento poteva tenermi calda la poltrona ma non mi riscaldava certo il cuore»
Foto CorrierediRagusa.it

Italia dei Valori, esiste ancora o si è sciolta? Giovanni Iacono (foto), il coordinatore provinciale che dal nulla ha portato il partito intorno al 10% nel capoluogo, di sicuro c’è. E si fa sentire. Diretto a chi scalda i motori per correre verso palazzo dell’Aquila, per occupare la sedia lasciata vuota da Nello Dipasquale, che il commissario Margherita Rizza terrà calda fino a maggio. Sarà anche lui nella griglia di partenza? «Ho maturato –dice - molte idee per un cambiamento forte e innovativo nel «passo» della Città. "Una città dove purtroppo molte cose sono state compromesse, ma sono molto ottimista in una inversione di rotta forte e innovativa per un cambiamento che crei futuro. Perché ciò si realizzi bisogna poter fare le scelte prima delle azioni e le scelte le fa chi amministra non chi vigila. Farò in modo di offrire alla Città il nostro «governo» della Città. In questi anni ho faticato, ho lottato con grande dignità assieme a tante persone che mi sono state vicine, abbiamo accumulato esperienza e l’esperienza è sapienza. Per il sindaco vedremo… se hace camino al andar… la strada si fa camminando!»

Difficile che un politico dica 3 mesi prima dalle elezioni che si vuole candidare a sindaco. E poiché c’è già chi scalpita: Giovanni Cosentini, Angela Barone, Giuseppe Calabrese, Ciccio Barone, Sonia Migliore; senza nulla togliere agli altri, Giovani Iacono è uno che non si astiene dalla lotta…

Anche per Idv è l’ora dell’autocritica. Di Pietro, Orlando, Giambrone, dove sono? Uno fa il sindaco di Palermo, gli altri sono candidati in posizioni che ritengono utili. Prima di un possibile terremoto meglio mettersi al riparo sotto colonne solide e lasciare i soldati fra le macerie. Dall’8 al 9% dei sondaggi di ottobre 2012, sembra che adesso non esista più. Per caso si è sciolta?
«I vertici del partito ed in modo particolare Antonio Di Pietro -dice il coordinatore provinciale di Idv- hanno deciso in queste elezioni di costituire una lista civica nazionale assieme ad Ingroia, Orlando, De Magistris, Verdi, Rifondazione comunista, Comunisti italiani e Rete 2018. Non ci sarà la lista Idv. E’ avvenuto un fatto assolutamente inusuale, più unico che raro: perché generalmente sono le persone che cambiano partito, i pochi lo fanno per cambio di opinioni e i molti per cambio di convenienze.

E in Idv perché lo fanno
«La stragrande maggioranza dei militanti ed amministratori (oltre 3500 in tutta Italia) sono rimasti fermi con le loro convinzioni e i loro valori e tra questi il sottoscritto. Il partito invece ha cambiato ed è cambiato. Un peccato, perché Italia dei Valori in questi anni è stato l’unico partito di opposizione che ha fatto lotta alla casta e democrazia dal basso con i referendum».

Amici e avversari politici riconoscendole un grande ruolo in tutti questi anni per essersi contraddistinto nelle tante battaglie, spesso in solitudine, con coerenza e con coraggio, immaginavano una sua discesa in campo per i «meriti di servizio». Quella che doveva essere la sua candidatura per il Parlamento è stata invece offerta ad altri soggetti di altre regioni: Lei ha capito cosa per quali motivi?
«Rivoluzione Civile mi aveva offerto un posto di grande prospettiva perché con il superamento della soglia di sbarramento sarei stato il primo dei non eletti e con un risultato buono sarei entrato in Parlamento. Ho deciso di fare altro e di non accettare perché sono convinto che bisogna impegnarsi ancora di più nella dimensione locale che oggi è in una sofferenza senza precedenti e senza prospettive, con un Comune che rischia di perdere anche il ruolo e la funzione di capoluogo. Ragusa dopo l’ubriacatura di «grande» e «grande di nuovo» è ritornata piccola piccola. Ha bisogno di normalità, di intraprendere un cammino di cambiamento vero, di attenzione alla persona, di sviluppo di comunità, di crescita sostenibile, di creazione di buona e sana occupazione. C’è molto da fare a Ragusa. Andare a Roma attraverso una legge vergogna (contro la quale avevamo raccolto 1.200.000 firme) dove già due mesi prima delle elezioni si sa la composizione del Parlamento poteva tenermi calda la poltrona ma non mi riscaldava certo il cuore: io sono un romantico, un passionale, un sentimentale e, ancora una volta, sto andando dove mi porta il cuore…»

Non ritiene, anche per le persone che in tutti questi anni hanno creduto in lei e nelle sue battaglie, che ogni tanto andasse meno controcorrente e si lasciasse trasportare più pragmaticamente dalla «corrente» dominante?
«La libertà non ha prezzo ed è connessa alla verità. Ognuno ha la sua natura e la mia è quella di non seguire le mode. E’ più forte di me, non amo il conformismo. In tutti questi anni non ci siamo risparmiati su nessuna delle grandi questioni come il paesaggio, il Parco degli Iblei (l’avevo inserito nel mio programma la prima volta che mi candidai in Consiglio Comunale nel 2003 e ancora non ne parlava nessuno), il Piano paesaggistico, la gestione dei rifiuti e delle discariche, le energie rinnovabili, l’agricoltura, il mega impianto industriale di eolico che volevano fare, il centro storico di Ragusa e il piano particolareggiato, l’abnorme, dissennata e scellerata espansione urbanistica e il famigerato Peep (che Peep non è), lo sviluppo dell’Università, delle assunzioni clientelari negli Enti Locali, di lotta alla casta e al malcostume politico, dello sviluppo delle piccole e medie imprese, del Porto di Marina con tutte le sue anomalie e di tantissime altre problematiche. I fatti tra l’altro hanno dato ragione su tutto ciò che avevamo sostenuto e spesso in assoluta solitudine. Sono diverse centinaia le interrogazioni fatte, le proposte avanzate, i risultati ottenuti, i convegni e gli incontri organizzati dal paesaggio alla green economy allo sviluppo locale al diritto all’informazione vera. Ricorderà a tal proposito il convegno con Marco Travaglio in una Camera di Commercio stracolma e con tante persone rimaste fuori perché non vi era più posto. Ho sempre fatto tutto senza essere stato mai amministratore, ma solo consigliere di minoranza e di opposizione. Il ruolo l’ho sempre svolto con passione, con onestà, con applicazione e senza inciuciare mai con chi ha amministrato. Di questo mi si deve dare atto».

Per chiudere ritorno alla prima domanda, sperando di essere più fortunato: molti la danno come candidato sindaco di Ragusa, si candida?
«Premetto che essere Sindaco della propria Città è il servizio di carità più grande che si possa fare per il luogo dove si è nati e al quale si è profondamente legati. Non ho condiviso per nulla la scelta di chi, dopo essere stato eletto ha ritenuto di traslocare altrove. Non sono consigliere ormai da oltre un anno e continuo il mio impegno civico e nel sociale come ho sempre fatto fin da prima della maggiore età, e siccome sono sempre stato convinto che a problemi comuni bisogna dare risposte collettive continuo ad occuparmi e dedicarmi ai problemi degli studenti disabili, delle persone senza lavoro, dell’acqua inquinata, della paventata chiusura del passaggio a livello di via Paestum, della gestione dei rifiuti e di raccolta differenziata ecc. sto proseguendo ciò in cui ho sempre creduto e cioè la cittadinanza attiva attraverso l’associazionismo civico o politico che sia». Il nostro convincimento è che molto probabilmente Giovanni Iacono si candiderà.