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Giovedì 22 Febbraio 2018 - Aggiornato alle 0:42
RAGUSA - 18/11/2012
Politica - L’ex coordinatore Mpa accusa l’ex presidente di avere sperperato in feste e contributi

Provincia "al verde": veleni tra Roccuzzo e Antoci

Nell’ultimo anno 7 milioni di euro di trasferimenti in meno da Stato e Regione

Non solo il comune ma anche la Provincia. Lo stato dei conti non è ottimale a palazzo del Fante ed il commissario straordinario sta cercando di tagliare a destra a manca per rispettare il patto di stabilità. Sotto la scure l’università, il patrimonio immobiliare, contributi e sovvenzioni varie. Sulle origini di questo stato di fatto Paolo Roccuzzo, già commissario provinciale Pds-Mpa, e Franco Antoci, per dieci anni presidente alla Provincia, le motivazioni sono contrastanti perchè Roccuzzo ha addebitato proprio alla gestione Antoci la causa di un bilancio che soffre proprio per le scelte operate dall’università, alla scarsa manutenzione della rete stradale che ha costretto l’ente a pagare maxi risarcimenti, e soprattutto profondendo risorse in feste e festini e contributi a pioggia.

Non ci sta Franco Antoci che si è sentito in dovere di intervenire e difendere la sua gestione dell’ente cominciando con il dire che Stato e Regione hanno tagliato ben sette milioni di trasferimenti nell’ultimo anno acuendo una situazione già difficile. Dice Franco Antoci: «Ho lasciato i conti in ordine, con un avanzo di amministrazione di circa 68 mila euro, ha rispettato il patto di stabilità ed ha onorato tutti i debiti fuori bilancio.Ho adeguato le tariffe per le concessioni, ho predisposto un piano di dismissioni per l’autoparco e per gli immobili di proprietà provinciale ed infine ha dovuto (ben ultima tra le province italiane) adeguato anche l’aliquota della RCA auto».

Antoci, insomma non ci sta ed invita l’ex commissario Mpa a guardare in casa proprio con i guasti provocati dal presidente Lombardo che ha commissariato la Provincia. «Non si avventuri in esercizi demagogici per attaccare la mia amministrazione che ha sempre lavorato per annullare il ‘gap’ infrastrutturale che da sempre ha penalizzato questo territorio.