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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 1097
RAGUSA - 22/10/2012
Politica - Ci sarebbe pure da sorridere, se la situazione non fosse tanto drammatica

La sanità feudo della politica: siparietto epistolare Manno - Cilia

Votiamo chi è capace di restituire la sanità ai bravi dottori e al servizio dei cittadini che soffrono Foto Corrierediragusa.it

Fulvio Manno scrive a tutti quelli che conosce per far votare Innocenzo Leontini; Enzo Cilia risponde all’ex manager dell’Asp 7, anche tramite la stampa, per dirgli «no grazie, io voto Giuseppe Mustile, medico, in grado di portare avanti le nostre proposte». Il botta e risposta fra l’avvocato palermitano e il coordinatore provinciale di Sel, che di politica si ciba sin dalla prima poppata (è stato uno dei giovani sindaci della «cittadella rossa» vittoriese ai tempi quando chi s’azzardava a dissentire correva il rischio di finire in Siberia), ci offre un siparietto epistolare tutto sommato gradevole.

Fulvio Manno nel suo porta a porta ha bussato anche alla porta di Cilia, rappresentante dell’estrema sinistra che se proprio deve spostarsi di posto si mette ancora più a sinistra. Ma che risposta poteva aspettarsi dal coordinatore provinciale di Sel? Se Fulvio Manno ha elencato tutti i meriti di Leontini quando era al governo, Cilia gli ha sciorinato tutti i demeriti dell’ex esponente del Pdl, oggi Cantiere popolare. Ognuno vanta la sua roba!

E vien fuori una certezza: che ieri, oggi e domani, la sanità è stata, è e sarà feudo della politica che governa, a prescindere dal colore. Il governatore e l’assessore alla Sanità di turno nominano i manager a loro vicini. Che restano in carica fino al cambio di governo. Fulvio Manno era stato nominato dal governo Cuffaro su volontà di Innocenzo Leontini. Caduto Cuffaro a beneficio di Lombardo, lo spoil system ha fatto subito le sue vittime, affrettate dalla riforma delle Asp che ha ridotto le direzioni generali in Sicilia. Al posto del leontiniano Manno è arrivato il lombardiano Gilotta, che a detta di molti medici e addetti ai lavori s’è rilevato un disastro. Tant’è che, complice lo stato di salute precario di Ettore Gilotta, l’Asp di Ragusa è stata commissariata in estate con l’altro manager lombardiano Salvatore Cirignotta, che dicono essere molto pragmatico rispetto al predecessore. «Cirignotta- riferiscono- i medici- ti dice sì o no prima della richiesta. E a noi il decisionismo piace».

Le due epistole hanno solo procurato un po’ di pubblicità elettorale a Leontini e Mustile, per il tramite di Fulvio Manno ed Enzo Cilia, ma il dramma della sanità resta. Fino a quando un lavativo non si può licenziare perché interviene un politico; un pacco di siringhe non si può acquistare senza il parere di un politico; il medico bravo non può essere assunto perché non fa parte dell’entourage dell’assessore che sta al governo; i doppioni sanitari non si possono tagliare perché i sindaci e i deputati fanno le barricate. Votiamo chi è capace di stroncare questo malvezzo restituendo la sanità ai meriti dei bravi dottori e al servizio dei cittadini che soffrono.


Che schifo!!!!
22/10/2012 | 12.51.26
salvo

Viene solo il volta stomaco e l´unica cosa che mi viene da fare è NON VOTARE perchè con gli uni o con gli altri lo schifo è sempre lo stesso anche se apparentemente di colore diverso L´unico interesse è solo il potere fine a se stesso.


22/10/2012 | 12.45.25
gheri

Il vero problema è che Manno ha preso gli indirizzi da chissà dove senza autorizzazione