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RAGUSA - 26/09/2012
Politica - Manca l’ufficialità, ma l’orientamento degli organismi decisionali è tracciato

Candidature, chi entra e chi esce a 24 ore dalla chiusura: fuori Nicosia, Incardona e Minardo?

Calabrese la spunta sul vittoriese Nicosia. Incardona avrebbe un futuro da direttore generale alla Regione. Aiello sarebbe stato preferito a Riccardo Minardo nel Pds. «Se c’è Aiello rifletterò»- dice il parlamentare modicano, che qualcuno vede già candidato per Grande sud
Foto CorrierediRagusa.it

L’attacco è difficile. Cominciare dagli esclusi o dagli inclusi? Dalla rabbia o dalla gioia? Dai moti insurrezionali che si preparano nel Pd vittoriese, che non ha un candidato locale rispetto a 4 anni fa, data l’esclusione di Fabio Nicosia? O dalla soddisfazione di Peppe Calabrese e di Roberto Ammatuna, sicuri di entrare in competizione elettorale e di vincere?

Riconfermati Digiacomo e Ammatuna. Calabrese la spunta su Nicosia
Il pentolone a pressione che rischia di esplodere è Vittoria. Probabilmente neanche l’accorato intervento telefonico di Franceschini a favore di Fabio Nicosia potrà far cambiare idea alla Commissione speciale del Pd siciliano. La Commissione non ha ancora comunicato nulla di ufficiale, ma Nicosia percepisce a pelle che per lui non c’è posto nel Pd. In subordine, se egli avesse accettato, avrebbero fatto una deroga per metterlo nella lista Crocetta, insieme a Nello Dipasquale e Iano Gurrieri, col sacrificio di Antonio Zocco, medico pneumologo che con lo stesso disincanto con cui ha accettato il disimpegno sarebbe pronto a restituirlo. Ma Nicosia vuole il Pd. Si vuole contare nell’arena con Digiacomo, Ammatuna e Calabrese. Altrimenti?

La rabbia di Fabio Nicosia: "Voterò Crocetta ma non il partito. Non vado via ma comincio la battaglia alla segreteria provinciale"
«Pensate che lasci il partito?- risponde l´interessato mal celando l’insoddisfazione- No, io sono un uomo coerente. Ma è chiaro che tutto l’impegno che il circolo di Vittoria stava per mettere in moto calerà di tensione. Voterò Crocetta, ma non so se fare votare il partito. Lascerò liberi i miei collaboratori, tenendo conto che in queste settimane di fermento elettorale avevo trovato un buon feeling con Peppe Calabrese. Il futuro? Comincia la battaglia per il rinnovamento della segreteria provinciale, di fatto già commissariata da Palermo nel momento in cui gli è stato impedito di votare le candidature ragusane». Salvo Zago è il destinatario del guanto di sfida lanciato da Fabio Nicosia.

Fatte le liste del Pd e Crocetta, mancano solo 3 donne
Manca l’ufficialità, che come detto arriverà all’ultimo secondo dell’ultimo minuto utile per non andare fuori termine. La lista che i maggiorenti del Pd regionale hanno in testa è: Digiacomo, Ammatuna, Calabrese, Annamaria Sammito e un’altra del gentil sesso, che non dovrebbe essere la solita «tappabuchi» (perché non lo merita) Venerina Padua. E passiamo alla lista del presidente Saro Crocetta: Dipasquale, Gurrieri, Zocco e due donne da individuare, giusto per rispettare le quote rosa. Questa è al 99% la sentenza della Commissione regionale del Pd. Ma in politica nulla è scontato fino alla ratifica delle liste; ipotesi fantascientifica, solo un intervento di Pierluigi Bersani potrebbe cambiare la decisione presa e non sancita dalla Commissione.

Aiello scalza Riccardo Minardo, che potrebbe candidarsi con Grande sud
E dal Pd alle altre coalizioni, che non stanno meglio dei democratici. Riccardo Minardo (nella foto con Digiacomo), che ha provato di tutto nella vita politica facendo il pendolare da Roma a Palermo, da Montencitorio a Palazzo Madama e a Sala d’Ercole, stavolta gli hanno parato sul sentiero una tagliola d’acciaio che è difficile schivare. Sulla sua strada c’è Francesco Aiello, che con Raffaele Lombardo sta vivendo una nuova passione politica. Allo «stato nascente», direbbe Francesco Alberoni. «Io sono disponibile- ha commentato con l’ineffabile aplomb che lo contraddistingue dai politici urlanti il buon Riccardo- ma è chiaro che se c’è Aiello entrerò in pausa di riflessione». Ma quale riflessione, onorevole Minardo, non c’è tempo: per Lombardo è già fuori: Il candidato-deputato potrebbe essere Aiello, che in caso di successo di Gianfranco Miccichè sarebbe riconfermato assessore all’Agricoltura, dove in 3 mesi ha fatto tanto di quel movimento che i suoi «pachidermi» predecessori non sono riusciti a fare in 4 anni. A meno che, sempre a sentire le voci beninformate dei corridoi, Riccardo Minardo non si candidi per Grande sud per restare nel giro e far vedere che lo zoccolo duro del suo elettorato non viene scalfito neanche dalle vicende giudiziarie. Ipotesi reale e tutt’altro che peregrina!

Giovanni Mauro finirà nel listino di Miccichè?
Il discorso su Francesco Aiello tira in ballo inevitabilmente l’altro vittoriese e deputato uscente Carmelo Incardona. Perché il destino dei due, dopo 10 anni di sfide sanguigne ai limiti del codice etico e penale, sembra essersi legato a doppio mandato durante l’ultima elezione comunale: Incardona secondo, Aiello terzo dopo il ballottaggio. Di Incardona si dice che sia stato già messo «bonariamente» fuori lista da Gianfranco Miccichè. Lo si capisce dal comunicato stampa in stretto «politichese» che leggeremo appresso. Si dice anche che Giovanni Mauro rientrerebbe nel cuore dell’ex delfino del cavaliere Berlusconi tanto da avere riservato un posto nel listino. E si dice anche che se Aiello dovesse diventare assessore di Micciché, Incardona potrebbe essere un sicuro direttore generale di peso alla Regione.

Il futuro di Carmelo Incardona
Dulcis in fundo, il comunicato stampa integrale diramato dall’ufficio stampa di Carmelo Incardona, che dice e non dice e lascia alla libera interpretazione del lettore. Ma spremendo un pochino le meningi qualcosa s’intuisce. «Il momento- scrive Incardona- impone di lavorare all´interno del partito». Sui rumors legati a una sua eventuale ricandidatura, Incardona precisa: «Attualmente – spiega l’onorevole Incardona – ritengo la scelta più giusta quella di impegnarmi con tutte le mie forze per la definitiva valorizzazione del progetto meridionalista lanciato dal leader Gianfranco Miccichè. Lavorerò pertanto in stretto contatto del presidente del partito Gianfranco Miccichè mettendo a sua disposizione le mie professionalità ed esperienze. Detto ciò, resto fermamente convinto che il progetto migliore per il rilancio della Sicilia sia quello proposto da Gianfranco Miccichè. Per questo motivo continuare a fare politica attiva per Grande Sud mi riempie d’orgoglio. Confido nella capacità politica e di sintesi del nostro leader Gianfranco Micciché, il quale, insieme a tutti noi, indubbiamente troverà quel quid necessario per esprimere una classe dirigente capace e consapevole».

Al servizio del partito di Miccichè
Se non abbiamo capito male, Incardona non sarebbe candidato. Metterà la sua professionalità ed esperienza a disposizione del partito di Micciché. Ma come detto sopra, in politica può accadere di tutto, perché i politici la notte non dormono: studiano strategie e alchimie da presentare al popolo sovrano. Si vince e si perde dopo, al cospetto dell’elettorato, che mai come in questa tornata sembra ben disposto a correre nell’urna per votare partiti, presidenti e candidati, considerata la svalutazione attuale della politica italiana.


Pronti? Via!
27/09/2012 | 12.52.15
Saro

La gente si arrabbia, dice che le facce sono sempre quelle, cambia il materiale con cui sono fatte (bronzo, parti anatomiche, materiali organici.....), ma sono sempre quelle. Io la penso diversamente; in fondo, i partiti presentano chi vogliono, ed io non mi scandalizzo nè mi stupisco. Mi fanno sorride certi elementi che ormai campano solo di politica e di incarichi, ma non mi stupisco. Ciò che mi stupisce è se la gente li vota. Allora si che mi stupisco, perchè non riesco più a comprendere il perchè delle lamentele. Se il popolo siciliano da tempo immemore ha scelto di essere succube e e servile nei confronti dei politici, invece di essere critico e capace di scelte di carattere, poi, di cosa si vuole lamentare? Se nella corsa alla pagnotta sperano di entrarci tutti, perchè poi lamentarsi? Coerenza o silenzio, grazie.


magnamagna
27/09/2012 | 12.48.11
attila

SBAFATORI A UFO, INCAPACI, DANNOSI, ARROGANTI, MENTITORI ABITUALI!


nupvo partito
27/09/2012 | 12.34.05
gamelann

Anzichè lamentarci di continuo,visto che le facce(o se preferite i ceffi) sono e saranno sempre le stesse(gli stessi),in quanto l´unica arma bianca a difesa dell´elettore è la matita che ti prestano il giorno delle votazioni.
Tanto una volta che saliranno al "trono" con 30.000 netti al mese non si ricordano nemmeno delle loro madri!
Riusciamo una volta per tutti a non votare,anzi meglio a firmare una proposta di referendum,bastano 500.000 fime, per inserire il quorum sulle regionali.
Io penso che gli indignati saremo molto di più di quella cifra!!altro che forconi!!


ma cosa vogliono ancora???
27/09/2012 | 11.19.27
paolo

Che bello vedere i nostri bei politici correre, e litigare per avere delle belle poltrone con il loro bel stipendio, come gridano, come ti cercano( per il voto ) e poi la solita minestra con le solite facce!!! ma loro pensano che la gente sia ancora cosi stupida da andargli dietro??? in tutti questi anni queste persone che si stanno ricandidando cosa hanno fatto per la nostra terra??? NULLA!!!! e per il discorso del m.u.o.s. che stanno installando a niscemi cosa hanno fatto per impedire questo scempio? NIENTE!!! andate tutti a casa pappomi che non siete altro, VERGOGNATEVI!!!!


Si continua....
27/09/2012 | 7.28.30
Il Criticone

Sempre le stesse facce, sempre gli sessi individui che cercano di continuare a mangiare alle nostre spalle. Eppure saranno in molti a essere rivotati; manca ai cittadini il coraggio per mandarli a casa una volta per sempre. E poi dicono che il nuovo avanza !!!!! Che schifo, che vergogna, che facce toste.