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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 346
RAGUSA - 22/09/2012
Politica - La direzione provinciale autoconvocatasi "sacrifica" Roberto Ammatuna"

Il Pd ragusano sceglie Calabrese, Digiacomo e Nicosia

Una telefonata di Lupo a Zago: «Hai fatto bene, le candidature di Ragusa saranno decise a Palermo oggi». Gianni Battaglia e altri 30 parlano di «decisione scandalosa». Il vittoriese Caruano va oltre definendo il comportamento della segreteria «autoritario e discriminante verso il candidato ipparino»
Foto CorrierediRagusa.it

Si è tenuta comunque a Ragusa, la direzione provinciale del Pd ibleo. Assente il segretario Salvo Zago, che aveva vietato il coordinamento su disposizione del segretario regionale, Lupo. Infatti sarà la direzione regionale a pronunciarsi anche sui nomi dei candidati iblei. Ma i ragusani non ci stanno, e chiedono, paradossalmente, democrazia, tramite un documento stilato ieri e mandato a Palermo.

I circoli Pd di Ragusa e Vittoria, un centinaio di persone in tutto, si sono riuniti ieri sera a Ragusa. Fronte comune contro quello che è ritenuto, un gesto arrogante, da parte della direzione Pd di Palermo. Il nodo resta sempre quello: stabilire definitivamente, considerato che il tempo è ormai agli sgoccioli, chi debba scegliere i nomi dei candidati iblei alle regionali.

Ragusa vuole Calabrese (nella foto), Nicosia e Di Giacomo, fuori quindi Ammatuna. Palermo vuole dentro Ammatuna, e sacrificherebbe uno dei due nuovi ingressi, Calabrese o Nicosia. Sui nomi dei tre uomini da candidare alle regionali, per la provincia di Ragusa, la guerra è all’ultima battuta.

L’ultimo passaggio, oggi, è la direzione del partito che si è svolta comunque, domenica sera, nonostante lo stop del segretario Zago, che l’aveva fermata su sollecitazione del corrispondente regionale Giuseppe Lupo. La direzione regionale, sabato, aveva invitato il partito ibleo a fermare qualsiasi iniziativa, e ad aspettare le decisioni da Palermo, che dovrebbero arrivare domani pomeriggio, dopo una riunione tra i vertici. Alla stessa riunione, però, avrà un ruolo da protagonista il documento prodotto ieri sera dai circoli di Ragusa e Vittoria, in cui si chiede il rispetto delle scelte che vengono dal basso.

Il pd provinciale, insomma, non vuole rinunciare alla sua prerogativa di indicare i nomi dei propri uomini, ed alza la testa. Dal canto suo, Palermo comincia ad avvertire qualche problema col candidato presidente Crocetta, che a furia di «saccheggiare», come lui stesso dice, uomini dalla destra e dal centro, riduce sempre più lo spazio per il partito democratico.

In merito alle divergenze fra Gianni Battaglia e il segretario Pd Salvo Zago, Battaglia ha voluto precisare: "I rapporti di amicizia fra me e Zago sono e restano saldi e solidi. Voglio solo rimarcare che su questa vicenda le nostre posizioni sono diverse".

Le candidature Pd
di Giuseppe La Lota

«Fermi tutti, sulle candidature della provincia di Ragusa decide la Direzione regionale oggi pomeriggio». La telefonata che stoppa Salvo Zago, che già aveva accolto la richiesta dei 30 «dissidenti» convocando la direzione provinciale per il pomeriggio, è di Giuseppe Lupo , segretario regionale del Pd. E Zago, ricevuto il diktat da Palermo, s’è affrettato a comunicare ai richiedenti la notizia dello stop. Ci andrà di mezzo un brutto pranzo domenicale! «L’incontro di direzione provinciale no si svolge. In accordo con la segreteria regionale, che ha approvato la condotta, non si rivoncocano gli organismi provinciali prima della Direzione regionale prevista per questo pomeriggio, alla quale parteciperò».

Quale sarà la reazione dei trenta, che hanno minacciato azioni eclatanti nel caso non fosse stata Ragusa a decidere e votare le 5 candidature del Pd? Si devono rassegnare, perché deciderà Palermo. Domanda al segretario provinciale Salvo Zago. Pippo Digiacomo, Roberto Ammatuna, Fabio Nicosia, Giuseppe Calabrese, Giancarlo Poidomani: a chi di questi 5 resterà il cerino in mano? «Io non fumo- risponde Zago per sdrammatizzare i toni, che al’improvviso s’è trovato avversario di Gianni Battaglia- di sicuro non a me. Considero le candidature tutte validissime, so di avere operato una buona condotta, come mi ha sottolineato anche il segretario Lupo. Deciderà Palermo».

La situazione, ironia a parte, rimane molto tesa. A naso, anche se nessuno lo conferma, considerato che Poidomani potrebbe farsi da parte per conto suo, si avverte un strategia: estromettere dal gioco il pozzallese Roberto Ammatuna, due legislature alle spalle, ritenuto l’anello più debole dopo i risultati delle elezioni comunali a Pozzallo. Ma nel Partito democratico non c’è norma che vieti la riconferma degli uscenti se non c’è caso di incompatibilità morale o altro. Gli uscenti vengono riconfermati.

Detto questo, poiché a Ragusa non troveranno l’accordo su chi candidare neanche per il 28 novembre, ecco che Palermo avoca a sé la patata bollente e decide domani. A decisione presa, chi l’accetta va avanti, chi non ci sta può anche annunciare di lasciare il partito così come ha minacciato.

ERA SUCCESSO SABATO POMERIGGIO
Pd, nasce la fronda contro segretario Salvo Zago accusato di non decidere su candidature

Come ai vecchi tempi! La maretta dei giorni scorsi è diventata maremoto. Tsunami. Il Pd litiga e non decide. Rinvia. Ma il tempo è scaduto. E mentre gli avversari sono già al «porta a porta» elettorale, i democratici si sfidano e non decidono. Urla, accuse, nocche sul tavolo, sedie in aria, e dopo 5 ore di caos, la Direzione provinciale del Pd decide di affidare alla Direzione regionale la decisione di scegliere i 5 candidati del Pd ragusano per le regionali. Che siano Lupo, Cracolici e Lumia, i maggiorenti siciliani, a decidere se Fabio Nicoisa, Pippo Digiacomo, Roberto Ammatuna e Peppe Calabrese possono candidarsi. Decidano anche dove mettere le due donne «quota rosa» a complemento della lista. Salvo Zago (nella foto a sinistra con Pippo Digiaocomo) che prima era considerato l’uomo della mediazione vincente, è adesso messo sott’accusa da 30 componenti su 60 che formano il parlamentino del partito. Lo accusano di essersi schierato a favore del concittadino Digiacomo contro i vittoriesi.

La Direzione provinciale è finita da poco nella bagarre e Gianni Caruano, invia sms di fuoco preannunciando anche scissioni traumatiche: «Che il delegato regionale e la presidenza del Pd di Ragusa prefigurino di poter negare la candidatura di un vittoriese nella lista del Pd per le regionali è inaccettabile. Forse si vuole lasciare campo libero a qualche amico? Si vuole penalizzare la città con il maggior numero di iscritti? Si vuole avvertire il gruppo dirigente? Si vuole sancire la discriminazione più volte e in varie forme tentata? La segreteria provinciale non ha più la mia fiducia né quella del Pd vittoriese. Impedire la libera espressione è il segno di una ida di partito autoritario e tradisce i principi e le idee di democrazia e partecipazione che dovrebbe invece difendere. I vittoriesi del Pd si sono autoconvocati, decideranno domani difendersi da questa prevaricazione inaudita».

Ma il bello viene dopo. Leggere che Gianni Battaglia firma un documento contro Salvo Zago è incredibile, soprattuto per i rapporti che si sono stati fra i due. Perché Zago anziché decidere e consentire il dibattito e il voto di una mozione, ha rinviato tutto, se n’è lavato le mani, come aveva preannunciato Fabio Nicosia.

Gianni Battaglia e un nutrito gruppo di dirigenti del Pd piuttosto autorevoli hanno redatto un documento dai toni forti contro Salvo Zago. Nel documento si parla di decisioni scandalose e di mancato rispetto della democrazia e si chiede una convocazione urgente per domani, della direzione Pd, a Ragusa. Questo il documento: «Preso atto della ingiustificata e unilaterale interruzione della direzione provinciale da parte del segretario Zago, il quale non ha accolto né posto in discussione la seconda parte della mozione d´ordine circa la necessita ed opportunità politica di determinare la volontà del PD sulla scelta dei candidati nella provincia di Ragusa alle prossime elezioni regionali; i sottoscritti componenti della direzione provinciale e assemblea provinciale ritengono scandalosa la decisione di non far votare all´organismo dirigente nemmeno la mozione che era diretta a mettere il partito nelle condizioni di determinare una propria scelta ed un proprio indirizzo politico sulle, proposte di candidatura formulate dai vari circoli territoriali. Poiché questa presa di posizione da parte del Pd provinciale non è affatto rispettosa per la democrazia in generale e di quella del nostro partito, ai sensi dello Statuto Regionale si chiede la convocazione straordinaria e urgente della direzione e dell´assemblea provinciale per domani 23 settembre alle ore 16 nella sede della Federazione».

I firmatari del documento sono: Gianna Micieli, Anna Mezzasalma, Angela Barone, Alessandro Tumino, Giancarla La Cognata, Riccardo Schininà, Eliana Cavalieri, Giovanni Lauretta, Angela Latino, Marco Moltisanti, Francesca Schembari, Roberto Lo Franco, Chiara Frasca, Giovanni Frasca, Giuseppe Calabrese, Gianni Battaglia, Maria Criscione, Giulio Branchetti, Giovanni Caruano, Giovanni Denaro, Salvatore Di Falco, Nadia Fiorellini, Agata Iaquez, Giovanni Macca, Roberto Moscato, Fabio Nicosia, Debora Salvo, Pina Spataro, Andrea Lo Vento.

Sarà dunque un’altra domenica di passione per il Pd, dilaniato da lotte intestine per esprimere i nomi dei 5 candidati: 3 uomini e due donne. La guerra è tutta al maschile. Chi dovrà gettare la spugna a poche ore dalla scadenza fra Digiacomo, Ammatuna (uscenti), Nicosia, Calabrese e Poidomani? Una lista fortissima che rischia di farsi male da sola. L’unica soluzione potrebbe essere data dalla deroga al vincolo che impedisce ai dirigenti di partito di candidarsi nella lista Crocetta. Che Calabrese non accetta per non strusciarsi con il nuovo «alleato e compagno» di partito Nello Dipasquale e che Nicosia rifiuta per non andare a fare il gregario all’ex sindaco di Ragusa.


IL BUIO SOTTO IL SOLE.
27/09/2012 | 1.23.53
Simone


Si legge che il PD ragusano, è travolto da violente diatribe, su quali candidati scegliere e a discapito di chi.
Non si tratta di scegliere chi è meglio tra Ovidio e l´Orazio o tra Dante o Petrarca.
Il contendere ragusano, riguarda chi candidare tra Roberto Ammatuna e Fabio Nicosia.
Il primo ci sembra un degno figurante del giochino delle tre carte, nella quale vuole vincere anche quando perde (gli elettori di Pozzallo, quattro mesi fa, l’hanno sonoramente trombato);
Il secondo, Fabio Nicosia, sospinto dal suo nobile pedigree familiare, e spalleggiato da suo fratello Giuseppe, sindaco di Vittoria, rivendica una poltrona all’ARS, intendendo la politica, come un affare di famiglia.
Quindi, comunque vada, nulla di grandioso: il buio sotto il sole


Falsa democrazia
24/09/2012 | 10.05.27
Sabra

Spacciare per democrazia una votazione pilotata sicuramente scaturita da accordi precedenti è il colmo. Ma quando la smetterete di pensare che la gente sia così stupida da non capire le vostre mosse che mirano sempre e solo ad interessi personali.


Come sempre....
24/09/2012 | 7.41.00
Il Criticone

Gli inviti per la grande abbuffata vengono fatti dagli amici e dagli amici degli amici....


L´ARMA SEGRETA
23/09/2012 | 22.22.02
attila

Se l´obbiettivo dei vittoriesi era quello di fare fuori Digiacomo, sappiate che lui ha un´arma segreta imbattibile: IL DIGIUNO.
Un´arma davvero imbattibile, come la celebre sceneggiata per la fantomatica apertura dell´aeroporto...
E´ in grado il vittoriese di fare sceneggiate come le sue? No, lui è specializzato solo nel beach volley!


Democrazia
23/09/2012 | 19.50.43
cinque stelle

Una votazione tipo primarie, no. Perché non sono gli iscritti a decidere il suo rappresentante nella regione visto le troppe canditature!
Anche questa è democrazia, la maggioranza ha sempre ragione