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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1219
RAGUSA - 04/03/2008
Politica - Ragusa - Definito "inconcepibile" quanto deciso a porte chiuse

Politiche: il Pd frettoloso ha tagliato fuori Ragusa e Siracusa

Ad accendere la miccia gli on DeBenedictis e Zappulla Foto Corrierediragusa.it

La fretta è cattiva consigliera, o se vogliamo, la gatta frettolosa fece i gattini ciechi. Ci sono un sacco di antichi modi di dire per dare una giustificazione ironica a quanto successo in queste ore nelle stanze «blindate» del PD nazionale.

Blindate come le liste che Franceschini ha definito immodificabili. Certo è che di fretta, i «capi» romani, ne hanno avuta un po’ troppa nel definire le liste di tutte le regioni in sole 4 ore e con una settimana di anticipo. Vero è anche che Roma è Caput Mundi, ma sicuramente non è mai stata molto carismatica in Sicilia. Infatti, la palese discriminante verso la nostra Regione, non ha tardato a mostrarsi anche da parte dei nuovi volti del PD ( quasi nuovi). Tant’ è che di veramente innovativo fino ad oggi, c’è solo l’esclusione di nomi considerati i capisaldi del centro sinistra.

E la cosa a quanto pare, non intacca solo la dignità della Sicilia, ma da quanto apparso su tutta la stampa nazionale, malcontenti e malumori si registrano in tutta la penisola. Certo, nella Sicilia orientale, non compare direttamente Fassino, volto vecchio dei Ds, ma, come se non avesse nulla a che vedere con lui, compare la sua consorte.

Pazienza, è una quota rosa! Per contro, una delle teste d’ariete della Sicilia, la senatrice Anna Finocchiaro, viene catapultata al centro dell’ Italia: l’ Emilia Romagna! Bella campagna elettorale! Forse la Finocchiaro gode del dono dell’ubiquità secondo il signor Veltroni, perché mentre è impegnata nella grande sfida contro il centro destra in Sicilia, contemporaneamente si cerca voti in Emilia Romagna.

Non era più corretto candidare un emiliano? Insomma di queste cose confuse , se ne registrano tante. Magari, sarebbe stato più opportuno ascoltare veramente le indicazioni dei territori, anzicche fare nomi solo per una burocratica facciata. E arriviamo in provincia di Ragusa. I dodici coordinamenti cittadini dei comuni iblei, avevano espresso unanimemente il nome del coordinatore provinciale come candidato da mettere in posizione utile. Anche le altre province si sono mosse così, sotto indicazione di Veltroni. Allora, perché non rispettare le scelte locali che sarebbero state sicuramente molto più indicative , precise e rappresentative?


IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Elezioni politiche: liste PD in Sicilia inadeguate. Vertici nazionali e regionali del partito si assumano la responsabilità delle loro scelte escludendo nomi d’eccellenza che rappresentano le province di Ragusa e Siracusa. Il segretario regionale del PD, ed il suo vice, devono dimettersi immediatamente. Ad accendere la polemica, l’onorevole Roberto DeBenedictis (nella foto), PD di Siracusa, la Sinistra Giovanile di Comiso e l’onorevole Zappulla del PD di Siracusa.

Hanno suscitato notevoli perplessità ed anche polemiche immediate, le decisioni del tutto veltroniane, sulle candidature nelle liste per le elezioni politiche. Si sapeva che il segretario nazionale del PD, si sarebbe riservato il 30% di gente « sua» da candidare, ma sicuramente nessuno si sarebbe aspettato che Veltroni, cancellasse completamente dalla rappresentanza, le province di Ragusa e Siracusa che, peraltro, sono le province che hanno un contenitore maggiore di voti, grazie ai politici che le hanno sempre rappresentate. Infatti a tal proposito interviene l’onorevole DeBenedictis ( SR ) del PD, con una nota molto forte:

«Ci sono momenti in cui bisogna ammettere verità che fanno male: le liste del Partito Democratico in Sicilia per il parlamento nazionale sono inadeguate, in certi casi offensive, comunque sbagliate». Lo dice Roberto De Benedictis, deputato regionale del PD.

«La questione delle deroghe ? aggiunge - non sia una foglia di fico: sono rimasti fuori nomi illustri, per far posto ad illustri sconosciuti. Per non parlare dello scandalo di Siracusa e Ragusa, che sono senza rappresentanti al Parlamento. I primi responsabili di questa situazione sono il segretario nazionale, il segretario regionale e il suo vice, peraltro tutti candidati. A questo punto esiste una sola possibilità per rimediare: intervenire prima della presentazione ufficiale delle liste. Altrimenti ? conclude De Benedictis - i vertici del PD si assumeranno fino in fondo la responsabilità di un disastro annunciato».

Ma DeBenedictis, non è il solo a lanciare la provocazione. Interviene nella polemica anche la Sinistra Giovanile di Comiso che, come ovvio, prende le difese dell’onorevole Salvo Zago che ad oggi, è uno dei grandi esclusi dalla competizione. La SG, dichiara di essere alquanto stupita dalla scelta di Veltroni, ed anche notevolmente amareggiata per l’esclusione di un politico come Zago che, oltre ad avere una esperienza quarantennale, è stato sempre un degno rappresentante ed uomo di punta del partito in tutta la provincia di Ragusa. Il segretario cittadino della Sinistra Giovanile, Biagio Guastella, segue la scia di DeBenedictis, affermando che , se si escludono nomi forti come quello di Salvo Zago, di certo e di scontato ci può essere solo una plateale sconfitta almeno in queste due province. Guastella va anche oltre, dichiarando che è intollerabile anche la candidatura della Finocchiaro, nelle liste dell’ Emilia Romagna. La Finocchiaro, conclude Guastella, è un soggetto politico « Siciliano», e quindi deve restare a 360 gradi, in Sicilia.

Infine, ancora più caustico, l’onorevole Zappulla (PD Siracusa) che chiede addirittura le dimissioni del segretario regionale del PD.

« Ciò che temevo si è avverato: le liste elettorali definite a Roma per la Sicilia sono un disastro. Basta scorrerle per capire che si sono consumati scambi, compromessi e forzature gravissime e pesanti a danno del partito siciliano e dei territori.

Una miscela di candidature di stampo feudale, presenze esorbitanti e stravaganti esterne alla Sicilia hanno determinato la inaccettabile conclusione della esclusione della provincia di Siracusa e di altre importanti realtà siciliane. Dopo 65 anni di storia democratica la provincia di Siracusa e di Ragusa, la provincia più ulivista e di sinistra della Sicilia, non avranno una rappresentanza parlamentare nazionale. E a scieglierlo non saranno gli elettorali ma un tavolo verticistico nazionale.

Un simile disastroso risultato ha tante responsabilità ma la più evidente, grave e clamorosa è quella della Segreteria Regionale. Genovese e Russo devono dimettersi, non possono continuare a rappresentare il partito siciliano dopo avere consentito con la loro complicità che si consumassero simili misfatti e umiliazioni. Auspico, pertanto, che dall’intera Sicilia si alzi forte la voce dei militanti e degli elettori per chiedere le dimissioni dei vertici del partito regionale. A Veltroni chiedo di prendere atto che le liste siciliane sono assolutamente inadeguate a rappresentare la Sicilia e a consentire quella necessaria, straordinaria mobilitazione e competizione elettorale nazionale e regionale. «