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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1054
RAGUSA - 20/05/2012
Politica - Il neo commissario provinciale pronto a mettersi al lavoro

Le emergenze di Giovanni Scarso: bilancio, aeroporto e la Rg-Ct

Il commissario: «Tutta la mia esperienza la servizio della Provincia. Mi sento metà tecnico e metà politico»
Foto CorrierediRagusa.it

Prefetti, deputati, ex deputati, amici, veri e riscoperti, giornalisti, lo chiamano tutti. E a tutti risponde, col tono formale o confidenziale adatto all’interlocutore che sta dall’altra parte del cavo: «Eccellenza, grazie… Carissimo, grazie del pensiero, ma quale anziano, questo incarico farà bene alla mia salute». Il telefono di Giovanni Scarso (foto), neo commissario alla Provincia di Ragusa, non aveva ricevuto chiamate così insistenti e numerose neanche per gli eventi più importanti che gli sono capitati in tutta la vita. Gli ipercritici guardano la carta d’identità: 1935? L’alternativa era l’ex giudice Severino Santiapichi che di anni ne ha dieci di più, oppure un burocrate della Regione siciliana, in missione di lusso a Ragusa per un anno, salvo complicazioni, tutto spesato, vitto, alloggio e relax compreso.

L’avvocato Giovanni Scarso commissario alla Provincia lo hanno voluto tutti i deputati iblei, opportunamente responsabilizzati dal governatore Raffaele Lombardo. Loro hanno detto sì e Lombardo ha dato l’ordine di firmare all’assessore Caterina Chinnici. Un gradimento bipartisan, da Digiacomo a Leontini, da Ammatuna a Riccardo Minardo, da Ragusa a Incardona. Perché Giovanni Scarso ha un curriculum di tutto rispetto. Direttore del Consorzio di bonifica di Acate, magistrato tributario per 37 anni, vice procuratore onorario presso il Tribunale di Ragusa dal 1997 al 2007. E anche giornalista pubblicista da 30 anni, qualifica che gli è valsa una medaglia dall’Ordine regionale.

Tutta questa la parte tecnica. E anche quella politica non è da meno. Per 13 anni Scarso è stato segretario provinciale della Democrazia cristiana, anzi, è stato l’ultimo segretario che ha chiuso per sempre la sede del partito nel 1993, quando il ciclone tangentopoli spazzò via il marciume che si era accumulato in Italia. Chissà come sarebbero contenti quelli che lui chiama i suoi maestri della politica, Vincenzo Giummarra e Giuseppe Scifo, uno ex presidente della Regione e l’altro il più longevo presidente della Provincia, vederlo seduto, sia pure per un breve mandato, al primo piano del palaccio tutto cemento e vetri di viale del Fante. «Mi piace ricordarli- afferma il commissario Scarso- sì Giummarra, Scifo ed Neli Giudice sono stati dei veri maestri della politica, per me e per tante generazioni».

Al di là dell’entusiasmo giovanile che riconosciamo all’avvocato Scarso, diciamolo subito, non sarà una passeggiata traghettare l’ente verso nuovi orizzonti entro un anno: abolizione, cosa improbabile, accorpamento o ristrutturazione. Il primo scoglio per il commissario sarà l’approvazione del bilancio entro il mese di giugno, già redatto dai predecessori ma senza risorse, perché gli inquilini di viale del Fante prima di sloggiare hanno fatto persino la «scarpetta» nel piatto, sebbene il galateo lo vieti assolutamente!

Avvocato Scarso, che commissario sarà?
"Un po’ tecnico e un po’ politico, perché ho esperienza in entrambi i ruoli".

Bilancio a parte, quali sono le emergenze?
"Quelle di sempre, purtroppo, per le quali comincerò ad impegnarmi: il raddoppio della Ragusa-Catania, l’aeroporto, la crisi agricola".

Lei sa tutto della Prima Repubblica e conosce bene la seconda. Qual è la differenza?
«Sono onorato di avere avuto maestri come Giummarra, Scifo e Giudice. Erano altri esempi. Erano incarnati nei partiti, oggi i partiti sono in crisi, in disfacimento. E questo è un danno».


Un galantuomo al posto giusto
22/05/2012 | 21.12.34
sergio arezzo

La scelta dell´Avv. Giovanni Scarso per un ruolo tanto delicato ed importante rallegra sinceramente coloro che ne riconoscono la grandissima drittura morale,l´innata simpatia, signorilità e disinteresse che, unite ad una indiscutibile preparazione, ne fanno un modello esemplare per coloro che ambiscono a gestire incarichi pubblici. Se si considera un politico, allora lui è certamente in grado di rivalutare l´immagine degradata dei nostri amministratori.