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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 553
RAGUSA - 01/03/2012
Politica - Il presidente della provincia furente dopo quanto deciso dall’Ars

Commissariata la provincia di Ragusa. Antoci non ci sta

A Ragusa arriverà il Commissario fino a quando non sarà varata una nuova legge che affidi le nuove competenze alle province. Il nuovo commissario potrebbe essere l’ex magistrato Severino Santiapichi
Foto CorrierediRagusa.it

In relazione alla legge approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana che prevede di riformare le Province in un successivo ddl da approvare entro la fine dell’anno, è stata inserita la norma del commissariamento delle province di Ragusa e Caltanissetta. A tal proposito il presidente della Provincia Franco Antoci (foto) dichiara: «L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato una ‘leggina’ per commissariare, alla scadenza del nostro mandato, la provincia di Ragusa. Un provvedimento di poche righe che con atteggiamento volutamente rinunciatario rimanda a data da destinarsi l’adozione di una legge organica sulle province regionali, avvalendosi dell’autonomia che il nostro Statuto ci dà. Invece, dopo mesi di tiramolla in cui si è proposto e detto di tutto e di più, dalla riproposizione dei liberi consorzi, al rinnovo con elezioni degli Organi democratici, al recepimento della legge Monti e così via dicendo, la montagna ha partorito il topolino (leggasi commissariamento della provincia di Ragusa).

Devo esprimere il mio apprezzamento per i 10 deputati (in particolare i deputati parlamentari iblei Ammatuna, Incardona e Ragusa) che sono intervenuti per difendere il diritto della nostra provincia ad essere governata da amministratori eletti da commissari e vice commissari e poi coerentemente hanno votato contro un provvedimento che, ripeto, si caratterizza, per il rinvio delle elezioni e per l’invio di un commissario applicando una legge che prevede tutt’altra fattispecie (scioglimento o decadenza degli organi) ch’è quella della scadenza naturale.

L’on Leontini si è affannato a dire che con questa legge non si recepisce ‘tout court’ il decreto Monti e si salveranno così le province. Io vorrei rispettosamente far osservare che l’articolo 1 della legge approvata inizia dicendo «spettano alle Province regionali funzioni di indirizzo e di coordinamento delle attività dei comuni nella materie e nei limiti fissati dalla legge»: Le funzioni di indirizzo e di coordinamento non sono certamente quelle gestionali che le Province hanno oggi ma assomigliano in fotocopia a quelle della legge Monti. Questa è certamente una grande vittoria del presidente Lombardo, ma è l’ennesima beffa e sconfitta per una comunità che dalla Regione si sarebbe aspettato molto di più. E che invece dai distretti turistici, al centro di ricerca di contrada Perciata, all’Università e alle infrastrutture ha avuto solo penalizzazioni e colpevoli ritardi.

Nella mia valutazione vi è una grande amarezza: avrei voluto dopo 10 anni spesi per questa comunità passare il testimone ad un altro presidente ‘eletto’ ed invece, dopo aver ricevuto le consegne da un commissario, dovrò passarle ad un altro commissario.

L’on Ardizzone, intervenendo durante il dibattito in aula, ha parlato di un atto di ‘banditismo istituzionale’, atto che ha trovato il modo di inserire una deroga per il consiglio provinciale di Caltanissetta e addirittura un’altra per consentire ai medici primari di potersi candidare alle prossime elezioni amministrative.

In queste settimane che restano prima della fine del mandato ci spenderemo per completare le opere e gli atti in itinere, sperando poi che un commissario attento possa non far disperdere, quello che con tanta forza, abbiamo cercato di costruire in questi dieci anni».

LA PRESA DI POSIZIONE DI LEONTINI CHE RISPONDE AD ANTOCI
«Ribadisco la mia personale soddisfazione per una legge che impedisce la soppressione degli Enti Provincia in Sicilia, sconfiggendo la linea Lombardo-Cracolici, impegnando l´Assemblea Regionale ad approvare un successivo ddl che riordinerà le Province attribuendo loro maggiori competenze dismettendo vecchi e dispendiosi organismi regionali».

Lo dichiara l´on Innocenzo Leontini, presidente del gruppo parlamentare Pdl all´Ars, all´indomani del voto d´aula che permetterà di abbattere i costi della politica, mantenendo i livelli di rappresentanza democratica dei cittadini siciliani. Per quanto riguarda, però, la Provincia Regionale di Ragusa, Leontini aggiunge: «Voglio sottolineare, come d´altra parte ho già fatto a Sala d´Ercole, che il commissariamento previsto a Ragusa è improprio.

Infatti – spiega il capogruppo del Pdl - il primo comma dell’articolo 145 del nostro ordinamento degli Enti locali parla di commissariamento quando, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, viene dichiarata la decadenza del Consiglio Provinciale e della Giunta in particolarissimi casi (per esempio quello della infiltrazione mafiosa) decretandone quindi lo scioglimento. Nella fattispecie ragusana, tuttavia, il Consiglio e la Giunta arriveranno a scadenza naturale e la legge non conoscerebbe altra conseguenza se non le elezioni. Mi auguro che il Commissario dello Stato possa impedire che si ricorra all´istituto del commissariamento, non esistendo le condizioni di scioglimento del Consiglio e della Giunta, consentendo ai cittadini della provincia iblea di poter avere l´opportunità democratica che spetta loro per legge permettendo che si svolgano regolari elezioni».

«In merito alle dichiarazioni del Presidente Antoci, invece – aggiunge ancora Leontini – mi corre l´obbligo di fargli notare, con lo stesso rispetto con il quale egli ha fatto in un comunicato, che l´art. 1 della legge è sostanzialmente diverso da quello che viene citato nella sua nota: ´Nel quadro di un riassetto complessivo delle funzioni amministrative, spettano alle Province regionali funzioni di indirizzo e di coordinamento delle attività dei comuni nelle materie e nei limiti indicati con legge regionale entro il 31 dicembre 2012´.

Antoci ha omesso due importanti parti dell’articolo, dalle quali si evince chiaramente che le province mantengono funzioni amministrative nell´ambito delle quali saranno successivamente normati i compiti di coordinamento delle attività dei comuni. Nel secondo articolo, poi, si descrive distintamente che in un seguente ddl saranno ridotti del 20% i componenti di Consigli e Giunte. Il che significa che essi rimarranno e che il decreto Monti è stato respinto. Nei prossimi mesi, quindi, l´Assemblea Regionale sarà impegnata nella stesura di un nuovo ddl che assegnerà nuove competenze alle Province.

Riguardo poi alla preoccupazione di Antoci di dover ´passare il testimone´ ad un commissario piuttosto che ad un nuovo Presidente eletto democraticamente, mi dispiace far notare che le sue dichiarazioni fanno passare un messaggio errato, cioè quello che la democrazia in provincia di Ragusa viene sospesa. Questa sì che sarebbe stata una vittoria di Lombardo. Fortunatamente non è così, ma nella peggiore delle ipotesi le elezioni saranno rimandate solo di un anno».

«Senza l´impegno del sottoscritto e dell´intero gruppo del Popolo della Libertà all´Ars – conclude Leontini – si sarebbe verificato ciò di cui si lamenta Antoci poiché il prossimo presidente della Provincia sarebbe stato eletto dai Consiglieri Comunali piuttosto che direttamente dal popolo».

L´OPINIONE DI ZAGO
Il segretario provinciale Salvo Zago interviene in merito alla decisione dell´Ars di rinviare al 2013 il voto amministrativo per la Provincia Regionale di Ragusa e di Caltanissetta e di nominare nel contempo un commissario per la gestione della fase della vacatio.

«Il rinvio della tornata elettorale, in attesa che si chiarisca il dibattito su come devono essere modificate le «istituzioni-province» in tutta Italia – afferma Zago - può considerarsi una decisione comprensibile anche se non del tutto condivisibile. Non spetta certamente a noi opinare sulla necessità o meno di uno spostamento, considerata la situazione attuale. Quello che ci chiediamo invece è il perché si debba arrivare alla scadenza del 2013 con una gestione commissariale anziché con la proroga degli attuali organismi. Cosa c´entra in questa fase il commissario e con quale motivazione si può giustificare il fatto che non debbano essere gli attuali organismi, il presidente e il consiglio provinciale, democraticamente e direttamente eletti dal corpo elettorale ibleo, a proseguire regolarmente il loro mandato fino alla scadenza?

Già lo scorso dicembre ci eravamo espressi in merito e avevamo indicato chiaramente la nostra posizione in merito, avanzando la proposta di prorogare gli attuali assetti provinciali proprio per evitare un commissariamento che rischia di sperequare i cittadini iblei rispetto a tutti gli altri cittadini siciliani - rispetto anche agli stessi cittadini della provincia di Caltanissetta che si vedono mantenuto il consiglio provinciale che affiancherà il commissario - gli unici quindi a venire privati della possibilità di amministrare direttamente, tramite i loro rappresentanti democraticamente eletti, e in quanto tali direttamente responsabili davanti all´elettorato.

Peccato, - conclude Zago – peccato perché il provvedimento licenziato dall´Ars comunque mantiene le province come enti locali di primo livello, mantenendone anche le modalità elettive; mentre, come si sa, in una fase precedente si pensava alla loro abolizione. Ecco perché lo spostamento delle elezioni può essere comprensibile, in attesa altresì del riassetto complessivo delle funzioni amministrative e di quanto evolverà a livello nazionale oltre che regionale, ma la rinunzia alla proroga per il commissariamento è del tutto sbagliata e inaccettabile, in quanto lesiva delle garanzie e dei diritti democratici della popolazione iblea».

IL J´ACCUSE DI RAGUSA
L’on Orazio Ragusa denuncia ciò che è avvenuto all´Ars in occasione dell´approvazione della norma che commissaria la Provincia di Ragusa, adesso in scadenza, senza introdurre la riforma organica degli enti intermedi.

"Mi ero opposto, già in occasione della riunione della Prima commissione all’Ars, all’ipotesi di commissariamento della Provincia di Ragusa e sono molto rammaricato per quanto è avvenuto".

"La decisione assunta dall´Assemblea regionale siciliana, con un voto trasversale, è scandalosa ed è frutto del modo meno nobile di concepire la politica ed il ruolo delle pubbliche istituzioni".

SALTANO LE ELEZIONI PROVINCIALI DI MAGGIO
Non ci saranno elezioni provinciali a Ragusa in primavera per il rinnovo dell’ente di viale del Fante. Tutto rinviato a una nuova legge che l’Ars dovrà varare entro il 31 dicembre 2012. E’ l’ultima novità giunta da Palermo, dove l’Assemblea regionale, approvando una norma che non riconosce il decreto Monti (che voleva la Provincia di Ragusa un ente di secondo livello), rinvia alla fine dell’anno l’approvazione di una nuova legge del Parlamento regionale con la quale saranno assegnate le nuove funzioni amministrative alle province regionali, garantendo l’elezioni a suffragio universale del presidente della Regione.

A Ragusa, dunque, arriverà il commissario, che potrebbe essere Severino Santiapichi, il quale gestirà l´amministrazione senza il supporto del consiglio provinciale, in scadenza di mandato; cosa diversa a Caltanissetta, dove il commissario coabiterà con il consiglio che rimane in carica in quanto non in scadenza. La norma è stata approvata con 57 voti favorevoli, 10 contrari tra cui il gruppo Udc e 3 astenuti. Nella norma approvata non c’è l’incompatibilità tra la carica di sindaco e la professione del medico per quei comuni sopra i 28 mila abitanti.

LE REAZIONI
L´Ars ha approvato la legge che salva le Province siciliane in scadenza, facendo slittare il voto per il rinnovo a Caltanissetta e Ragusa. Alla luce della riforma voluta dal Governo Monti, il testo ne prevede infatti il commissariamento fino alla primavera del 2013. Sono stati 57 i voti favorevoli, 10 i contrari, 3 gli astenuti.

"La legge approvata in Aula salva le Province siciliane e respinge la linea favorevole al recepimento secco del decreto Monti, che fa venir meno le Amministrazioni provinciali", spiega il capogruppo del Pdl Innocenzo Leontini.
"Il ddl 860, approvato in Commissione Affari Istituzionali dell´Ars, e portato in aula, prevedeva un´integrale riproduzione di tutti i commi del decreto Monti - continua -, rappresentando un allineamento della Sicilia alle modifiche apportate in sede nazionale e finalizzate alla eliminazione delle amministrazioni provinciali, che non sarebbero piu´ state votate dal popolo ma che, mantenendo solo funzioni di coordinamento e di indirizzo delle attivita´ dei comuni, sarebbero state elette, in elezioni di secondo livello, dai consiglieri comunali e tra i consiglieri comunali".

"Il testo votato in aula - spiega Leontini -, mantiene le Province, le loro funzioni amministrative, le modalita´ elettive di primo livello, direttamente dal popolo, e rinvia ad un successivo ddl per il riordino degli organi di governo, per la riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori (indicata nella misura del 20%) e per la conseguente riduzione della spesa, e possibilmente per un trasferimento agli enti cosi´ riformati, di competenze importanti derivanti dalla dismissione di dispendiosi organismi regionali", "si tende ad abbattere i costi della politica, mantenendo i livelli di rappresentanza democratica".

Per Leontini "viene sconfitta cosi´ la linea di Lombardo e Cracolici, che avevano consegnato a un ddl a firma dello stesso capogruppo Pd, il recepimento della norma Monti e la conseguente eliminazione delle Province siciliane".
"Non solo abbiamo assistito all´approvazione in aula di un documento sulla riforma delle province che offende l´operato di questa assemblea ma, la cosa ancor piu´ grave, abbiamo visto inserire e approvare a sorpresa una norma che rimuove quei criteri di incompatibilita´ tra incarichi politici e amministrativi e mondo sanitario", commenta il capogruppo dell´Udc, Giulia Adamo.

"L´Udc per il Terzo Polo - continua - e´ stato l´unico gruppo a Sala d´Ercole a votare compatto contro questa legge. L´esecutivo regionale nonostante le competenze specifiche e il tempo a sua disposizione, invece di presentare una riforma organica delle province, ha portato l´ennesima proposta di commissariamento che tanto sembra dilettare e interessare il presidente Lombardo".

Per il pidiellino Salvo Pogliese "la strada imboccata e´ buona: quella grazie alla quale si avra´ un risparmio di spese riducendo di almeno il venti per cento il numero dei consiglieri e degli assessori e sopprimendo, contestualmente, alcuni enti di sottogoverno che rappresentano la vera anomalia del sistema politico istituzionale".

"Con il voto di stasera al ddl sulle funzioni delle province, il parlamento regionale ha evitato una soppressione acritica di questi enti territoriali, salvaguardando peraltro il sistema democratico di elezione a suffragio universale piuttosto che introdurre un sistema di elezione di secondo grado in cui la casta avrebbe indicato vertici e componenti dei consigli privilegiando magari amici, parenti e trombati", affermano Rudy Maira, capogruppo dei Popolari di Italia domani all´Assemblea e i deputati Toto Cordaro, Marianna Caronia e Toto´ Cascio.

"Va detto comunque che la legge votata stasera si inquadra in una necessita´ di razionalizzazione dei costi della politica ed apre ad una riforma organica con un vero taglio agli sprechi che dev´essere indirizzato verso altri enti territoriali che talvolta, nel complesso, hanno costi ben piu´ elevati ed insostenibili, e che quindi debbono essere inglobati nelle stesse province".
"La decisione assunta dall´Assemblea regionale siciliana, con un voto trasversale, con la quale si eliminano le incompatibilita´ per l´elezione a sindaco di primari e medici convenzionati e´ non solo scandalosa, ma anche immorale", afferma il presidente dei senatori dell´Udc e coordinatore regionale del partito, Gianpiero D´Alia.

"Essa - aggiunge l´esponente centrista - e´ frutto del modo peggiore di concepire la politica ed il ruolo delle pubbliche istituzioni. Questo voto e´ il risultato di uno squallido inciucio tra Pd, Pdl e altri pezzi dell´attuale maggioranza di governo", "un´Assemblea che vota una legge di questo tipo dovrebbe essere sciolta in 24 ore".

"Altrettanto vergognosa - continua D´Alia - e´ l´approvazione della norma in contrasto con lo Statuto siciliano e con la Costituzione, che commissaria le Province in scadenza, senza introdurre la riforma organica degli enti intermedi cosi´ come prevista dal governo Monti".


NON CI STA? E CHI SE NE FREGA!
03/03/2012 | 12.29.44
giovannino

Non ci sta, perché si è pappato per dieci anni l´indennità di presidente, ma ora per consolazione gli ridaranno anche il vitalizio di ex deputato per aver fatto, in soli due anni (1992-4), la fatica di pigiare a comando il bottone.
Qualche volta si guarda allo specchio?


Nelle mani di chi siamo?!
01/03/2012 | 21.29.29
Toro seduto

Forza, lanzichenecchi!