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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1426
RAGUSA - 12/02/2012
Politica - Le competenze di presidente e giunta saranno acquisiti da un unico commissario governativo

Non si vota per le Provinciali neanche a Ragusa

Il dado sembra ormai tratto e le prime a pagare pegno all’articolo 23 del decreto Salva Italia saranno Genova, La Spezia, Como, Ancona, Cagliari, Vicenza, Belluno oltre a Ragusa e Caltanissetta Foto Corrierediragusa.it

A maggio non si voterà nelle nove province italiane che sono a scadenza per l´elezione del presidente e il rinnovo della giunta provinciale. In Sicilia vi rientrano Ragusa e Caltanissetta dove arriverà un commissario regionale. Il dado sembra ormai tratto e le prime a pagare pegno all’articolo 23 del decreto Salva Italia saranno Genova, La Spezia, Como, Ancona, Cagliari, Vicenza, Belluno oltre ai due capoluoghi siciliani. Le competenze di presidente e giunta saranno acquisiti da un unico commissario governativo anche se l´Unione delle Province si prepara a impugnare la norma dinanzi alla Corte Costituzionale.

Per uscire fuori dal guado è sceso in campo anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha chiesto di risolvere il problema al più presto e nel rispetto della norma costituzionale. Il ministro dell´Interno Cancellieri ha convocato un vertice coi responsabili enti locali dei partiti per capire le loro reali intenzioni. Il decreto Salva Italia prevede infatti un ridimensionamento delle provincie ad organi di secondo livello.

"Una follia» ha detto il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti (Pd): "La vera riforma deve puntare alle competenze, con la riduzione del numero e il mantenimento delle funzioni di coordinamento". La proposta Pdl prevede invece l’accorpamento e riduzione del numero, ed almeno 20-24 consiglieri da eleggere come avvenuto finora. L’articolo 23 del decreto Salva Italia prevede invece che l´ente mantiene "esclusivamente le funzioni di indirizzo politico e di coordinamento delle attività dei Comuni". Il presidente sarà eletto dal consiglio provinciale che a sua volta non sarà eletto ma composto da non più di dieci componenti selezionati dai consigli comunali del territorio. Le funzioni verranno trasferite ai comuni o acquisite dalle regioni con le modalità definite da una futura legge dello Stato. I 60 mila dipendenti saranno trasferiti in altre branche dell’amministrazione dello Stato.

L’Upi invece punta a ridurre il numero da 108 a 60 enti e le spese di 5 miliardi visto che nel 2011 le Provincie in Italia hanno speso 11 miliardi 618 milioni, con una riduzione del 14 per cento rispetto al 2008. A fronte di questo «risparmio» l’Istat ha pubblicato un dato che fa riferimento al decennio 1990 - 2010 dove si evidenzia come la spesa per le provincie è passata da 4 miliardi a mezzo a 12 miliardi e mezzo

Dai dati Istat emerge che le spese correnti di 3,6 miliardi nel 1990, sono triplicate, 9,9 miliardi nel 2010. Triplicato anche il totale complessivo delle uscite: da 4,6 a 12,5 miliardi per un costo complessivo per gli italiani di 11 miliardi di euro, come si legge nel rapporto Upi di quest’anno.

Annusando il vento che tira e la necessità di offrire comunque una controproposta l’Upi ha detto di essere favorevole alla riduzione del numero delle province, dalle attuali 107 a 60, con un risparmio stimato in 5 miliardi di euro, "a fronte dei 65 previsti dal decreto Salva Italia". L’Upi è comunque pronta a dare battaglia, come annuncia il presidente catanese, Giuseppe Castiglione per il quale «Le provincie sono previste dalla Costituzione e non possono essere cancellate con una norma ordinaria».

Nella foto palazzo di viale del Fante, sede della provincia regionale di Ragusa


NON PROV: Finiamola con questa sceneggiata
13/02/2012 | 19.52.18
aristark

Mandateli tutti a casa senza cena.