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Venerdì 23 Febbraio 2018 - Aggiornato alle 11:52
RAGUSA - 09/12/2011
Politica - Si dovrebbe votare per il rinnovo di presidente e consiglio provinciale di palazzo del Fante

Elezioni Provincia in dubbio, c´è il rischio commissario

Il governo regionale intende procedere direttamente alla riforma, istituendo sul serio i liberi consorzi, così come prevede il disegno di legge depositato all’Ars
Foto CorrierediRagusa.it

Si profila il commissariamento di Palazzo del Fante. Sono infatti in forse le elezioni per il rinnovo dei consigli provinciali di Ragusa e Caltanissetta per l´elezione dei rispettivi presidenti e dei consigli provinciali.

Si dovrebbero svolgere in primavera, insieme con quelle per il rinnovo di circa 140 amministrazioni comunali, ma la giunta di governo sta vagliando l´opportunità di commissariarle entrambe le amministrazioni provinciali in attesa dell´entrata in vigore del decreto "salva Italia" del governo Monti che, stando a quanto è stato annunciato, dovrebbe prevedere la trasformazione delle amministrazioni provinciali in enti di secondo grado, con l´azzeramento delle giunte e l´elezione di un numero limitato di consiglieri da parte dei consiglieri comunali del territorio di appartenenza.

Il governo regionale, però non intende adeguarsi al nuovo dettato romano, ma procedere direttamente alla riforma, istituendo sul serio i liberi consorzi, così come prevede il disegno di legge depositato all´Ars e di cui il presidente della Regione Raffaele Lombardo ha sollecitato la discussione in aula, in modo che possa entrare in vigore prima della scadenza degli altri sette consigli provinciali.

A parte Ragusa e Caltanissetta, il cui presidente, Giuseppe Federico del Mpa, si è dimesso qualche giorno addietro per poter continuare a ricoprire la carica di deputato all´Ars, incompatibile con quella di presidente di una provincia, il rinnovo delle altre sette amministrazioni provinciali è già fissato per la primavera del 2013.

La norma, se approvata, non solo riformerebbe il funzionamento degli enti intermedi, ma consentirebbe anche una notevole riduzione dei costi della politica, una riduzione di gran lunga maggiore dei sei milioni annui o poco più che si verrebbero a risparmiare con la riduzione del numero dei deputati dell´Ars da 90 a 70.

(Nella foto: l´aula di palazzo del Fante, sede del consiglio provinciale)