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RAGUSA - 24/11/2011
Politica - Uno studio dell’Università Bocconi ha calcolato il peso sulle tasche dei contribuenti

L´ente Provincia in Sicilia costa 132 euro ad ogni cittadino

Il presidente Franco Antoci la ritiene una cifra "irrisoria" e non è d’accordo sull’inutilità di questi enti

Le province costano poco alla collettività e abolirle sarebbe deleterio, perché si andrebbe incontro ad una riduzione dei servizi. E’ il sunto del pensiero del presidente della provincia regionale di Ragusa Franco Antoci, che, sulla base di uno studio condotto dalla prestigiosa università «Bocconi» di Milano, ritiene che l’abolizione delle province sia solo un falso problema. Il costo delle Province in Sicilia per ogni singolo cittadino è di 132 euro. «E’ una cifra davvero irrisoria», secondo Antoci, il quale ritiene utile fare chiarezza sui luoghi comuni dell’alto costo delle Province e della loro presunta inutilità.

La spesa complessiva delle Province italiane, nel 2010, e´ stata pari a 11 miliardi e mezzo di euro, per una media di 193 euro sostenuti da ogni cittadino. Del totale, 8 miliardi e 600 milioni, cioè il 74 per cento, sono i costi della spesa corrente e di questi l´1,4 per cento (122 milioni di euro, ovvero solo due euro medi pro capite) riguarda i costi per la rappresentanza democratica, cioè i cosiddetti «costi della politica» che raggruppano le spese per indennità e rimborsi o i servizi per le consultazioni elettorali. I restanti 2 miliardi 900 milioni di euro riguardano invece investimenti.

Le Province incidono per il 6 per cento sulla spesa degli enti pubblici, i Comuni per il 10 per cento, mentre le Regioni volano addirittura all´84 per cento. Per Antoci solo pochi profondi conoscitori della materia hanno fatto notare che, eliminando le Province, bisognerà comunque trasferire ad altri enti le loro competenze, per cui in realtà, alla fine non ci sarebbe alcun risparmio se non quello degli emolumenti agli amministratori, mentre potrebbe aumentare le difficoltà per gli utenti. Per il presidente della provincia appare dunque più opportuno decidere invece un immediato riordino delle istituzioni che portino a concedere alle Province competenze maggiori di quelle attuali.


25/11/2011 | 0.16.04
bruno

mi dispiace per i politici che eventualmente sarebbero costretti a cercarsi un lavoro da comune mortale ,ma 132 euro a casa mia sono pochi ,ma sono pur sempre soldi.
Se dobbiamo fare sacrifici da qualche parte dobbiamo pure incominciare.Basta consulenti esterni superpagati,basta incarichi e studi di settore basta.....basta ....basta..


fare presto
25/11/2011 | 0.04.19
Antg

Chiedere ad Antoci se le province sono utili è come chiedere a Berlusconi se era giusto che si dimettesse. Le province sono di una futilità stellare, per la loro abolizione (politico-amministrativa, non geografica) siamo già in ritardo catastrofico. Speriamo che nel 2012 siano solo un ricordo.