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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1063
RAGUSA - 19/10/2011
Politica - Lo prevede l’articolo 15 del disegno di legge approvato dalla giunta Lombardo

Provincia: proroga consiglio, niente elezioni in primavera

Franco Antoci e l’attuale consiglio resteranno in carica fino al 31 maggio 2013
Foto CorrierediRagusa.it

I futuri candidati si mettano l’anima in pace. Nella prossima primavera non si terranno le elezioni per la presidenza della Provincia e per il rinnovo del consiglio provinciale. Lo prevede l’articolo 15 del disegno di legge approvato dalla giunta Lombardo sul riassetto degli organi amministrativi in Sicilia che elimina le province ed istituisce i consorzi tra i comuni.

L’articolo proroga di un anno gli organi istituzionali fino alla scadenza del maggio 2013 quando si insedieranno invece i consorzi tra i comuni. Franco Antoci si avvia ad essere dunque l’ultimo dei presidenti della Provincia di Ragusa ed il suo mandato sarà prorogato praticamente di un anno consentendogli di restare alla guida dell’ente per ben 12 anni; Antoci infatti si è insediato per la prima volta nel 2001, è stato riconfermato nel 2007 e resterà in carico fino al 2013 per diventare il presidente più longevo. Ragusa è infatti l’unica provincia in Sicilia, i cui organi scadono nella primavera del 2012.

Il disegno di legge approvato dalla giunta deve comunque passare al vaglio dell’aula e la battaglia si annuncia furente stando ai primi segnali anche se tuti, almeno come principio, sono per il contenimento dei costi della politica. Si annunciano mille emendamenti in aula per bloccare il disegno di legge anche se la maggioranza di governo spingee per accelerare i tempi per l’approvazione. Pdl e Pid hanno annunciato mille emendamenti per bloccare quello che definiscono «l’ennesimo proclama di Raffaele Lombardo». Pd, Udc e Fli chiedono invece l’approvazione immediata della legge ed una corsia preferenziale.

Il presidente della provincia Franco Antoci dal suo canto non ha fatto mistero della sua contrarietà alla scelta del governo regionale e dice : «È una scelta che i presidenti delle Province non condividono, come ampiamente noto, anche a livello nazionale. Il tanto decantato risparmio per le pubbliche finanze non ci sarà e la razionalizzazione del sistema delle autonomie si potrebbe ottenere rivedendo l´attuale numero delle Province, il numero dei consiglieri e degli assessori e, soprattutto, eliminando i tanti enti esistenti (Iacp, Asi, Ato) ed affidandone i compiti proprio alle Province, che già svolgono funzioni di governo di area vasta. Spero che l´iter di approvazione di questo disegno di legge, così come affermato dal governatore Lombardo, offra margine sufficiente ad ulteriori riflessioni e modifiche».

Critico anche il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale: "Già quando l´estate scorsa il governo nazionale aveva pensato di eliminare alcune province, personalmente, mi ero schierato per la soppressione totale di tali enti, proprio nell´ottica del contenimento dei costi della politica. Il governo regionale, però, mi pare che predichi bene e razzoli malissimo. Mentre, ad esempio, il nostro comune ha abolito le circoscrizioni, tagliato le auto blu, le missioni, le consulenze e gli esperti, nonché ridotto gli assessori da 10 a 6, alla Regione nulla è cambiato, riguardo al numero dei deputati ed a tutti gli altri costosi privilegi di cui si fregiano i parlamentari siciliani. Perché, ancor prima di sopprimere le Province, i deputati non cominciano a tagliare in casa... loro?».

Il sindaco, invece, condivide l´idea dell´ipotizzato Consorzio tra comuni (almeno 10 enti, con 250 abitanti, un´assemblea formata dai sindaci, un presidente scelto tra i consiglieri di tutti gli enti consorziati ed una giunta composta da 4 a 8 consiglieri) giacché non vi sarebbero costi in più. Nè si mostra preoccupato per le maggiori incombenze che ricadrebbero sui comuni (25 consiglieri e 5 assessori per una città come Ragusa) che dovrebbero espletare funzioni anche in materia di attività produttive e formazione, lavori pubblici e infrastrutture, beni culturali ed ambiente, trasporti, turismo, sport e gestione integrata dei rifiuti e servizio idrico.

Cosa prevede il disegno di legge

Dal 1 giugno 2013 al posto dlele Province sorgeranno i liberi Consorzi comunali. La Regione, inoltre, trasferirà, agli enti locali, funzioni in importanti settori quali le attività produttive, il commercio e l´artigianato, la famiglia e le politiche sociali, la formazione professionale, i lavori pubblici e le infrastrutture, i beni culturali e l´ambiente, i trasporti, il turismo, lo sport e lo spettacolo, la gestione integrata dei rifiuti e la gestione integrata del servizio idrico.

Gli organi dei liberi consorzi comunali, formati da almeno 10 comuni e 250mila abitanti sono: l´assemblea (composta da tutti i sindaci dei Comuni che costituiscono il Consorzio), il presidente (eletto da tutti i consiglieri comunali facenti parte del Consorzio) e la giunta (nominata dal presidente tra i componenti dell´assemblea o dei consigli comunali e formata da un minimo di 4 a un massimo di 8 componenti in base alla popolazione).

Per la provincia di Ragusa non cambierà molto perchè il libero consorzio dei comuni sarà costituito naaturalmente dai 12 comuni iblei che possono contare su circa 300 mila abitanti.

Nel disegno di legge sono state inserite anche norme di contenimento della spesa in tema di composizione dei consigli e delle giunte dei Comuni. Dalle prossime elezioni, nei comuni con più di 500 mila abitanti i consiglieri saranno 40 e gli assessori 8; tra 250 e 500 mila 35 consiglieri e 7 assessori; tra 100 e 250mila 30 e 6; tra 30 e 100mila 25 e 5; tra 10 e 30mila 15 e 4; tra 3 e 10 mila 12 e 3; meno di 3mila abitanti 9 e 2.
Interessati a questo proposito i comuni montani della nostra provincia dove si vota in primavera e la Provincia regionale dove gli assesori saranno cinque. Infatti sono previsti tagli anche alla composizione delle giunte provinciali che, sino alla cessazione, dovranno essere composte da un numero di assessori che non deve essere superiore al 20% dei componenti i consigli provinciali.

I Comuni con meno di 5mila abitanti dovranno procedere, pena la diminuzione dei trasferimenti annuali, all´accorpamento di funzioni e servizi. Abolita l´indennità del commissario ad acta che si insedierà negli enti locali per svolgere l´attività sostitutiva. Previsto, infine, un solo revisore anche nei Comuni fino a 15 mila abitanti (il precedente limite era di 5mila).

(nella foto: la sede dell´amministrazione provinciale in viale del Fante)