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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 567
RAGUSA - 12/10/2011
Politica - Dura lettera indirizzata al segretario sui metodi utilizzati nel partito

Massari contro Calabrese, è guerra nel Pd ragusano

La nomina dei componenti nella commissione centri storici uno dei pomi della discordia Foto Corrierediragusa.it

C’è maretta nel Pd ragusano. I metodi del segretario Peppe Calabrese (foto) non convincono il gruppo che fa capo a Giorgio Massari. Gli screzi sembravano ormai un capitolo chiuso dopo il faccia a faccia estivo ma Massari è ritornato alla carica alla luce di alcune decisioni del segretario cui viene rimproverata una guida dirigistica del partito.

La lettera di Giorgio Massari a Calabrese non lascia dubbi:»In questi ultimi mesi avevamo aperto, con convinzione e determinazione un dialogo intenso per verificare le condizioni per un impegno condiviso nella conduzione del partito.
Dobbiamo prendere atto che ad oggi non sono presenti quelle condizioni, a nostro parere necessarie, per un percorso condiviso. Rileviamo, infatti, una nostra distanza dall’attuale segreteria per quando riguarda il concetto e la messa in atto di una reale democrazia interna, che porta, ad esempio, a configurare il coordinamento cittadino come mero luogo di informazione e non come strumento decisionale riguardo alle linee politiche e ai metodi di scelta per l’azione del partito a Ragusa.

Non riscontriamo, inoltre, nel segretario cittadino, una sufficiente volontà politica a prediligere il criterio della qualità specifica nella scelta degli uomini e delle risorse più adeguate per marcare la presenza del Pd nei luoghi che determinano decisioni importanti per l’assetto economico, urbanistico, culturale e sociale della nostra città; né riscontriamo ancora un impegno forte e generoso per favorire dentro il partito, la serenità del dialogo e del confronto».

Peppe Calabrese non ci sta e sbotta: « Finiamola, alla città non interessano le nostre contrapposizioni. In segreteria ci sono porte aperte per tutti, il coordinamento cittadino è stato convocato venti volte, altro che dirigismo».