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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 449
RAGUSA - 06/09/2011
Politica - Le mosse del sindaco di Ragusa non piacciono al Pdl

Innocenzo Leontini "bacchetta" Dipasquale: "La smetta subito"

Si attende la reazione dell’altro coordinatore provinciale Nino Minardo
Foto CorrierediRagusa.it

Bordate anti-Dipasquale. Arrivano da Salvo Mallia ma soprattutto dal coordinatore provinciale Innocenzo Leontini (foto). Il messaggio è univoco; il sindaco di Ragusa la smetta e dica dove e con chi vuole stare. E soprattutto, manda a dire Innocenzo Leontini, parliamone tra di noi e non sui giornali. Per il coordinatore Pdl in provincia, intervenuto dopo una presa di posizione più «morbida» del suo collega coordinatore, Nino Minardo, le contraddizioni del sindaco sono tante e soprattutto mettono in evidenza tutto le contraddizioni di Dipasquale che è tornato da un lato a ribadire che fa parte del Pdl ma dall’altro crea il movimento «Il Territorio». Innocenzo Leontini ha riassunto in sei punti i suoi rilievi a colui che fino ad un anno fa è stato il suo «delfino».

Gli viene rimproverato di pensare al taglio dei parlamentari ma di non occuparsi abbastanza del problema sanità in provincia; si dichiara indipendente ed «invece passa il tempo a tentare di svuotarlo, spingendo due consiglieri comunali a lasciare il partito e passare in una lista civica, utilizzando gli strumenti di cui può disporre un Sindaco nel fare le promesse e renderle credibili». Dipasquale dice di cercare nuove strade della politica ma Leontini chiosa « Nuovi percorsi? Quali? Dove? Con chi? Con quali metodi? Speriamo diversi da quelli con cui si «convincono» i consiglieri a tradire il partito o si suggeriscono ai rimanenti fedeltà coatte». Non meno pesante Salvo Mallia cui non va giù lo «stillicidio mediatico» del sindaco, «Una smania di piccolo protagonismo che non si concilia con l’attuale momento del Popolo della Libertà e che denota un infantilismo politico dannoso».

Salvo Mallia rimprovera al sindaco in occasione della bocciatura del tar del Piano Paesistico una «immatura tracotanza vedendolo attribuirsi meriti» Quella di Dipasquale, comunque, è una manfrina imberbe che da un lato sta stufando e dall’altro avrà il solo esito, se consentita ancora a lungo, di smantellare il PdL ibleo, ad uso e consumo di elementi avversari del Popolo della Libertà». Basta, dice Salvo Mallia, e sollecita gli organi del partito ad intervenire per fare chiarezza.

DIPASQUALE IL "MISTERIOSO"
Il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale ha fondato un nuovo movimento politico chiamato "Il Territorio". Dipasquale ribadisce di non voler uscire dal Pdl, ma lancia frecciate ai coordinatori provinciali del partito Minardo e Leontini e rischia di allargare la frattura interna al Pdl.

Dopo le tensioni a distanza dei giorni scorsi, il caso Nello Dipasquale interno al Pdl, rischia di scoppiare nuovamente. Il sindaco di Ragusa, come accennato, nella sede della lista civica omonima, ha infatti lanciato "Il Territorio", laboratorio politico che, a detta dello stesso sindaco, non intende segnare l´uscita dal Pdl.

Le mosse del sindaco rieletto sembrano andare nella direzione opposta a quella indicata più volte dal parlamentare nazionale del Pdl, Nino Minardo, ovvero la ricerca dell´unità interna al partito e soprattutto tesa ad evitare protagonismi e uscite personali, in uno schieramento che si sta riorganizzando. Dipasquale, però, sembra sordo a qualsiasi richiamo e soprattutto rischia di provocare una reazione forte non solo da parte dei coordinatori provinciali, ma anche dei massimi esponenti provinciali del Pdl. Al di là della forza elettorale, in un partito, come ben sa, lo stesso Dipasquale, generalmente si rispettano organigrammi e struttura. altrimenti è il caos. Lui, nel frattempo si dice sicuro di sè

Ma dopo le rose e gli inviti alla collaborazione, potrebbe presto arrivare la resa dei conti. E non sarà facile, per il sindaco, in caso di strappo ricucire i rapporti. Nel caso, ognuno per la sua strada, e vinca il migliore.

LA RISPOSTA DI MOMMO CARPENTIERI
Al vice presidente della provincia Mommo Carpentieri suonano quantomeno contraddittorie le dichiarazioni del sindaco di Ragusa Dipasquale sulla sua permanenza nel Pdl in contemporanea con la nascita del suo nuovo movimento politico «Il territorio». «Mi risultano strane e non sono condivisibili le prese di posizioni del sindaco di Dipasquale – dice Carpentieri – che attua una politica bifronte.

Da un lato il sindaco di Ragusa si fa scudo del suo partito e dall’altro continua a riunirsi con i suoi ‘miliziani’ per dare vita ad un movimento autonomo. Credo che sia arrivato il momento di fare chiarezza – prosegue Mommo Carpentieri – e il sindaco Dipasquale, che ha ricevuto l’appoggio di tutto il partito e conta sulla fiducia del segretario del partito Angelino Alfano, non può continuare a tenere due ‘tavoli’ politici creando confusione al solo scopo di ‘lucrare’ posizioni e ritorni personalistici. Diventa facile – aggiunge il vice presidente della provincia – fare i «Masaniello» della situazione dietro lo «scudo protettivo» di un grande partito come il Pdl, ma non si può «scaricarlo»a piacimento per meri tornaconti personali e di consenso».

Secondo Carpentieri è necessario che Dipasquale prenda una posizione: dentro o fuori dal Pdl. A tal proposito Carpentieri ha chiesto ai coordinatori provinciali Nino Minardo e Innocenzo Leontini di indire un’assemblea entro la fine del mese di settembre affinché il Pdl in Provincia di Ragusa decida il suo percorso politico e i rapporti con i suoi rappresentanti istituzionali negli Enti Locali «e non si conceda alcun alibi ad alcun amministratore – conclude il vice presidente della provincia – di «servirsi» del partito quando di fatto lavora per la sua demolizione».

Nella foto in alto da sx Nello Dipasquale e Mommo Carpentieri


Di Pasquale contro Minardo
06/09/2011 | 9.19.48
Nele

La verità è che Dipasquale - politico poco amabile per i non ragusani - cerca in tutti i modi di guadagnarsi una candidatura in Parlamento. Lo fa coi mezzi che ha a disposizione, lottando contro l´attuale parlamentare del suo partito che non è mai stato sostenuto da una base popolare vera e la cui autorevolezza è sempre stata molto fioca.
In altre parole, vediamo un politico vero, aggressivo, amato o odiato ma da tutti ritenuto un combattente, che combatte contro un privilegiato, un oscuro "collocato" nei saloni del potere, mai veramente amato da alcuno ma reso potente da fattori che nulla a che fare hanno con il desiderio di servire i cittadini.
Prova di ciò sono i mattutini, trasparenti e maldestri tentativi dei giornalisti di Video Regione di addomesticare i segni di rivolta, cercando di mettere la museruola a Dipasquale a favore di personalità quali Mallia, che mai potrebbero impensierire Minardo come invece il sindaco di Ragusa.
Insomma, da una parte e dall´altra, la nostra solita politica siciliana, in cui un potente ne sfida un altro, e noi beoti non ci accorgiamo che saremo gli unici a perdere.