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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:51 - Lettori online 812
RAGUSA - 02/07/2011
Politica - I due coordinatori mettono al bando le manie di protagonismo del sindaco di Ragusa

Leontini e Minardo "bacchettano" Dipasquale: "No a personalismi"

"Chiuderemo la porta in faccia a pericolosi ed inopportuni individualismi, per tornare, come PdL, ad avere leadership di consensi» .
Foto CorrierediRagusa.it

L’ego «smisurato e presuntuoso» di Nello Dipasquale non fa per il Pdl. Quello che dovrebbe essere il nuovo corso Pdl dopo la nomina di Angelino Alfano quale coordinatore nazionale del partito comincia come col botto. Nino Minardo ed Innocenzo Leontini (nella foto) si compiacciano della nomina di Alfano, sia per le sue doti organizzative ed il suo carisma, sia perché è siciliano, e promettono di andare a braccetto verso la costruzione di una nuova casa Pdl dove l’amore, la concordia e l’armonia regnano sovrani ma soprattutto non ci siano personalismi di sorta.

Difficile dire se ci riusciranno con queste premesse ed i venti di guerra sembrano già soffiare sugli Iblei. La bastonatura indirizzata verso il sindaco di Ragusa, che tuttavia non è mai citato direttamente nella nota dei due coordinatori provinciali, arriva senza mezzi termini: «Bando ad ogni personalismo» dicono Minardo e Leontini, che della questione sono esperti e lanciano la loro ricetta: «Chiuderemo la porta in faccia a pericolosi ed inopportuni individualismi, per tornare, come PdL, ad avere leadership di consensi».

Ed a conclusione la stoccata finale per Nello Dipasquale, cui la recente sortita sulla legge su Ibla non ha certo giovato: «Siamo assolutamente determinati ad evitare situazioni come quelle venute fuori dalle ultime consultazioni elettorali amministrative di Ragusa, laddove proprio le manie di protagonismo hanno determinato l’affermazione di una lista civica a svantaggio della lista ufficiale del Popolo della Libertà. Tutto ciò non sarà più consentito perché significa immolare il lavoro della politica e di chi la rappresenta a livello istituzionale sull’altare di un ‘ego’ smisurato e presuntuoso».

Se non è un atto di accusa per il sindaco poco ci manca e la presa di posizione dei due coordinatore certamente non è destinata a calmare le acque già agitate del PdL, anzi. Sullo sfondo ci sono le elezioni per l’amministrazione provinciale e quelle politiche tra due anni. Un percorso lungo che Leontini e Minardo vogliono preparare per tempo mettendo le cose in chiaro. Chi vuole atteggiarsi a leader si accomodi pure, ma fuori dal Pdl.