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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 589
RAGUSA - 19/05/2011
Politica - Entusiasmo in piazza San Giovanni per la «Festa dei valori»

Di Pietro infiamma la folla. «Era berlusconiana finita»

L’ex pm di «Mani pulite» si propone come forza non più di protesta ma di proposte e ammonisce i ragusani ad andare a votare per il referendum del 12 giugno
Foto CorrierediRagusa.it

Una festa dei valori da ricordare e incorniciare per il coordinatore provinciale Giovanni Iacono, che ha fatto venire sul palco di piazza San Giovanni il leader di Idv Antonio Di Pietro. «Quando presi in mano il partito- ha esordito Iacono dal palco- eravamo in due e un bar bastava e avanzava per le riunioni, oggi vedo piazza San Giovanni (nella foto) quasi piena tutta per noi e sono felice ed emozionato».

Per essere un partito di protesta e non dotato di regole convenzionali, il popolo che aspetta l’ex demolitore della Prima Repubblica è davvero parecchio. Bandiere bianche e bandiere rosse si fondono attorno al candidato Sergio Guastella. Ma l’attrazione è il poliziotto-magistrato che mandò in galera mezza Italia agli inizi degli anni ’90.

Tonino arriva con puntualità quasi svizzera. E appare meno burbero di altre volte. Saranno i risultati elettorali del primo turno? Venti minuti pieni di conferenza stampa al bar Italia e via sul palco per sciorinare in mezz’ora un copione che ormai recita a memoria nei salotti esplosivi di Santoro o Floris e nelle piazze d’Italia dove s’è votato e si voterà. Il repertorio è noto e il soggetto è sempre uno, il Cavaliere: «L’era berlusconiana è al termine. Adesso bisogna ricostruire il Paese».

I sondaggi? Gli chiede un cronista a fatica nella ressa del bar. «I sondaggisti morirebbero di fame se aspettassero una commissione di Italia dei valori. I sondaggi vengono dal voto di Milano e di Napoli. Adesso l’alternativa c’è e Idv non è più un partito di sola protesta ma in grado di fare anche proposte per governare».

Battute ed epiteti si sprecano per sferzare la coalizione di Berlusconi, «figlia di una Prima Repubblica che ho sulla coscienza e me ne vanto», e per esaltare il valore dell’acqua pubblica, del no al nucleare, del problema ecologico. Di Pietro invita a votare per Sergio Guastella giorno 29 e 30 maggio, ma la testa ce l’ha al 12 giugno, giorno dei referendum. «Andiamo a votare per fare in modo che l’acqua sia di tutti e gratis, come dice il Vangelo, e che non si sfidi la natura con impianti nucleari». La battuta finale è ad effetto: «A casa Berlusconi, non dico a San Vittore, ma a casa sì».

Giovanni Iacono e Antonio Di Pietro