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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:26 - Lettori online 822
RAGUSA - 23/04/2011
Politica - Ragusa: lettera accorata del deputato nazionale al premier, Alfano e Prestigiacomo

Nino Minardo scrive a Berlusconi: "Tremonti firmi"

Il parlamentare Pdl pronto ad azioni eclatanti: «L’opposizione non si può più controbattere, subito la firma del decreto o andrò ad occupare io stesso il ministero dell’Economia»
Foto CorrierediRagusa.it

Coraggio e onestà intellettuale ogni tanto devono emergere, come gli attributi. Nino Minardo (nella foto), unico deputato ragusano del Pdl, s’è stufato di fare da parafulmine alle critiche dell’opposizione e, diciamolo pure, agli sfottò di Pippo Digiacomo. La diplomazia, alla lunga non paga. Ogni tanto bisogna posare il fioretto e imbracciare il machete contro certi «filosofi» con la «erre moscia» della politica. Sulle infrastrutture il centrodestra siciliano si gioca la faccia, a partire dal ministro Angelino Alfano, che Berlusconi vorrebbe successore alla sua leadership.

Se l’onorevole Nino Minardo arriva al punto da prendere carta e penna il sabato di Pasqua per scrivere direttamente al premier, al ministro Alfano e a Stefania Prestigiacomo, un motivo ci sarà. E serio. Le ultime nuove su aeroporto di Comiso e autostrada Ragusa-Catania lo innervosiscono. Come anche le uscite di quattro sindaci Pdl che dichiarano di autosospendersi dal partito, o addirittura le provocazioni del sindaco di Ragusa Nello Dipasquale di farsi vedere sempre abbracciato a Cateno De Luca in piena campagna elettorale. Così come 7000 cittadini che su facebook criticano le azioni del governo in materia di infrastrutture al sud.

Come se non bastasse, l’intervista al leghista Matteo Salvini, che su «Affaritaliani.it erutta: "Chi tocca Tremonti mette in discussione il governo e rischia di far saltare tutto". Un avvertimento chiaro al governo Berlusconi: "Speriamo che gli amici del Pdl parlino il meno possibile e lavorino il più possibile. Galan si occupi di cultura e non degli altri ministri..."

Nino Minardo Tremonti lo tocca, eccome!. Scrive a Berlusconi una missiva garbata e nel contempo arrabbiata che si sintetizza in questa frase: «Le proteste, rivolte principalmente al Governo nazionale, si levano da tutti i fronti e noi parlamentari siamo nell’impossibilità di continuare a controbattere ad accuse che, alla luce dei fatti, appaiono fondate».

Minardo informa il governo che la misura è colma, che l’opposizione non si può più controbattere, così come la società che aspetta le infrastrutture. Così come il popolo di facebook che si è organizzato nella protesta fino a raggiungere le 7 mila unità.

«Il Governo del presidente Berlusconi –scrive Minardo- sono certo che si ascriverà il merito di avere, ancora una volta, sostituito i fatti alle parole anche per queste due opportunità infrastrutturali come la ‘Ragusana’ e l’aeroporto di Comiso; ed è per questo che confido nei contenuti della lettera e nella sua efficacia, consapevole e convinto del mio ruolo di rappresentante del territorio ibleo e della gente che lo abita».

Questo il contenuto della lettera diplomatica. Al telefono il parlamentare è più esplicito. «In mancanza di risposte certe sarò costretto a iniziare io la protesta, andrò ad occupare l’ufficio del ministro Tremonti perché si renda conto che il popolo ibleo non può essere ancora preso in giro».