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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 518
RAGUSA - 01/04/2011
Politica - Ragusa: delusione per il forfait di Antonio Di Pietro

Leoluca Orlando: "Berlusconi e Gheddafi, dittatori in affari"

La requisitoria del professore Orlando sui drammatici temi attuali non risparmia nessuno: «La democrazia è in pericolo». E in Sicilia: "Vietato fare accordi con Mpa"
Foto CorrierediRagusa.it

Berlusconi, Maroni, La Russa, Alfano, Scilipoti, Gheddafi, il nucleare, la mafia, i dittatori: Leoluca Orlando li passa in rassegna tutti e non fa rimpiangere Antonio Di Pietro. Fa le veci del «guastatore» molisano, trattenuto a Roma per i venti di crisi dentro il governo che gli hanno fatto saltare le visite elettorali a Palermo e a Ragusa, e dà il meglio di sé. Sembra l’Orlando della «Primavera» palermitana vent’anni dopo.

Di Pietro lo hanno atteso invano quasi in 500 nella sala del Mediterraneo hotel, tanti simpatizzanti di Italia dei valori e di supporters di Sergio Guastella, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra.
Ma Tonino non viene, e la scena è tutta del portavoce palermitano, supportato dal padrone di casa Giovanni Iacono, vice segretario regionale, dai parlamentari Fabio Giambrone e Ignazio Messina e da Carmela Nicita. Prima di spiegare il perché dell’appoggio a Guastella e del rammarico della non candidatura Iacono, Leoluca Orlando demolisce il governo Berlusconi sia per la politica nazionale che per quella internazionale.

«La democrazia è in pericolo per tutto quello che sta avvenendo in Parlamento e perché Berlusconi è un dittatore. Come il suo amico Gheddafi. Per quel trattato vergogna fatto con la Libia sull’immigrazione. Errore fare trattati internazionali con i dittatori. Il problema non è italiano, ma europeo. Chi entra in Italia vuole andare in Europa». L’Italia sarebbe inadempiente, per Orlando, «perché non ha presentato neanche la domanda per usufruire dei fondi destinati ai Paesi a rischio ed esposti all’immigrazine: Italia, Grecia e Spagna».

Un comizio elettorale, una lezione universitaria di diritto costituzionale su etica, morale e illegalità, un appello all’ultimo voto contro questo governo «perché si manifesti a Ragusa e nei comuni dove si vota per le amministrative». C´è di tutto e di più nel j´accuse di Leoluca Orlando.

La democrazia è veramente in pericolo? «Sì- ammette Orlando- abbiamo paura di questo dittatore e di ciò che accade in Parlamento. Un ministro della Difesa che offende il presidente della Camera; quello della Giustizia che lancia la sua tessera magnetica contro l’opposizione; così si esprime il regime del terzo millennio».

Esce fuoco dalla bocca di Orlando. Tutta colpa di Berlusconi? «No- ammette l’ex sindaco- ognuno ha le sue vergogne ed è giusto che le metta fuori. La nostra vergogna è stata Scilipoti (l’uomo che i dirigenti del partito siciliano hanno preferito al ragusano Giovanni Iacono, sic!, ndr). Chi l’avrebbe immaginato che si vendesse per un motivo così ignobile dopo che per 12 anni ha votato e condiviso la causa del partito. Non ha tradito per tematiche di coscienza, ma per salvare il governo che volevano mandare a casa!»

Da Roma, a Palermo a Ragusa. «Mai alleanza con Mpa- dice Orlando- Perché Lombardo è come Romano, il neo ministro indagato per mafia. Se ci siamo indignati per lui perché non per Lombardo, indagato per lo stesso reato?» Parole che non piaceranno molto al sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia, seduto in prima fila, che sarebbe pronto ad accordarsi con il candidato di Mpa Tumino.»

Infine la candidatura a Ragusa. «Avremmo voluto che al posto di Guastella ci fosse Iacono, ma siccome siamo un partito che lavora per l’unità abbiamo fatto un passo indietro. Ce l´ha chiesto Iacono e abbiamo accettato». Quindi l’ammonimento: «Saremo come la divina provvidenza che affligge ma non abbandona; scomodi ma utili». E mentre la sala a queste parole esplode soddisfatta, Sergio Guastella quasi mima un applauso seduto in prima fila; mentre Giuseppe Calabrese, il nuovo leader del Pd ragusano che ha voluto Guastella candidato, non batte neanche le ciglia, impietrito com’è all’ultima fila della sala.

Parlano Giambrone, Sergio Guastella (breve, onesto e chiaro), Ignazio Messina, Giuseppe Nicosia e chiude Giovanni Iacono mettendo in rilievo il successo ottenuto dal partito in questi ultimi anni; ha esaltato il lavoro svolto dai suoi amici di partito, definiti «eroi sempre all’opposizione, pronti a sostenere tutte le tematiche ambientali e no, pronti a spendersi ancora per futuro e conquistare spazi di libertà che solo un partito come Italia dei valori può garantire».

Nella foto sopra, da sinistra Ignazio Messina, Fabio Giambrone, Carmela Nicita, Leoluca Orlando e Giovanni Iacono
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