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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 897
RAGUSA - 04/02/2011
Politica - Ragusa: mobilitazione anche in provincia contro il premier per il "Ruby gate"

Consigliere iblee contro il bunga-bunga: "Papi" a casa"

"Il decadimento morale – dice Venerina Padua – spinge noi donne del Pd alla protesta in piazza" Foto Corrierediragusa.it

Anche le consigliere iblee del Partito democratico scendono in piazza a tutela della dignità delle donne e contro i ben noti fatto del premier Berlusconi (nella foto) e del bunga bunga. In una nota, la conigliera provinciale Venerina Padua dichiara che «Il continuo degrado morale a cui stiamo assistendo al livello più elevato delle nostre istituzioni ci spinge a prendere posizione con una iniziativa di protesta che le donne del Pd stanno programmando per febbraio, quasi certamente nella seconda decade del mese.

Il decadimento morale di questi giorni, in cui l’unica preoccupazione del dibattito mediatico a livello nazionale sembra essere il Ruby gate – conclude la Padua – spinge noi donne del Pd alla protesta in piazza».

DIECIMILA FIRME PER MANDARE "PAPI" A CASA
Dieci mila firme per mandare a casa Silvio Berlusconi. L’obiettivo è del Pd provinciale che ha lanciato ufficialmente la campagna «Berlusconi dimettiti» voluta dal segretario nazionale Pierluigi Bersani con l´obiettivo di raccogliere dieci milioni di firme in tutta Italia.

Nel capoluogo una postazione sarà allestita domenica 6 febbraio prossimo all´interno della Camera di Commercio dove si svolgeranno le primarie tra i candidati a sindaco Nino Barrera e Sergio Guastella. Anche a Marina di Ragusa sarà allestita una postazione.

«L´obiettivo – dice il segretario provinciale Salvatore Zago – è quello di raccogliere almeno dieci mila firme in tutta la provincia. Per questo tutti i circoli comunali si sono impegnati e mobilitati e in questi giorni allestiranno a tal scopo dei gazebo nelle piazze e idonee forme organizzative. Sono fiducioso nella risposta che gli elettori del Pd, e non solo, ma anche tanti altri, daranno per invitare il presidente del Consiglio a dimettersi. E ciò in considerazione non solo delle incredibili e sconcertanti vicende di queste ultime settimane ma, soprattutto, dell´acuta, grave e preoccupante crisi economica, con le pesanti ripercussioni sull´occupazione soprattutto nel meridione e nella nostra provincia che stanno mettendo a dura prova la serenità delle famiglie e la coesione sociale. La misura ormai è colma e le dimissioni sono l´unica strada da percorrere, per andare subito ad un governo di responsabilità nazionale".

Anche le donne sono state chiamate a dare la loro testimonianza rispondendo ad un appello lanciato da Concita De Gregorio, direttrice dell´Unità, con una campagna dal titolo "Dove siete donne? Diciamo: «Ora basta».