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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 851
RAGUSA - 21/09/2007
Politica - Riccardo Minardo e la rottura con Forza Italia

"Io, orgoglioso indipendente"

Il terremoto politico è cominciato, in vista dell’accasamento
con Mpa. Intanto gli azzurri incassano il colpo senza batter ciglio
Foto Corrierediragusa.it

Avevano tentato di metterlo all’angolo, Riccardo Minardo (nella foto con Silvio Berlusconi, ai tempi d´oro). Come un buon pugile di provata esperienza, lui ha incassato colpi su colpi per mesi e mesi. Niente polemiche, nessuna parola di troppo. In pieno clima elettorale, la scorsa primavera, gli recapitarono persino un proiettile nella sua segreteria politica, accompagnato dall’eloquente messaggio «il prossimo in testa».

E Lui? Porse l’altra guancia, quando nel corso dell’apertura ufficiale della sua campagna elettorale sentenziò, con voce ferma: «vi perdono». E giù l’applauso della folta platea. Fu quella l’occasione giusta per presentare il patto di ferro con quello che egli stesso definì «un amico fraterno»: il coordinatore provinciale Innocenzo Leontini. Lo stesso che, alla luce della fuoriuscita di Minardo e dei suoi fedelissimi dal partito azzurro, non ha battuto ciglio, tagliando corto con la frase «non c’è proprio nulla da riorganizzare in Forza Italia. Non è successo nulla di grave».

Forse proprio per queste malcelate convinzioni Minardo se n’è andato, sgusciando via da quell’angolo in cui gli azzurri lo avevano cacciato. Sono trascorsi solo pochi mesi da quelle roboanti frasi di roseo futuro politico tra Minardo e Leontini, che si abbracciavano come fratelli, con Giovanni Mauro grande assente da quell’avvio di campagna elettorale, perché facente parte dell’opposta cordata di Nino Minardo, il nipote rampante. Pochi mesi che adesso sembrano anni luce.

Ora Riccardo Minardo è indipendente. L’anticamera che ogni politico gentleman si concede, prima del passaggio in altri lidi. Non è elegante traslocare subito. Ma le sirene del Movimento per l’Autonomia suonano una musica assai dolce per attendere troppo. Tempo un mesetto e l’accasamento con il suo già compagno di partito nel glorioso Ccd Raffaele Lombardo, sarà cosa fatta.

E si respirerà aria di festa, roba da vitello grasso, perché un’intera «famiglia» si ritroverà di nuovo unita, sotto il tetto comune del Movimento per l’Autonomia. Minardo diventerà compagno di partito del suo ex pupillo che gli si rivoltò contro: Nino Gerratana. Dinanzi a quella che da ieri è molto più di una eventualità, diciamo pure che sta per tramutarsi in certezza, Gerratana aveva subito precisato «che nessuno deve sognarsi di poter fare il Padreterno». Una frase altisonante forse sussurratagli dal suo mentore Carmelo Scarso, anch’egli ex azzurro che si ritroverà nell’Mpa il nipote e presidente del consiglio Enzo Scarso.

I bei vecchi tempi si apprestano a ritornare, e qualcuno magari non ne sarà troppo felice. Ma Riccardo Minardo vuole ripartire da zero, spalleggiato dagli oltre 80 aficionados che non lo molleranno mai. Anche se la parola «mai», in politica, vale meno si uno sputo. «Forza Italia era troppo asfittica, si respirava aria viziata», ha sentenziato Minardo. Una considerazione dettata dal mancato accoglimento della sua richiesta per due assessorati alla provincia, quale giusto riconoscimento della sua forza elettorale e politica.

«Non potevo più restare: non mi hanno nemmeno concesso i margini minimi per poter tirare avanti. E io me ne sono andato via». Così ha detto Minardo, da orgoglioso indipendente con la data di scadenza già piuttosto ravvicinata. E il terremoto politico è già cominciato. Con il parlamentare hanno saltato il fosso anche il già citato presidente del consiglio Scarso, gli ex assessori ed attuali consiglieri Giorgio Cerruto e Paolo Garofalo, Luigi Cabibbo e l’attuale assessore ai servizi sociali Federico Mavilla. In ambito provinciale ha mollato Forza Italia anche l’ assessore Pietro Barrera.

Tutti da Lombardo, tra circa un mese. Ma il già citato capogruppo consiliare Carmelo Scarso aveva dichiarato: «Il Movimento per l’Autonomia non è un ripiego: è una scelta di vita». Le ultime parole famose. E’ presumibile un netto aumento dei colloqui con Lombardo, nei prossimi giorni. Do not disturb, please.