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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 802
RAGUSA - 25/12/2010
Politica - Ragusa: il Pd chiede il dialogo sull’emergenza crisi ecomomica

Zago su crisi: "Bisogna abbattere oneri previdenziali"

Il segretario provinciale dei democratici giudica fallito il progetto del centrodestra e mette sul tavolo del confronto le sue ricette per contrastare l’emergenza del momento
Foto CorrierediRagusa.it

«La crisi economica e sociale che ha avvolto la nostra economia è figlia del fallimento del progetto politico del centrodestra, che di fatto sta condannando il Paese a subire le conseguenze mai registratesi dal dopoguerra ad oggi, con gravi ripercussioni sul futuro di un’intera generazione e sulla tenuta del già fragile tessuto economico provinciale». Il segretario provinciale del Pd Salvo Zago (foto)ritiene fallito il progetto del centrodestra e propone la sua ricetta per alleviare la crisi.

«Di fronte ad una situazione così grave –afferma- che vede ogni giorno la chiusura di decine di imprese con grave ripercussione sui livelli occupazionali di operai e impiegati, non si può continuare con l’adozione di provvedimenti tampone che nulla possono contro una crisi che ormai si fa ogni giorno più minacciosa».

Non è il caso di litigare, di fronte a un’emergenza così grave. Anzi, pronti ad interloquire con tutte le organizzazioni che si sono costituite Stati generali delle costruzioni per ogni utile iniziativa che si dovesse programmare per aiutare il settore a superare la grave crisi che lo attraversa. Per cui, ecco il pacchetto anticrisi del Partito democratico provinciale: «Reperire le risorse necessarie al finanziamento di opere infrastrutturali di immediata cantierabilità, privilegiando la viabilità di grande comunicazione stradale e ferroviaria;

avviare un piano straordinario di interventi per mettere in sicurezza tutti gli edifici pubblici, ospedali, scuole, edifici di importanza strategica quali caserme, immobili della protezione civile, ponti, con particolare riferimento alle zone con maggiore rischio sismico della Sicilia Sud orientale;

la stipula di protocolli d’intesa con tutte le amministrazioni pubbliche per garantire, in modo tracciabile e in tempi certi e rapidi il pagamento degli stati di avanzamento e il saldo delle opere pubbliche al fine di evitare che lungaggini burocratiche e pratiche clientelari spingano le imprese sane fra le braccia degli usurai;

il potenziamento degli uffici tecnici delle pubbliche amministrazioni per accelerare l’iter burocratico di progetti di immediata cantierabilità previo impegno da parte dei committenti ad iniziare immediatamente i lavori;

l’utilizzo dei fondi comunitari per il finanziamento di progetti speciali per il recupero e il restauro del patrimonio storico monumentale cui accordare una corsia preferenziale per la loro cantierabilità e nell’ambito dei quali rilanciare il recupero di antiche professionalità, oramai in via di estinzione, attraverso una formazione mirata dedicata a disoccupati di lunga durata;

l’abbattimento del 50%, per un periodo di cinque anni, degli oneri previdenziali a carico delle imprese e dei lavoratori per favorire la riduzione del costo del lavoro per tutte le imprese che assumono nuova manodopera;

la riduzione del 10% degli attuali contributi Cassa edile e dilazione con tasso di interesse legale fino a 48 mesi degli stessi contributi per le imprese in difficoltà;

l’erogazione, da parte della Cassa edile a tutti gli operai, con specifica anzianità di iscrizione, disoccupati da oltre 6 mesi, di un sussidio straordinario da prelevare dai fondi di riserva pari al 30% del salario per almeno 6 mesi in attesa di un rilancio del settore».