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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 735
RAGUSA - 06/12/2010
Politica - Ragusa: intervista esclusiva a tutto campo all’ex parlamentare modicano

Drago: "Io, soldato semplice che prende ordini dai cittadini"

L’ex parlamentare entra a «gamba tesa» su ex amici di partito, Pier Ferdinando Casini, deputazione ragusana, Cassazione e sistema giudiziario. «Io, vittima di un «mostro giuridico»
Foto CorrierediRagusa.it

La carriera politica di Giuseppe Drago (nella foto) merita un posto in Wikipedia. Prima consigliere comunale e assessore a livello municipale, poi il grande salto che può compiere solo chi ha carisma e statura politica, agevolati anche da un impareggiabile «physique du ròle»; qualità che madre natura non concede a molti nei due rami del Parlamento: vicepresidente nazionale del Ccd, presidente della Regione Sicilia nel 1998, sottosegretario di Stato alla Difesa (2004-2005) e agli Esteri dal 2005 al 2006.

L’uscita dal Parlamento è storia di questi giorni e nota a tutti. Una sorta di fatica di Sisifo che fiaccherebbe un elefante ma non un…Drago. Le peripezie giudiziarie lo hanno fatto rotolare con tutto il masso da cima a valle. Ma Drago non si ritira a vita privata, resta nell’agone, fonda il Pid e ricomincia la scalata con una manciata di amici che lo seguono anche dopo il tramonto del sole. «Oggi sono solo un fiero soldato semplice che prende ordini dal popolo e dal territorio»- afferma Peppe Drago nell’intervista che mi concede. Ed è tutta da gustare, perché non c’è reticenza per nessuno, ivi compreso il potere giudiziario.

Onorevole Drago, dicono che lei abbia lasciato l’Udc per ingraziarsi la benevolenza del Pdl, dare un voto di sostegno a Berlusconi in difficoltà e riceverne un altro per salvare il suo posto alla Camera.
«Congetture di malelingue completamente sbagliate. Mi sono dimesso io per impedire che la mia vicenda diventasse strumento di lotta politica. Ho preferito porre in aula la questione che attiene al riequilibrio del potere giudiziario e legislativo, in quanto vittima di un «mostro giuridico».

Lei continua a definirsi un perseguitato dal «mostro giuridico»!
«Sì. La Cassazione ha creato un nuovo reato per condannarmi. Le leggi però le fa il Parlamento e non la Cassazione.»

E quei fondi riservati non rendicontati?
«Quei fondi non si rendicontano per legge, proprio perché sono riservati. La Cassazione ha stabilito il contrario. La mia vicenda è passata, io ho pagato, ma il mio caso lascia alla Camera un vulnus costituzionale che si dovrà affrontare».

Anche il suo passaggio dall’Udc al Pid ha prestato il fianco a strumentalizzazioni e dicerie. Sbaglio o quando Casini venne a Ragusa nel 2005 lo incoronò vice ministro senza riserve pur essendo stato lei condannato in primo grado?
"Dice bene, la mia vicenda giudiziaria fu sottoposta al presidente della Repubblica Ciampi, che nel ritenerla priva di fondamento diede via libera alla mia nomina".

Mi sembra di capire che come Berlusconi anche lei crede nel complotto dei giudici.
«Assolutamente no. Lasciamo stare la Cassazione. Osservo, pero, che sul territorio c’è un utilizzo di uomini e mezzi improprio. Si svolgono indagini a tappeto contro le figure politiche e istituzionali, che puntualmente non approdano a nulla, rispetto per esempio al problema della sicurezza".

Mi dica perché ha lasciato l’Udc e Casini?
«Per una scelta di natura politica. L’Udc è cambiato geneticamente e Casini ambisce a diventare il nuovo Prodi con l’appoggio di alcuni gruppi economici».

Qualche dettaglio?
«Se uno come La Malfa sceglie di entrare nell’Udc significa che l’Udc non è più quel partito popolare legato alla tradizione cristiano-democratica, ma un partito sostenuto dalle oligarchie economiche del paese».

Sta dicendo che Casini è nelle mani dei potentati economici?
«Probabilmente le nuove vicende familiari di Casini lo hanno orientato verso questa scelta».

Che c’entra la famiglia?
«Il suocero di Casini è Francesco Gaetano Caltagirone. Io, per contro, rimango legato al popolarismo sturziano e il Pid vuole essere il contenitore per favorire la nascita del Partito popolare europeo, coerentemente alternativo alla sinistra democratica e interessato a interloquire con l’esperienza cattolica-popolare che prima o poi emergerà dall’attuale Pdl».

Sta cantando il de profundis al Pdl?
"La fine del Pdl è già nei fatti. Bisognera’ capire cosa emergerà dall’esperienza del Pdl ed io sono interessato a questo".

Non so se converrà con me, ma il Paese sta attraversando il peggior momento del dopoguerra. Abbiamo gente che perde il lavoro a 50 anni e giovani disoccupati cronici e un premier coinvolto in scandali a sfondo erotico sessuale che, veri o presunti, fanno disgustare. Si chiedono sacrifici a sangue ai figli e il padre conduce una vita godereccia.
«Il premier rischia di vanificare risultati eccellenti raggiunti in campo economico con stili di vita che non s’addicono a comportamenti istituzionali».

Quali sono i risultati eccellenti raggiunti?
«L’economia italiana, nel contesto di una crisi che mina le fondamenta di paesi come Spagna e Portogallo, regge perché le misure prese da Berlusconi sono state efficaci. La sfiducia dei cittadini nasce da questioni più locali che nazionali. Credo che siano gli enti locali a dovere affrontare i bisogni immediati delle famiglie. La cattiva amministrazione incentiva la sfiducia».

Dopo Drago chi sarà il leader dell’Udc tra Franco Antoci e Orazio Ragusa?
«Il leader è destinato a essere Antoci. Perché? La statura politica del presidente è nettamente superiore al secondo e poi perchè credo che la permanenza di Ragusa nell’Udc sia solo transitoria in quanto penso in un suo imminente passaggio al Pdl».

Fa il veggente? Da dove lo intuisce.
«Le gestione della crisi politica a Comiso ne è la riprova. Ragusa prima fa l’accordo con Alfano sugli assessori Udc, poi si dichiara pronto a sfiduciare il sindaco di Comiso. Ha fatto bene a rimanere nell’Udc in questa fase, perché il suo modo di fare politica guarda al consenso spicciolo, totalmente incompatibile con il mio, proiettato invece allo sviluppo del territorio».

Faccia delle previsioni generali. Quanto dureranno i governi Berlusconi e Lombardo e quando andremo a votare.
«Credo che nel 2011 si voterà sia in Italia che in Sicilia».

E Drago non è pronto…
"Mi aspettavo questa domanda. Politicamente nasco con il sistema proporzionale e da sempre mi sono misurato con il consenso degli elettori. Oggi ritengo che per contare non bisogna necessariamente essere candidati, oggi è il momento di dare non del chiedere".

Siamo nell’età della saggezza?
«No, solo un po’ di esperienza in più...«Le cose belle fanno apprezzare la vita, quelle brutte aiutano a saperla vivere».

Il territorio ragusano risente della crisi economica globale.
«La provincia di Ragusa e Modica vivono momenti di grande difficoltà. Il modello Ragusa non esiste più. I leaders devono guidare le masse analizzando i problemi e dettando le strategie».

Si riferisce ai leaders di questa provincia?
«Da poco è venuto il presidente Lombardo. Non era mai accaduto che 5 parlamentari su 6 (l’escluso è Leontini, ndr) appoggiassero il presidente della Regione. Non era mai accaduto che un presidente della Regione fosse così cattivo con questa provincia. Il piano paesaggistico, la revoca del finanziamento della Ragusa-Catania, la vicenda dell’aeroporto che potrebbe partire domani se la Regione desse l’ok di tipo regionale solo mettendoci un milione di euro l’anno. Credo che 5 parlamentari su 6 faranno fatica a giustificare l’appoggio a Lombardo».

Com’è oggi la giornata di Peppe Drago.
"La mia giornata è praticamente identica alle precedenti. Ho solo sostituito gli impegni parlamentari con quelli politici; certo, con la consapevolezza che nulla è per sempre e che la vita non può provarmi più di quanto m’abbia fatto a sopportare"!

La fila degli estimatori s’è ridotta. Che pensa oggi la gente di Peppe Drago?
«Chi mi ha amato mi ama ancora. I maligni c’erano ieri e ci sono oggi. Noto affetto che non è politico».

Di chi non si fiderebbe oggi?
«Probabilmente sbaglio, ma il mio parametro per valutare il prossimo resta anche questo invariato. C’è una frase che mi piace e che voglio citare: non stancarti mai di fare il bene…anche se ricevi il male… ti rimarrà comunque la soddisfazione di non essere come gli altri».