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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 499
RAGUSA - 24/10/2010
Politica - Ragusa: il presidente della provincia risponde al suo ex alleato di partito

Antoci respinge le accuse di Drago: "Caduta di stile"

"Sono coerentemente rimasto con l’Udc, il partito che ho contribuito a costruire e che non ha alcuna deriva a sinistra"
Foto CorrierediRagusa.it

Il presidente della provincia Franco Antoci (nella foto) non ci sta ad essere tacciato d´immobilismo politico, rispedendo le accuse al mittente, vale a dire Peppe Drago. «Quanto dichiarato dal parlamentare Drago, che, per motivare la propria scelta di lasciare l’Udc per il Pid, prova a screditare l’attività politica e amministrativa del presidente della Provincia, appare strumentale e denota un’incredibile caduta di stile».

E’ questa la replica di AntocI, che respinge quindi con fermezza il tenore delle dichiarazioni di Drago sia sul piano politico che su quello amministrativo». «Sul piano politico – afferma Antoci – dico che sono coerentemente rimasto con l’Udc, il partito che ho contribuito a costruire e che non ha alcuna deriva a sinistra, come vorrebbe far credere l’on Drago». Antoci ribadisce quindi di restare «ancorato al centro, fedele al mandato ricevuto dagli elettori».

«Sul piano amministrativo – contesta il presidente della provincia – vengo pesantemente attaccato con affermazioni che fanno pensare ad una non sufficiente conoscenza delle opere realizzate dalla mia amministrazione, oppure di progetti in itinere, sia in materia di opere di pertinenza della Provincia come le strade, le scuole e l’ambiente, sia di opere infrastrutturali strategiche.

Sul porto di Pozzallo – aggiunge Antoci – ho lottato fino ad oggi per salvare la stazione passeggeri e penso di esserci riuscito, contro oscuri interessi che ne hanno impedito finora la realizzazione". Antoci si chiede ironicamente perché Drago "Non spiega piuttosto la vicenda dell’Autorità portuale regionale che aveva promosso assieme a Salvatore Cuffaro e a Giovanni Cosentini, poi miseramente fallita». «Per quanto concerne l’aeroporto di Comiso – conclude Antoci – tutti conoscono il mio quotidiano impegno, assieme al Sindaco di Comiso per far partire la struttura, a cominciare dalla costante interlocuzione con l’Enac».

Antoci spiega poi che il "buy pass" per la zona commerciale di Modica si sta portando avanti in parallelo con l’autostrada Siracusa – Gela, avendo già individuato, anche con i vertici del Consorzio autostrade siciliano una possibile soluzione. «A tal proposito – aggiunge Antoci – non è assolutamente vero che l’autostrada ritarderà per «accorpamento di altri tronconi», poiché l’ unico ostacolo è stata una ulteriore valutazione di impatto ambientale in via di rilascio da parte del Ministero dell’Ambiente».

«Per quanto riguarda il Piano Paesistico – prosegue il presidente della provincia – devo smentire di Drago che non soffro l’azione di nessuno, così come da lui sostenuto quando afferma che ho fatto sempre di testa mia. Anche per il Parco degli Iblei - conclude Antoci – collaboro efficacemente con le Amministrazioni Comunali e con le categorie produttive per arrivare a soluzioni condivise che possano essere poi poste in essere dalla Regione Siciliana».

LE ACCUSE DI DRAGO AD ANTOCI
Peppe Drago non ci sta a passare per "chi ha saltato il fosso per convenienza" e ribadisce la sua scelta di coerenza rispetto a chi è rimasto nell’Udc e che, secondo lo stesso Drago, così facendo "ha scelto di allearsi con la sinistra, appoggiando il governo Lombardo, condividendo un’operazione politica indegna, il peggiore governo della storia siciliana. Il resto sono frottole. Se ci riesce - incalza Drago - lo spieghi l’on Orazio Ragusa ai suoi elettori».

Peppe Drago, come un fiume in piena, continua nella sua disquisizione politica, asserendo che «Franco Antoci con la sinistra è a casa sua, peccato che sia stato eletto col centrodestra. Ma il vero problema è un altro. L’amministrazione provinciale di Ragusa è il migliore spot per chi vuole abolire le province. Mi sapete dire - prosegue Drago - quali opere pubbliche ha realizzato la Provincia Regionale di Ragusa? Nel 2009 viale del Fante è stata l’ultima Provincia in Italia per opere pubbliche realizzate.

Non si fanno neanche gli interventi progettati e finanziati, uno per tutti: la circonvallazione esterna di Modica, la bretella Beneventano-Pirato, che permetterebbe di collegare Ispica a Ragusa bypassando Modica e consentendo di far diventare il Polo Commerciale un boulevard.»

Drago fa altri esempi: "Vi siete accorti che la questione del porto di Pozzallo è come se non riguardasse palazzo di viale del Fante? Vogliamo parlare dell’aeroporto di Comiso? Il Presidente si è limitato a fare il messo notificatore di cattive notizie. Siamo l’unica provincia italiana a non avere un solo chilometro di autostrada, ma il Presidente della Provincia non ha mai battuto i pugni sul tavolo. Abbiamo lavorato un anno e mezzo a Roma per avere la Valutazione di Impatto Ambientale del tratto Rosolini-Modica e ora accettiamo che venga rimesso tutto in discussione con l’accorpamento di altri tronconi, il che ritarderà l’opera di almeno tre anni! Mi chiedo e vi chiedo: dov’è in tutta questa vicenda la Provincia?

Ancora, sul Piano Paesistico - aggiunge Drago - Antoci è assente perché soffre il dinamismo del sindaco Nello Dipasquale, e non si rende conto che c’è l’intero territorio provinciale in ginocchio su questo tema.

Piuttosto, vi faccio io una domanda. Perché il presidente Lombardo, gli on Ragusa, Ammatuna, Digiacomo non propongono di adottare il Piano Paesistico della Provincia di Catania? Perché Catania no e Ragusa sì? Lo sanno pure i bambini - conclude Drago - che Antoci ha fatto sempre di testa sua visto che la sua forza, paradossalmente, è stata costituita dal suo stesso immobilismo».

PEPPE DRAGO AL PID, ORAZIO RAGUSA RESTA NELL´UDC CON ANTOCI E GLI ALTRI
E’ ufficiale: Orazio Ragusa e Peppe Drago prendono strade diverse. Il primo resta con Casini e quindi con l’Udc, il secondo ha aderito al Pid, l’ala cuffariana e siciliana dei centristi.

L´incontro convocato da Orazio Ragusa e da Franco Antoci per presentare il nuovo organigramma dell’Udc provinciale sancisce la spaccatura anche se Peppe Drago non ha rinunciato a rivolgere l’ultimo appello, non raccolto, al suo ex delfino. Quel che resta del popolo Udc in provincia di Ragusa si è ritrovato quindi all´incontro convocato da Orazio Ragusa e Franco Antoci. «Siamo coerenti con il mandato affidatoci – ha detto Orazio Ragusa- Restiamo al centro e non guardiamo a sinistra».

Conferma Franco Antoci che guarda avanti e più precisamente al Partito della Nazione ed al polo di centro da costituire , in funzione elettorale, con l’Api di Rutelli e l’Mpa di Raffaele Lombardo. Giuseppe Lavima resta con Antoci e Ragusa e lascia anche lui l’ombrello di Peppe Drago; lo seguono un manipolo di assessori e consiglieri provinciali ed il sindaco di Giarratana, presenti nella sala conferenza dell’Ambassador. Qui è cominciato l’Udc, parte seconda. Mentre dall’altra parte restano Peppe Drago ed i cuffariani.

«Spero ancora –ha scritto Peppe Drago- che Orazio Ragusa scelga, magari in cordo d´opera, la strada della coerenza, con una chiara scelta di campo nel centrodestra, sia nel livello politico regionale che locale, a conferma di un percorso politico e di amicizia che ci ha visti insieme da più di venti anni, e ci ha permesso di raggiungere grandi risultati a favore di Scicli e della provincia di Ragusa. Non vedo nessun motivo politico e personale per cui ci si debba dividere, tra l´altro mettendo in difficoltà tanti amici comuni, in un momento in cui, invece, occorrerebbe stare insieme per risolvere i problemi delle nostre comunità".

Orazio Ragusa ha declinato l’invito e ha colto la palla al balzo per affrancarsi da una presenza che sentiva ormai ingombrante alle sue spalle. Con il parlamentare regionale ci sono quindi Franco Antoci e Giuseppe Lavima, ultimo segretario provinciale Udc. Tutto da vedere il resto del panorama provinciale dato che molti consiglieri provinciali e comunali non hanno ancora scelto e in modo molto tattico attendono che tutte le pedine siano sistemate.

Sicuramente al comune capoluogo ed al consiglio provinciale c’è incertezza; più netta la posizione degli amici di Peppe Drago a Modica con Paolo Nigro che ha rotto gli indugi a palazzo S. Domenico ed ha traghettato il gruppo verso il Pid. Di fatto finisce un’era caratterizzata in provincia da un grande raccoglitore di consensi, un partito da 20 mila voti nei suoi giorni migliori, con presenze diffuse nei gangli vitali del potere. Per motivi politici, ma anche per i recenti risvolti giudiziari, nazionali e locali, l’era Udc è arrivata al capolinea e la divisione ne è il sintomo dell’evidente malessere.

LE DICHIARAZIONI DI VINCENZO CASTILLETTI, COORDINATORE PROVVISORIO PID RAGUSA
Riceviamo e pubblichiamo intergralmente

«In parecchi abbiamo aderito al Pid. Una scelta fatta perché storicamente legati ad un modo di pensare, di vedere le cose, di affrontare le problematiche più socialmente rilevanti, che ha maggiori affinità con il centrodestra piuttosto che con il centrosinistra. Ecco perché, a fronte della deriva assunta dall’Udc a livello nazionale, e a cascata in ambito locale, abbiamo preso una direzione che garantirà continuità rispetto non solo al passato ma anche alla nostra tradizione politica. Il sottoscritto e gli altri esponenti politici che hanno voluto affrontare questa nuova avventura lo hanno fatto nella piena consapevolezza di poter continuare ad occuparsi di tutte le questioni irrisolte con la solita moderazione di sempre, facendo appello ad un bagaglio ideologico che poco o nulla ha da condividere con il centrosinistra. Ci chiediamo, anzi, come farà Casini e chi lo ha seguito in questo suo percorso, anche a livello locale, a confrontarsi su aspetti, legati alla famiglia o al matrimonio, giusto per fare un paio di esempi, che, per quanto ci riguarda, rimangono fari di riferimento della nostra cultura politica. Apprendo, poi, che l’Udc locale, presentato quest’oggi, ha dichiarato di essere a fianco del sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale. Scelta legittima ma che potrebbe ingenerare qualche confusione visto che l’Udc, a livello nazionale, è opposizione al Pdl mentre, in ambito cittadino, intende condividere il progetto di un sindaco che il nostro gruppo, prima come ex Udc e adesso come Pid, ha sostenuto in maniera convinta sin dalla prima ora. Spero si possa fare piena chiarezza sui termini di questo affiancamento. Verrà comunque sempre accolto di buon grado un eventuale ravvedimento di una posizione che, riferendoci a coloro che oggi vogliono identificarsi nel nuovo Udc, non incarna certo le idee di un tempo, quelle che, oggi, vengono invece portate avanti da noi del Pid. Di Udc, sia chiaro, è rimasto soltanto il nome. Di fatto, quelli dell’Udc di adesso si allontanano sempre più dalla tradizione politica di un tempo».

Vincenzo Castilletti
Coordinatore provvisorio Pid Ragusa