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RAGUSA - 29/09/2010
Politica - Ragusa: caso Mpa-Iacp, i retroscena delle dimissioni dagli autonomisti secondo il portavoce

Botta e risposta infinito tra Distefano e Cultrera

"Costui" passa al contrattacco: «E’ in cerca di un usbergo politico perché Mpa non gli garantisce più le sue ambizioni personali». Il silenzio di Riccardo Minardo e di Mimì Arezzo. La difinitiva replica di Cultrera
Foto CorrierediRagusa.it

Stilettate d’autore fra Giovanni Distefano (nella foto), portavoce Mpa, e Giovanni Cultrera, ex Mpa ma ancora presidente dello Iacp. L’unica cosa in comune che hanno è Alessandro Manzoni. La metafora manzoniana di Cultrera è stata digerita e ricambiata da Distefano. «I Ragusani non sono ingenui come egli crede –scrive Distefano- e non sopportano l’ipocrisia e per citare un autore a lui caro sanno riconoscere «quei prudenti che s´adombrano delle virtù come de vizi, predicano sempre che la perfezione sta nel mezzo; e il mezzo lo fissano giusto in quel punto dov´essi sono arrivati, e ci stanno comodi».

Nella polemica a distanza fra i due c’è anche Riccardo Minardo, l’uomo che ha nominato Cultrera presidente Iacp e che in questo momento preferisce non aprire bocca. Distefano, invece, ricorda le dichiarazioni di Cultrera dopo la nomina: «Colgo l’occasione di ringraziare l’onorevole Riccardo Minardo, a cui manifesto anche in questa occasione stima politica e personale, per avere indicato me in un ruolo importante come la presidenza dello Iacp».

Disfefano vuole svelare i motivi che secondo lui hanno indotto Cultrera ad abbandonare Mpa in questo momento di grande confusione, in verità non solo nell’Mpa, ma in tutta la galassia della politica locale, nazionale e regionale. «E’ in cerca di un usbergo politico- chiosa Distefano- Ritengo che abbia sentita minacciata la sua poltrona dalla imminente verifica alla provincia regionale visto che il Mpa non sostiene, senza il minimo rimpianto, l’amministrazione Antoci e non avrebbe potuto garantirla nella sua carica nei confronti di altre forze della maggioranza.

Per cui ecco il motivo che l’ha indotto a ricercare un usbergo politico più sicuro per le sue ambizioni personali, pienamente legittime magari non in politica dove conta il bene comune, che Cultrera tenta di mistificare con improvvisi rigurgiti di coscienza in conseguenza della formazione di un nuovo quadro politico regionale quando è noto anche ai meno informati che il Mpa persegue e difende l’interesse collettivo tramite la condivisione di programmi territoriali e non in virtù di collocazioni aprioristiche che nulla di buono hanno prodotto per i Siciliani. Auguro a Cultrera miglior fortuna, ma altrove».

CULTRERA REPLICA: "ECCO PERCHE HO LASCIATO MPA"

«Non sono andato via dall’Mpa perché la mia poltrona, per usare la stessa espressione del mio interlocutore, stava traballando. E’ l’esatto contrario, invece, considerato che l’unico soggetto che potrebbe revocare la mia nomina è il Presidente della Regione - continua Cultrera - :un motivo molto valido, opportunistico, per non lasciare il movimento autonomista che, dai suoi vertici, può disporre, in qualsiasi momento, la revoca del mandato affidatomi di presidente dello Iacp. Non può certo essere il Presidente della Provincia Regionale di Ragusa a revocare il mio mandato, anche perché, se fosse stato nelle sue prerogative, sarebbe stato indotto a tale decisione allorquando aderii all’MPA nel 2007. Anche qualora ci fosse una verifica alla Provincia, considerato che l’MPA è all’opposizione da sempre, il mio incarico non potrebbe essere argomento di discussione. Sono sconcertato da tanta (finta? tendenziosa?) ignoranza sull’argomento.

Nessun «usbergo» politico, quindi: la mia unica ambizione, lo confesso, è la mia professione di avvocato, tutto il resto conta ben poco, anzi pochissimo. Io credo, invece, che chi tenta d‘afferrare farfalle sotto l’arco di Tito, anziché ricercare ad ogni costo la polemica, sic et simpliciter, dimenticando i gravi e seri problemi del nostro territorio, farebbe bene e renderebbe un servizio alla comunità iblea se cominciasse ad occuparsi di questioni più concrete, come sta facendo il Commissario Provinciale dell’Mpa, Dott. Mimì Arezzo, nei confronti del quale la mia stima rimane immutata, che sta cercando di farsi spiegare dal Governatore «alcune azioni che sembrano un’evidente penalizzazione della terra iblea».