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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 839
RAGUSA - 10/09/2010
Politica - Ragusa: anche gli autonomisti prendono le distanze dall’assessore Armao

Barrera (Mpa) chiede revisione Piano paesaggistico

Il capogruppo Mpa alla Provincia sta con il sindaco Dipasquale: «Salvaguardare le vocazioni produttive legate allo sviluppo e all’occupazione nel territorio»
Foto CorrierediRagusa.it

«Occorre scongiurare la perdita del lavoro dei trentaquattro operai impegnati nei lavori del pozzo Tresauro poiché questo metterebbe in difficoltà tante famiglie in un periodo di forte crisi occupazionale». Anche il consigliere provinciale e capogruppo Mpa Pietro Barrera (nella foto), condivide la presa di posizione del sindaco di Ragusa Nello Dipasquale che nei giorni scorsi ha espresso solidarietà nei confronti dei trentaquattro lavoratori impegnati nei lavori del pozzo Tresauro nei pressi di Contrada Puntarazzi, sulla S.P. Ragusa-Santa Croce Camerina, per i quali tra un paio di settimane incombe il rischio di perdere il posto di lavoro a causa della sospensione dei lavori di trivellazione.

«Le vocazioni produttive legate allo sviluppo e all’occupazione nel territorio devono essere salvaguardate – afferma Barrera – Non è possibile rinunciare a tutte le richieste ed iniziative che sono in grado di fare crescere la provincia di Ragusa, bisogna invece creare le condizioni per uno sviluppo sano e sostenibile. Occorre valutare in maniera critica gli investimenti. Il Piano paesaggistico, così come proposto e adottato, rischia di porre un freno allo sviluppo della provincia iblea. Bisogna prendere atto che il fenomeno della globalizzazione sta investendo tutti i paesi ed il territorio rischia di dover subire solo gli effetti negativi di questo fenomeno. Con la delocalizzazione delle industrie e delle fabbriche le aziende perdono competitività e conseguentemente si riducono i posti di lavoro.

Se si limitano le occasioni di sviluppo, si fermano le ricerche, si bloccano le concessioni delle aree agricole, e non si tenta di sburocratizzare l’apparato legislativo delle concessioni (basti pensare che per l’apertura di un esercizio commerciale o uno stabilimento balneare ci vogliono almeno 8-9 autorizzazioni) i giovani saranno costretti sempre più a dover cercare occasioni di lavoro fuori dalla provincia di Ragusa».