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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 758
RAGUSA - 06/09/2010
Politica - Ragusa: l’Mpa chiude il tesseramento e lancia un ultimatum ad Antoci, Minardo e Leontini

Il portavoce Mpa Distefano: «Adesso si cambia»

Università: «C’è confusione. Presidente? Né Termini, né Di Raimondo». A Leontini: «Nemico di Lombardo, niente dialogo. Incardona sarebbe un candidato a sindaco da appoggiare. Apprezzabile l’indipendenza di Nello Dipasquale dal coordinatore provinciale». Ad Antoci: «Si ricordi che Mpa ha firmato il suo programma»
Foto CorrierediRagusa.it

Silenzio, parla il portavoce ufficiale dell’Mpa. Giovanni Distefano (nella foto) è legittimato dal commissario Mimì Arezzo e non corre il rischio di vedersi espellere come è successo ad altri che hanno aperto bocca per fare danno. E Distefano, in vista dei congressi parla a ruota libera. Di politica, naturalmente. Di alleanze e di strategie future. Il partito è stanco di fare lo spettatore in disparte dei cinque giocatori di briscola. Dopo i congressi si va incontro alle elezioni comunali di Vittoria e di Ragusa, e fors’anche nazionali, se lo «chef» Gianfranco Fini riuscirà a rosolare per bene il Cavaliere. E il governatore Raffaele Lombardo come sta in arnese? «Da quando è in corso la lite tra Fini e Berlusconi- anticipa Distefano- Lombardo sembra più tranquillo».

Il 30 settembre si chiude la campagna del tesseramento dell’Mpa. Entro i primi 10 giorni di ottobre il partito, per la prima volta nella sua storia, si confronterà nelle assise congressuali. Era l’ora! «Cerchiamo una linea uniforme in tutta la provincia- ammonisce il portavoce- basta parlare troppi linguaggi diversi».

Il primo avvertimento di Distefano è indirizzato al Consorzio universitario. Il Pd, alleato di Lombardo, governerà l’università almeno fino al 31 dicembre. Perché lo vuole Nino Minardo. L’Mpa, invece, è seduto all’ultimo banco. Distefano alza la mano. «C’è confusione- attacca- a prescindere da come si evolverà la vicenda giudiziaria dei 22 ex dipendenti che non hanno accettato di partecipare al bando di concorso perché non è previsto il passaggio automatico a tempo indeterminato in caso di adesione al quarto polo. Stiamo assistendo alla lite interna tra Gianni Battaglia e Iano Gurrieri. Il secondo, con delega al personale, emette ordini di servizio che vengono annullati da Battaglia, sulla base delle rimostranze dei dipendenti».

Il Consorzio, piaccia o no, non subirà mutazioni fino alla scadenza di questo Cda. Si rincorrono voci su un possibile presidente che si chiami Lillo Termini o Enzo Di Raimondo, ex assessore provinciale. «Non vogliamo né l’uno, né l’altro- chiosa Distefano- al Consorzio deve andare un uomo del capoluogo».

Problematiche da rinviare a gennaio. Per ora Innocenzo Leontini, Adolfo Padua, Iano Gurrieri, Gianni Battaglia, Carmelo Arezzo e Maurizio Tumino (dimissionario perché all´Asi) rimarranno al loro posto. Anche senza il dimissionario Saverio La Grua. L’Mpa alla prossima tornata vuole essere protagonista. In questo Pdl poliglotta a chi vuole parlare il portavoce Giovanni Distefano?

«E’ difficile- ammette l’incaricato di di Mimì Arezzo- districarsi in questo scenario di confusione. Con Leontini, coordinatore provinciale Pdl e maggiore oppositore del governo Lombardo non c’è dialogo. Con Nello Dipasquale, invece, che è risucito a rimanere in una posizione di indipendenza da Leontini, c’è un buon rapporto. Così come con Carmelo Incardona a Vittoria, tanto che se fosse il candidato a sindaco non avremmo alcuna difficoltà a sostenerlo, previa verifica del programma. Alla Provincia? Ricordo che l’Mpa ha firmato il programma presentato da Antoci per la sua candidatura e che puntualmente non siamo invitati alle riunioni di verifica. Poi il presidente si lamenta che Rosario Burgio e Pietro Barrera fanno opposizione dura insieme a Italia dei valori!».

Il 2011 sarà anno di congressi e di elezioni. Amministrative, nazionali, e se Lombardo cade anche regionali. L’Mpa, alla luce di tanta confusione, vuole crearsi i percorsi di luce. «Ha detto bene, in mancanza di chiarezza di intenti ci riteniamo liberi di essere indipendenti o individuare altre alleanze che in qualche modo siano vicine al nostro modo di intendere la politica».