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RAGUSA - 18/08/2010
Politica - Ragusa: la presidenza dell’Asi continua a spaccare il Partito democratico

Sebastiano Gurrieri ha lasciato il Pd, critico Gaetano Gaglio

L’esponente dell’Area Mattarella difende il segretario provinciale Salvo Zago e invita Gurrieri a riportare il dibattito nel partito e a lavorare seriamente per superare i vecchi metodi
Foto CorrierediRagusa.it

Prima si era autosospeso dal Pd. Adesso ne è fuoriuscito del tutto. Sebastiano Gurrieri ha sbattuto la porta in facci ai suoi ex. Tutto questo dopo l’elezione del presidente dell’Asi (che non è stato Gianfranco Motta). I malumori di Gurrieri e, per contagio, anche di Maria Cascone, continuano a tenere banco sui giornali. I capicorrente se le mandano a dire tramite i mass media. «Una componente ben definita- la classifica Gaetano Gaglio, dirigente del Pd provinciale area Mattarella- continua con ragioni legittime, qualche scivolone grossolano e pratiche antiche che per molti sarebbe bene abbandonare ad utilizzare i vecchi metodi che sembravano essere stati superati con l’ultimo congresso del Pd che ha portato alla segreteria di Salvo Zago».

«Più volte l’on Gurrieri, e adesso la professoressa Cascone- afferma Gaglio- partendo dall’elezione di Rosario Alescio alla presidenza dell’Asi con numeri inequivocabili, si sono sentiti in diritto e in dovere di stimolare il proprio partito ad un’azione diversa e più attiva. Si è caldeggiata dapprima l’assunzione di prese di posizione ufficiali su questioni in dibattito pubblico quali il Parco degli iblei, il Piano Paesistico e via dicendo».

La vicenda sul Parco degli iblei viene considerato un pretesto per polemizzare con i dirigenti del partito. «Si sono chieste spiegazioni- continua Gaglio- si deduce al segretario provinciale, in merito al comportamento assunto dal partito, o meglio di alcuni suoi esponenti, nella vicenda ASI. Quasi che il sostegno a Motta, a un passo dall’elezione in prima battuta, e in perfetta continuità con la linea seguita nei dieci anni precedenti dal centrosinistra, costituisse un’innovazione sorprendente».

Gaglio rimarca il fatto che Gurrieri e Cascone hanno affidato alla stampa quello che doveva e poteva essere un «legittimo dibattito interno, secondo la prassi di usare. Comprensibile l’esigenza di aprire un dibattito, meno comprensibile lo scivolone di addossare alla mozione Mattarella la «colpa dei ritardi» accumulati per la costituzione degli organismi provinciali; incomprensibile la richiesta di unitarietà nelle stesse dichiarazioni in cui si chiedono pubbliche spiegazioni ad un segretario provinciale che non è difficile raggiungere in luoghi e sedi opportune, scorrette e in malafede le menzogne di Cascone relative alle rappresentanze ed ai particolari che sarebbero stati confermati, né ai primi di luglio né mai sino ad oggi, dalla sua area di riferimento».

Gaetano Gaglio nega che il dialogo nel Pd sia chiuso. E’ tempo di costituire gli organismi unitari. «Adesso arriva il momento di raggiungere una sintesi con chi è disponibile ad un percorso comune. Alzare la voce, e la polvere, da parte di chi si è ritagliato, all’indomani del congresso provinciale, una posizione antagonista a prescindere, non appare certo il segnale migliore per la ricerca di quell’unitarietà professata a parole».