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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:29 - Lettori online 685
POZZALLO - 22/11/2014
Politica - La situazione catastrofica del comune marinaro

A Pozzallo si è dimesso il presidente del consiglio

Floridia ha annunciato le proprie dimissioni nel corso del consiglio comunale di venerdì sera
Foto CorrierediRagusa.it

La situazione catastrofica verso la quale sta andando il Comune per motivi economici, la scarsa propensione al dialogo da parte degli esponenti amministrativi che lavorano a palazzo La Pira, la mancanza di obiettivi degli stessi per il futuro dell´ente comunale. Il presidente del consiglio comunale Gianluca Floridia (foto), ha rimesso il proprio mandato nelle mani del primo cittadino e queste tre varienti potrebbero essere le cause di tale gesto. Insediatosi col consenso unanime della civica Assise, Floridia è stato quasi da subito un «separato in casa» visto che la compagine politica che ha sostenuto la candidatura a sindaco di Luigi Ammatuna (Sel) ha abbandonato dopo solo tre mesi la giunta comunale. "Mi hanno votato i consiglieri di maggioranza e opposizione – dice Floridia – due anni e sei mesi fa, ho fatto precipuamente gli interessi del Consiglio comunale. Ora vado a sedermi fra gli scranni dei miei compagni di Sel. In due anni e mezzo, nessuno può dire che il sottoscritto non sia stato coerente con le scelte del mio partito".

Floridia ha annunciato le proprie dimissioni nel corso del consiglio comunale di venerdì sera, dopo aver assistito alla nomina della consigliera Ninella Azzarelli a membro della commissione per la costituenda fondazione «Iolanda e Francesco Ciurciù». In mattinata, Floridia ha ufficializzato le proprie dimissioni con un comunicato stampa.

"In questo momento – scrive Floridia - più che lo spirito delle fazioni in lotta per marcare recinti, dovrebbe prevalere lo spirito di servizio per la propria città e un clima politico che generi nuove figure nei ruoli di massima responsabilità. In questo contesto le mie dimissioni dalla Presidenza, che rimetto al massimo organo di rappresentanza e di democrazia della città, vogliono essere uno strumento per la tanto auspicata sintesi.

E così come i conflitti non possono estinguersi fin quando qualcuno non ha il coraggio di compiere il primo gesto di «disarmo unilaterale», l’avvio di una nuova fase politica, in questo caso di sereno confronto, non può che essere il frutto di atti unilaterali di effettiva apertura, senza attendere che i percorsi e le vie del dialogo siano costruiti da altri e non da noi stessi in prima persona. Ho sempre pensato all’impegno politico come servizio per la comunità, e penso che qualsiasi incarico istituzionale sia strumento da mettere a disposizione della collettività, e non «Potere» di cui servirsi".